Il 18 ottobre è arrivato in sala, grazie a Vision Distribution, In Viaggio Con Adele, film di Alessandro Capitani scritto da Nicola Guaglianone.

Questa la sinossi: “Adele è una ragazza speciale. Libera da freni e inibizioni, indossa solo un pigiama rosa con le orecchie da coniglio, non si separa mai da un gatto immaginario e colora il suo mondo di Post-it, dove scrive tutto quello che le passa per la testa. Cinico e ipocondriaco, Aldo è un attore di teatro che, appoggiato da Carla – sua agente, amica e occasionale compagna di letto – si trova alla vigilia della sua ultima grande opportunità nel mondo del cinema. L’improvvisa morte della mamma di Adele sconvolge i piani di Aldo che scopre solo ora di essere il papà della ragazza. Con il compito di dirle la verità e l’intento di liberarsene, Aldo parte con Adele risalendo dalla Puglia su una vecchia cabrio per affrontare un viaggio dalla meta incerta: una nonna scorbutica, una zia avida, un fidanzato misterioso. Accomunati dalla solitudine e dal bisogno di amore, i due si scopriranno poco a poco, inaspettatamente, un padre e una figlia.”

 Le produzioni italiane degne di nota si contano sulle dita di una mano.

I film “statali”, quelli che possono contare su aiuti europei, nazionali o regionali, sono solitamente molto classici. Si dividono tra commedie e drammi che si differenziano realmente l’uno dall’altro solo per la presenza di una squadra di attori sempre diversa. Si va sul sicuro, si realizza qualcosa che il pubblico conosce e potrebbe andare a vedere in sala con più facilità, facendo rientrare le spese del produttore e del distributore nell’ attesa di vendere i diritti televisivi, se non sono stati già pre-acquistati.

Vision Distribution, tuttavia, sembra tentare di allontanarsi da queste dinamiche. Nonostante tratti senza alcun problema il genere della commedia, nel suo listino non mancano film che osano superare questa creatività convenzionale che pervade il cinema italiano forse perché non nasce come costola delle reti televisive “pubbliche” (parliamo del duopolio Rai/Mediaset) bensì private, in questo specifico caso da Sky Italia.

In Viaggio con Adele è un road movie con le sembianze di un dramma, una commedia che non si affida al volto o alla simpatia degli attori protagonisti ma si impegna nella creazione di personaggi unici, con proprie abitudini, con una propria quotidianità e con tratti distintivi che non riguardano solo il comparto estetico ma anche quello caratteriale. Il merito va sicuramente a Nicola Guaglianone, lo sceneggiatore venuto alla ribalta con “Lo Chiamavano Jeeg Robot” che ancora una volta, nonostante il genere e l’ambiente diverso di questo film da ogni suo altro copione precedente, riesce a regalare a Sara Serraiocco Alessandro Haber due vestiti da prendere e indossare. I due attori lo fanno egregiamente, riuscendo persino a migliorarli abbinandoli con i loro accessori migliori: dal sorriso smagliante della giovane attrice alla spinta teatrale del secondo. Ed è fondamentale che ci sia questa complicità perché il film fonda le sue basi proprio sulla loro empatia, sul loro contaminarsi e trasformarsi, migliorandosi. Si parla di diversità, di famiglie alternative (temi molto presenti in questo periodo storio nei dibattiti politici e nell’arte) di patologie, di solitudine e di abbandono, di paure, ma lo si fa con un cinismo allegro che non rende neanche per un minuto il film stucchevole.

Rapido (ed è un bene visto i ricorrenti ritmi italiani), curato nei dettagli, con un occhio sulle abitudini sociali di oggi, dagli animali domestici con nomi di persona all’ipocondria, il film non è solo scritto egregiamente ma anche diretto in modo impeccabile da Alessandro Capitani, al suo esordio sul grande schermo. Tecnicamente lo affianca un eccellente direttore della fotografia come Massimiliano Kuveiller, tra inquadrature creative ed elaborate, con taglia “diversi” proprio come la meravigliosa protagonista che non riuscirete assolutamente a dimenticare.