Arriverà l’8 febbraio al cinema il film d’animazione I Primitivi, nuova travolgente avventura dello studio inglese Aardman Animations, che da oltre quarant’anni persevera nella creazione di cartoon in claymation, una particolare variante della stop motion in cui i pupazzi, i set e gli oggetti di scena sono interamente modellati in plastilina.

Il film è stato presentato ieri alla stampa, alla presenza dei voice talent italiani Paola Cortellesi (la combattiva Ginna), Salvatore Esposito (il villain Lord Nooth), Corrado Guzzanti (il capo della tribù Barbo) e infine Greg e Chef Rubio, rispettivamente i due primitivi Grullo e Gordo. Mancavano invece all’appello gli ultimi due doppiatori del cast, ovvero Alessandro Florenzi (Dribblo), ma soprattutto il protagonista Dag, alias Riccardo Scamarcio, assente per precedenti impegni sul set a Parigi.

Per la maggior parte dei talent si trattava della prima esperienza al doppiaggio, arte in cui la difficoltà è duplice: se da una parte occorre infatti confrontarsi con il prodotto originale, dall’altra è importante trovare una chiave per fare proprio il personaggio e trasmetterlo al pubblico italiano. “Lord Nooth non ha quel forte accento tedesco in originale”, ha raccontato per esempio Salvatore Esposito. “Abbiamo dovuto trovare una caratterizzazione che fosse divertente, ma che allo stesso tempo mantenesse la sua natura di cattivo vecchio stampo, attratto solo dall’ambizione del denaro. Ne è uscita una sorta di mescolanza strana di dialetti, ma mi sono divertito molto”. Più esperta invece Paola Cortellesi, che in passato ha prestato la voce in altri film d’animazione come Persepolis, Cars 2 e Il Piccolo Principe:Trasferire in un microfono i sentimenti di un personaggio disegnato è difficilissimo, e quello lo sa fare chi questo mestiere lo fa per lavoro. Per noi è importante da una parte seguire l’originale, dall’altra affidarsi al direttore di doppiaggio, in questo caso Marco Mete, che ci ha guidato molto”.

Ne I Primitivi si ride moltissimo, come testimoniano i personaggi di Chef Rubio (che ha dovuto realmente mordersi la mano per simulare la scena in cui Gordo mastica un pallone) e di Greg, entrambi cavernicoli un po’ sciocchi, ingenui e senza filtri. Ma, come è tradizione per lo studio inglese, il cartoon Aardman utilizza spesso e volentieri l’ironia pungente che lo caratterizza per toccare tematiche e riflessioni più difficili. Tra queste, Corrado Guzzanti cita soprattutto il confronto tra civiltà: “Mi è piaciuta particolarmente l’idea che nella storia convivano le età della pietra e del bronzo. Oggi siamo abituati a vedere il progresso estendersi in fretta, ma allora c’era maggiore isolamento tra i gruppi umani, che si evolvevano a ritmi differenti. Il mio personaggio poi è il tipico tradizionalista, che per paura dell’ignoto vorrebbe che tutto rimanesse sempre uguale”.

Molto importanti sono inoltre i buoni valori espressi dallo sport, che ne I Primitivi è lo specchio di una società rispettosa delle regole. Secondo Salvatore Esposito, sarà un bel messaggio specialmente per gli spettatori più piccoli: “In Italia c’è poca formazione in questo senso, ma per me i giovani dovrebbero essere guidati alla crescita, alla collaborazione e alla lealtà proprio attraverso lo sport nelle scuole”. Paola Cortellesi cita invece la tematica più femminista, cara a lei così come al personaggio della sua Ginna: “Il paradosso è che questa ragazza vive nella società che dovrebbe essere la più evoluta, ma che allo stesso tempo non le permette di giocare a calcio solo perché è una femmina. Soltanto attraverso l’incontro con i cavernicoli riuscirà a fare ciò che le piace veramente e per il quale è davvero portata”.

Infine, di fronte a un film del genere, la domanda sorge spontanea: quanto ci siamo effettivamente evoluti? Esistono ancora i cavernicoli oggi? “Ci sono eccome”, risponde Guzzanti, “sono quelli che trascurano le regole. In questa sede è meglio non scomodare la politica italiana, e allora mettiamola così: i cavernicoli di oggi sono quelli che mettono in discussione le più basilari conquiste della società civile”.