Film d’apertura al Festival di Cannes 2017,
dal 25 aprile al cinema

Il nuovo film del talentuoso Arnaud Desplechin, I Fantasmi d’Ismael, è sconcertante e irregolare ma mai irrilevante. Il regista francese costruisce un’opera contenente una molteplicità di film e storie, un labirinto di intrecci presenti e passati alla scoperta delle emozioni dei personaggi.

Tutti sono fondamentali, anche se il protagonista principale, Ismael, al contrario di quanto potremo aspettarci, non ci viene presentato immediatamente. I Fantasmi d’Ismael, infatti, si apre con un’inquadratura dalla forte ambiguità volta ad introdurci che qualcosa di importante sta per accadere.

Ci viene presentato Ivan (Louis Garrel) in una sequenza morbida e dilettevole attraverso un umorismo leggero che ci dà informazioni sul suo nuovo lavoro: il Ministero degli Affari Esteri francese è interessato a lui per il suo carattere così atipico. Burocrazia, diplomazia e affari esteri sono aspetti ricorrenti nel cinema di Desplechin, chiaramente interessato al modo in cui le questioni amministrative, pratiche burocratiche e relazioni internazionali abbiano un impatto sugli individui e sul loro senso di per sè. Non dovrebbe sorprendere quindi come uno dei piaceri dei Fantasmi d’ Ismael sia scoprire come l’identità di Ivan e il suo lavoro siano legati a Ismael e alla sua professione.

Ecco perchè una forma di “fantasma” tende a sconvolgere l’equilibrio della linea narrativa: Carlotta (Marion Cotillard), il primo grande amore di Ismael, la quale circa due decenni prima scomparve improvvisamente senza lasciare alcuna traccia. Lui in qualche modo è ancora legato a lei per il rapporto con il suo vecchio padre (Laszlo Szabo) con il quale ha mantenuto un contatto quasi paterno. Quando la donna si presenta all’improvviso al cottage sulla spiaggia d’Ismael, Sylvia (Charlotte Gainsbourg), attuale fidanzata di Ismael, è incredula e ha come l’impressione di aver visto uno spirito.

La sceneggiatura, scritta insieme alle cosceneggiatrici Julie Peyr e Lea Mysius, è un tesoro e tripudio di riferimenti e di personaggi tratti da alcuni dei grandi classici del cinema del regista stesso, rendendo I Fantasmi d’Ismael una tragicommedia delirante che diventa eccessiva e gratuita, quasi a dare l’impressione di trovarci di fronte ad un’autoparodia.

Gli aspetti più importanti vanno ricercati, dunque, nelle trame delle varie storie tenute insieme da un unico tema dominante che permette di restare centrati nel corso degli eventi. Come non tralasciare la recitazione superba degli attori: Marion Cotillard ha una sequenza incredibilmente eccentrica in cui il suo personaggio rammenta i turbolenti anni trascorsi da Ismael in una presenza scenica di forte impatto.

Amalric invece, è l’Alter Ego del regista, descritto come un personaggio in continua ricerca di idee e stimoli. Gainsbourg è un perfetto collante, che si adatta a loro senza prevalere, ma mantenendo un certo equilibrio. Alba Rohrwacher riesce anche lei a fare una buona impressione nel piccolo ruolo dell’amante di Ivan, che, come gli altri, si scoprirà non essere la persona che inizialmente sembrava essere.
In un ritratto cubista dell’universo cinematografico di Desplechin, I Fantasmi d’ Ismael può essere definito a tratti instabile e imperfetto, ma nella sua imperfezione si trova il segreto del film.

Photo Credits: Europictures Italia