“Non ho fatto altro che pensare nelle ultime settimane. Alla nostra sanguinosa storia. Agli errori che abbiamo commesso. Cosa unisce le persone? Armate? Oro? Vessilli? Storie. Non c’è nulla al mondo più forte di una buona storia. Nessuno può fermarla. Nessun nemico può sconfiggerla. E chi ha una storia migliore di…”

Tyrion Lannister

Siamo giunti alla fine di un lungo percorso. Un viaggio in cui siamo stati fan, addetti ai lavori, recensori, sceneggiatori, registi, abili grafici alle prese con le difficoltà della CGI. Il Trono di Spade ha unito e diviso i suoi spettatori quasi come l’Italia ai mondiali, in cui tutti diventano improvvisamente allenatori.

ATTENZIONE: LA RECENSIONE CONTIENE SPOILER

Il sesto episodio dell’ottava e conclusiva stagione dello show HBO Game of Thrones è l’ultima pagina di un racconto senza precedenti. È nato come adattamento televisivo del ciclo di romanzi Cronache del ghiaccio e del fuoco (A Song of Ice and Fire) di George R. R. Martin. Ha preso vita grazie agli showrunner David Benioff e D.B. Weiss e, con la bellezza di 73 episodi totali, è giunto al termine, liberando attori e personaggi che hanno vissuto insieme dal 2011 a oggi.
Recensire il finale de Il Trono di Spade significa dover celebrare, inevitabilmente, lo show nel suo insieme, non dimenticando mai l’impatto che ha avuto nell’immaginario collettivo, il segno indelebile e l’eredità che lascia alle produzioni televisive e cinematografiche future.

The Iron Throne (questo il titolo del finale della serie) pone l’accento sul significato definitivo di questa trasposizione. Quella che sembrava un’operazione impossibile, portare sul piccolo schermo una strana, violenta e oscura storia fantasy, è diventata la serie tv più amata, commentata, seguita, discussa che il mondo ricordi. Il Trono di Spade detiene molteplici record del mondo (è il programma televisivo più piratato e ha il simulcast più ampio mai visto, per esempio) e ha vinto 47 Premi Emmy su 128 nomination totali.

Sebbene, nel tempo e nello spazio, tutto ruoti intorno al potere, l’episodio 8x06 de Il Trono di Spade sottolinea l’importanza del concetto di “storia“. La storia, dice Tyrion Lannister ai grandi signori di Westeros, è importante perché ci aiuta a comprendere il passato, che serve come monito per il presente. La storia è “magistra”, maestra, cioè insegna, e non sorprende che, a discapito del “gioco dei troni”, abbiamo avuto la meglio. 

IL TRONO DI SPADE 8X06 – FUOCO E SANGUE

David Benioff e D.B. Weiss scrivono e dirigono un episodio che non è solo un addio, è qualcosa di più. “The Iron Throne” è una poesia crepuscolare e malinconica che regala inquadrature indimenticabili ed epiche. Inizia con un silenzio assordante, quello che invade Approdo del Re devastata dalla furia di Daenerys Targaryen, rea di aver raso al suolo la città per sconfiggere Cersei Lannister e riappropriarsi del trono. Prosegue puntando il dito contro la stessa Daenerys, la quale ha ormai rivelato la sua vera essenza: è un drago con un fuoco che divampa. Lei parla di libertà, di pietà, ma è una tiranna tanto quanto lo è stata Cersei Lannister. Ha “liberato” i cittadini di Approdo del Re e andrà avanti così, finchè gli abitanti del mondo non saranno liberi e sotto il suo comando. La sua natura è “fuoco e sangue”

A chi critica la scelta di renderla la Regina Folle che non smentisce le sue origine, gli sceneggiatori ricordano che tutto ciò che lei ha fatto in queste otto stagioni l’ha portata esattamente dove è ora, senza sorprese. Ha ucciso gli schiavisti di Astapor, ha crocifisso centinaia di nobili a Mereen, ha bruciato i khal dei Dothraki. Ovunque lei arrivi, uomini malvagi muoiono. Ma è così che funziona la giustizia? 

Sono molte le ellissi temporali che popolano l’episodio, necessarie per mettere un punto alle molteplici storie in poco più di un’ora. The Iron Throne subisce così un’accelerazione improvvisa, e in una progressiva esplosione va verso la risoluzione dei fatti narrati.

Il momento cruciale arriva a metà dell’episodio. Jon Snow, risvegliatosi finalmente da quel coma farmacologico che lo ha caratterizzato per tutta l’ottava stagione, agisce. Consapevole che l’amore è più potente della ragione, comprende che il dovere è la morte dell’amore.

