Dal 14 al 16 gennaio arriva al cinema, grazie a Nexo Digital, Io sono Mia, il film su Mia Martini

Un anno dopo Fabrizio De André – Principe Libero, torna al cinema un nuovo film dedicato al talento e che coglie l’essenza del suo protagonista: in questo caso si parla di Mia Martini.
Io sono Mia racconta la donna nel suo profondo, la persona e l’artista che era Mia, per tutti Mimì: un film che, come precisato da Eleonora Andreatta, direttore di Rai Fiction, sfrutta la multipiattaforma uscendo dapprima in poco meno di 300 sale in tutta italia, il 14-15-16 gennaio, per poi passare sulla rete generalista subito dopo il Festival di Sanremo (la data non è ancora stata confermata).

Quello di Io sono Mia è il tributo a una voce unica, emozionante e meravigliosa, raccontato attraverso la sua grande umanità, il suo carattere deciso, ribelle e voglioso di libertà.
Prodotto da Eliseo Fiction, il collaborazione con Rai Fiction, e distribuito grazie a Nexo Digital, come conferma il produttore Luca Barbareschi questo film non poteva che uscire in questo momento storico, in cui la cultura occidentale si sente totalmente impacciata di fronte al resto.

Se per Monica Rametta, la sceneggiatrice del film, è stato l’amore degli amici di Mia e di sua sorella Loredana a farle avere un quadro generico per poter poi scrivere la sceneggiatura, per il regista Riccardo Donna la storia di Io sono Mia ha dell’incredibile.
Da amante della musica e dopo aver letto la sceneggiatura e aver visionato un provino di Serena Rossi del 2015, non ci sono stati dubbi nel voler realizzare questo film: film per cui c’è stato quasi un eccesso di dovizia nel ricostruire il mondo dei vent’anni che vanno dall’inizio del anni ’70 alla fine degli ’80. Tutto è stato realizzato nel modo più verosimile possibile, grazie anche al fatto che Serena ha ricantato tutti i pezzi del film, completamente risuonati da zero, con apparecchiatura analogica e strumenti dell’epoca.
E, su una cosa, il regista è sicuro «è un modo per chiedere scusa [a Mimì], perché quello che c’è stato non è stato abbastanza per combattere ciò che stava avvenendo».

Un film incentrato su Mia Martini, sulla propria anima, doveva essere interpretato da un’attrice veramente in gamba e sfaccettata: e non poteva essere che Serena Rossi a farlo. Capace in ogni ambito, come ha già dimostrato più volte in passato, per l’attrice napoletana è stata una grande emozione interpretare il ruolo di Mimì, per il fatto di aver «ricevuto tanto amore da parte di chi ha aiutato a conoscere profondamente l’anima di questa donna, sotto tutti gli aspetti. E sul set ho cercato di trasmettere amore a tutti, perché credo nel potere della squadra e nel dare amore a lei».
Chi non ha partecipato visivamente al film, ma ha avuto voce in capitolo, è stata Loredana Bertè: quella di Serena è stata «una ricerca approfondita, ha studiato molto e ha preso delle cose esclusive sue [di Mia], scatti, movimento, la malinconia e il dolore che provava e non dimostrava. Ha dato tutto, si vede l’anima di Mimì».

Io sono Mia è destinato a far rivivere un mito, dando l’occasione al pubblico più giovane, che ha iniziato oggi a conoscere Loredana Bertè (grazie al suo incredibile successo di Non ti dico no), di potersi approcciare per la prima volta con una degli artisti migliori che la musica italiana (e non solo) abbia mai conosciuto e che, ahinoi, l’ignoranza ha sempre cercato di mettere da parte.