Festa del Cinema di Roma 2018: Il vizio della speranza di De Angelis, un film metaforico fotogramma dopo fotogramma

Dopo l’apertura quasi interamente dedicata a 7 Sconosciuti a El Royale, la Festa del Cinema di Roma ha visto protagonisti numerosi film appartenenti ai più disparati generi.

Iniziamo col parlarvi de Il Vizio della Speranza, la nuova opera di Edoardo De Angelis che senza ombra di dubbio ricorderete per il successo guadagnatosi nel 2016 con Indivisibili, il dramma scritto con Nicola Guaglianone Barbare Petronio che ha portato a casa ben 6 David di Donatello e 5 Nastri d’Argento.

Il film è ancora una volta ambientato in Campania e vede come protagoniste il genere femminile e la resistenza, ognuna con un diverso approccio alla vita.

Il regista, sostenuto dagli interpreti principali, degli sceneggiatori, dei produttori e del compositore della colonna sonora, ci ha parlato della sua visione dietro questa nuova produzione:Ho immaginato un inverno dove tutto sembra morto e noi accendiamo un fuoco per scaldarci in attesa che passi, che tutto rinasca. Questa è una forma di resistenza. Nel film, sostanzialmente, vince chi resiste all’inverno e ha la pazienza di aspettare che qualcosa cambi, di agire!”

Come potrete vedere dal 22 novembre, al cinema, è la protagonista de Il Vizio della Speranza la donna che cambierà di più, interpretata da una bravissima Pina Turco, che ha così commentato il suo ruolo: La speranza è il seme di ogni rivoluzione, diventa fiducia e poi fede, e si può cambiare qualunque cosa. Nulla era più semplice e bello della nascita di un bambino, è la cosa più primordiale e miracolosa al mondo. La responsabilità di avere questo ruolo e lo scetticissimo di mio marito è divenuto il mio Vizio della Speranza e l’ho coltivato tentando di fare del mio meglio!”.

Ma a suo modo anche lo stesso De Angelis è cambiato per approcciarsi a questo film: “Ho sempre la tentazione di rifare qualcosa che mi venga bene, per fortuna mia moglie, i miei produttori, gli sceneggiatori, e i distributori sono gente folle che non ama la comodità, vogliosi di superare il limite sperimentando nuove strade ed è doveroso, per chi racconta storie.”

La compagna del regista non è stata l’unica donna a prender parola durante la conferenza stampa, anche Marina Confalonieri Cristina Donadio hanno parlato dei propri personaggi. La prima attrice si è aperta raccontandoci che “Sono una che fa tutto sola. Pochissime volte, come in questo caso conoscendo Edoardo, mi fido della guida dei registi. Ho fatto tutto quello che mi chiedeva di fare, guadagnandoci visto che solcavo un territorio che non conoscevo. Mi ha sempre controllato e percepivo questa cura affettuosa. Il mio personaggio poteva correre il rischio di sembrare una cattiva troppo dichiarata e invece lui mi ha avvicinato a lei, evidenziando gli affetti del personaggio, la sua condizione e i suoi vizi all’interno di un set dove tutto funzionava!”. L’interprete di Scianel di Gomorra, invece, parlando del suo personaggio ci ha spiegato che “È inconsapevole dell’orrore che pone nella vita della figlia (ndr. Maria/Pina Turco), si fa scivolare la vita addosso. Interpretarla è stato un gioco di sottrazione. Se fosse stato convertito in un elettrocardiogramma la sua vita sarebbe senza guizzi. Entrare in questa parabola mi ha fatto ricordare cos’è il Vizio della Speranza!”.

Anche Massimiliano Rossi, unica controparte maschile del cast presente in sala Petrassi, ci ha detto qualcosa sul suo personaggio: “Come sempre quando affronto i personaggi di e con Edoardo provo a farli il più reali possibili ma resta sempre un’inconoscibilità di fondo, anche perché non ci avviciniamo mai allo stereotipo. È un gioco di contrasto. Poi in questo caso interpreto “il buono” e invece solitamente mi prendono (forse) per il mio aspetto, per ruoli dove incuto terrore. Solo che non agisco molto, sono in attesa di una scintilla che mi riaccenda la voglia di vivere!”.

– Tre uomini per un film quasi solo fatto da donne. – È IL FIGLIO CHE COSTRUISCE LA CULLA, NON LA CULLA IL FIGLIO. Basta con questa volgare convinzione. –