Raggiunge Daenerys nella sala grande di Approdo del Re e sembra volerle dare un’ultima possibilità. Ma la donna, ormai accecata dalla follia, si trova in vortice ingordo di potere e gloria. Jon uccide la donna amata e libera davvero i Sette Regni. 

In questa sequenza, mi preme sottolineare il talento di Emilia Clarke, che tutto deve a questo show televisivo. Protagonista di una morte epica e dolorosa, riesce ad emozionare pur rimanendo inerme, morente sul pavimento, ad un passo dalla vittoria. Il potere che il Trono fatto da mille spade dei nemici sconfitti da Aegon simboleggia, si scioglie come neve al sole, fuso dal fuoco del drago Drogon, che piange la madre morta ed è dilaniato dal dolore. Una scena da brividi che ricorda la morte di Mufasa e la disperazione di Simba ne Il Re Leone

La storia di Daenerys della nobile casa Targaryen, prima del suo nome, regina degli Andali, dei Rhoynar e dei Primi Uomini, signora dei Sette Regni, protettrice del Regno, principessa di Roccia del Drago, Khaleesi del Grande Mare d’Erba, la Non-bruciata, Madre dei Draghi, regina di Meereen, Distruttrice di catene (e di Approdo del Re) termina qui. 

IL TRONO DI SPADE 8X06 – UN NUOVO RE

A Westeros, come in Vaticano, morta una regina se ne fa un’altra/o. Ad Approdo del Re non esiste più un trono, ma il popolo ha bisogno di una guida. Non può essere Jon Snow, prigioniero degli Immacolati e traditore, non può essere Tyrion, un po’ odiato per aver servito Daenerys e un po’ per aver cospirato alle sue spalle. I Sette Regni hanno bisogno di una guida giusta, che possa mettere tutti d’accordo. Su consiglio di Tyrion, il nuovo re è Bran Lo Spezzato. Il bambino che è caduto da una torre ed è sopravvissuto. Sapeva che non avrebbe più camminato, perciò ha imparato a volare. Si è spinto oltre la Barriera, è diventato il Corvo a Tre Occhi. Lui è la memoria, il custode di tutte le storie. Bran Stark è un personaggio con un immenso valore mistico, e la scelta non poteva essere migliore. 

Viene eletto all’unanimità dalle personalità più importanti del continente, i superstiti: Sir Davor, Bryenne, Arya e Sansa Stark, Sam, Yara Greyjoy e, a sorpresa, Robert Arryn. Le dinamiche politiche sono sempre state al centro dello show, per questo non sorprende che anche la scena della scelta del nuovo re contenga al suo interno un significato più profondo, esplicitato da Samwell Tarly in quel goffo tentativo di istituire una Repubblica. 

IL TRONO DI SPADE 8X06 – IL NORD LIBERO E LA PACE NEL REGNO

L’unica voce fuori dal coro è quella di Sansa Stark. La ragazza, protagonista del percorso più completo ed edificante di tutti, riconosce che suo fratello Bran sarà un buon re, ma vuole che il Nord mantenga la sua indipendenza, un po’ come la Cataluña. Sansa diventa così Regina del Nord e Bran Re dei Sei Regni. Questa è la rivincita di Casa Stark! 

La pace non ha mai potuto godere di una definizione assoluta. Simbolo di buon accordo e di concordia di intenti, essa arriva anche a Westeros, tra un Re Mistico, un consiglio formato da personalità borderline (Bronn è il Signore del Conio, Sam è un Gran Maestro intellettuale e repubblicano e Tyrion è ancora il Primo Cavaliere), e dove non tutto ciò che viene mostrato deve per forza di cose essere spiegato.

La grandezza de Il Trono di Spade si traduce in emozioni, quelle regalateci sul finale dell’episodio. Commovente l’addio tra Jon – condannato a tornare tra i Guardiani della Notte – e i fratelli, in particolare Arya, al quale è da sempre molto legato. Arya sceglie di viaggiare e di diventare l’esploratrice che è sempre stata, Sansa tornerà al Nord, Bran regnerà con consapevolezza e Jon tornerà lì, oltre la Barriera. 

Questo episodio non piacerà a molti ed è normale che sia così. Forse tra qualche anno i detrattori riusciranno a capirne il senso, apprezzando il percorso più della destinazione. E un pò come accaduto per Avengers: Endgame, se la fine è parte del viaggio, Game of Thrones è stato un viaggio indimenticabile e incomparabile, che non poteva che concludersi oltre la Barriera, dove tutto è cominciato.

And Now Our Watch Has Ended.