Questa notte andrà in onda il quarto episodio de Il Trono di Spade. In attesa di scoprire cosa accadrà dopo l’incredibile scontro con gli estranei scopriamo qualcosa di più sulla daga di acciaio di Valyria protagonista dell’episodio 8x03.

Lo scorso episodio del Trono di Spade ha visto andare in scena una delle battaglie più epiche di tutta la serie. Contro ogni previsione, mentre il Night King si accingeva a sfoderare la sua spada contro l’inerme (sarà davvero così?) Bran, ecco arrivare, furtiva come la notte, Arya Stark che lanciatasi contro il nemico lo pugnala al petto facendolo esplodere in mille pezzi.
Tra le domande che seguono questo epico momento, molte riguardano proprio proprio l’arma usata per vincere questa battaglia. Da dove viene davvero? Dove è rimasta tutto questo tempo?
Andiamo in ordine e proviamo a capire quello che sappiamo sulla daga di acciaio di Valyria.

daga di Valyria

Le origini della Daga

Sappiamo molto poco in realtà sulle sue origini. Possiamo però ricostruire il percorso che ha fatto per diventare a pieno titolo una dei protagonisti della saga. Tutto inizia nella prima stagione, quando il piccolo Bran , giace in coma in un letto di Grande Inverno reo di aver assistito ad un rapporto incestuoso tra Jamie Lannister e la sorella, la regina Cersei.
Dopo essere stato gettato da Jamie da una delle torri di Grande Inverno, un sicario si incroduce nella stanza del piccolo Bran per portare a termine il lavoro. L’assassinio viene però fermato da Cathelyn Stark, madre del piccolo e dal suo metalupo Estate.

L’arma utilizzata dall’assassino è per l’appunto la daga in acciaio di Valyria. Come è possibile per un semplice scagnozzo possedere un’arma del genere? Una daga la cui lama è uno dei metalli più resistenti al mondo forgiato con l’aiuto della magia. La soluzione arriva da Lord Baelysh, che con una subdola confessione, racconta a Cathelyn Stark che il pugnale, era di sua proprietà fino a aquando gli è stato vinto al gioco da Tyrion Lannister, innescando così la guerra dei sette regni.

Bran e Arya e la daga di Valyria

La strada verso Grande Inverno

Perso il suo ricordo attraverso le stagioni, la daga è tornata alla ribalta nella settima stagione. Dopo la riconquista di Grande Inverno, Ditocorto visita il redivivo Bran nelle sue stanze. In un inutile tentativo di apparire il fedele protettore dei figli della sua amata Cathelyn, lord Baelysh dona al ragazzo la daga che aveva attentato alla sua vita. Quello che il viscido Lord Bealish non sa, è che quello davanti a lui non è più Bran ma il Corvo a tre occhi. La risposta che ottiene dal giovane è : “Il caos è una scala” frase pronunciata proprio da Ditocorto durante un incontro con Varys. Bran conosce l’uomo che ha davanti e vuole che sappia che i suoi segreti non sono al sicuro.
Successivamente il Corvo a tre occhi consegna la daga alla sorella Arya, compiendo così la mossa che la porterà a mette fine agli estranei. Prima di arrivare al Night King però, l’arma chiude il cerchio che l’ha portata nel gioco del trono di spade: Arya giustizia Ditocorto con la sua stessa daga mettendo fine alla vita di uno dei personaggi più odiati della serie.

sam tarly e la daga di Valyria alla cittadella

Sam e le ricerche nella cittadella

Anche se i misteri della daga sono ancora nascosti o sepolti nella tomba di Ditocorto, sappiamo che esistono degli indizi, che potrebbero svelare qualcosa in più sull’arma tra i libri che Sam Tarly consulta nella Cittadella mentre cerca informazioni che portino alla sconfitta degli estranei.
Come molti di voi ricorderenno, in uno dei libri che Sam esamina nella Cittadella ( e che speriamo abbia trafugato) appare proprio l’immagine della daga di Ditocorto. Quali informazioni riportasse il libro non ci è dato saperlo ma una volta scoperta l’arma causa della sconfitta del Night King, Sam potrebbe ricordare quello che il libro riportava e fornire al pubblico le informazioni mancanti.

La morte del Night King

La fine del Night King

L’inverno è arrivato e con lui gli Estranei. Mentre la battaglia imperversa, Arya sfugge ai nemici e grazie al sacrificio di Beric Dondarrion incontra Melisandre. La sacerdotessa ricorda alla ragazza la profezia che le rivela nella terza stagione riconoscendone in parte il compimento “Hai detto che avrei chiuso molti occhi” ricorda Arya a Melisandre “Occhi marroni, verdi e.. occhi blu” risponde la sacerdotessa. Cosa diciamo al dio della morte?”. “Non oggi.” La profezia è compiuta. Arya scorre come un fiume in piena mettendo a frutto tutti gli insegnamenti dei suoi maestri e conficca la daga nelle viscere del Night King distruggendolo.

Dobbiamo ammettere che pochi avrebbero scommesso sulla giovane Stark ma è chiaro che Bran, dall’alto del suo ruolo di Corvo a tre occhi ha lavorato affinchè ogni elemento fosse al suo posto. Ha consegnato la daga ad Arya, si è offerto come esca attirando il Night King sicuro del suo arrivo e ha assistito alla sua distruzione. Perchè Arya? Perchè quella daga? Per il materiale di cui è composta o porta con se altri segreti. Cosa diceva di preciso il testo ritrovato da Sam? Molti gli interrogativi da risolvere. Quello che sappiamo per ora è che l’impossible è avvenuto. Gli estranei sono sconfitti e ora resta un solo nemico a sud. Cercei, winter is coming.