DALLA FRANCIA CON FURORE ISABELLE HUPPERT RICEVE IL PREMIO ALLA CARRIERA ALLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA

Dopo Cate Blanchett, la seconda diva più attesa della 13° edizione della Festa del Cinema di Roma è senza alcun dubbio Isabelle Huppert.

Protagonista di questa terza giornata di festival, ha concesso alla stampa quindici minuti per parlare della sua esperienza nel cinema e non solo, visto che proprio questa sera riceverà il premio alla carriera (composta da più di cento partecipazioni tra film e serie televisive.

Molte delle sue colleghe americane l’hanno presa come modello, soprattutto per il suo coraggio nello scegliere ruoli complessi e sempre diversi ma lei non è della stessa opinione: “I personaggi non fanno paura, sono solo spesso complessi e in situazioni difficili. Conosco persone nella vita remate molto più coraggiose di me. Forse quello che potrebbe far paura sono gli scontri sul lavoro, dovuti a divergenze artistiche ma se si vive in armonia non vedo alcun problema.”

Ma vista la sua esperienza e il prestigioso riconoscimento che le sarà consegnato sorge spontaneo chiedersi se c’è stata, tra tutte, una prova che ha definito più difficile di altre. La risposta è stata negativa. Per l’attrice francese ogni problema è possibile risolverlo grazie a una buona regia e lei ha avuto la fortuna di collaborare con alcuni dei migliori. “Io do fiducia al cinema, è qualcosa che può risolvere ogni problema.”

Analogamente non c’è stato un personaggio o un film che l’ha segnata più di altri, forse gli unici casi possono essere i successi più commerciali perché tra i più citati dal pubblico, come nel caso di Elle Il Pianista. Non ci sono esperienze che vorrebbe cancellare e non sa cosa gli porrà davanti il futuro dopotutto, come diceva Hitchcock: “… è solo un film”!

L’attrice si sente vicino (e non) da tutti i personaggi che interpreta “non li percepisco a me vicini perché non li ho mai incontrati, gli succedono cose che non mi accadono nella vita, ma posso dire di sentirli a me vicini perché vivo la loro intimità. Non so me, la hanno qualcosa di me.”

E dunque qual è il segreto per mantenere la sua identità?
Isabelle Huppert risponde in modo molto spontaneo: “Il cinema è un confronto con se stessi, così come il teatro, a suo modo. Non faccio differenza tra le due recitazioni ma l’importante, come dicevo all’inizio, è non aver paura di confrontarsi. Spesso gli altri hanno paura quando recitano ma è un’azione semplicissima. In fondo è il film che mostra il personaggio, una volta iniziata la proiezione, una volta che, come diceva Truffaut “il treno è partito”.”