I vostri film preferiti sono ambientati negli anni ‘80? Sognate di continuo Stand by me, I Goonies e tutte quelle pellicole che hanno segnato la vostra adolescenza? Se la risposta è sì e in più siete amanti dell’horror, vivrete con un tocco di pura nostalgia il film che vi presentiamo oggi.

Trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo di Stephen King, IT arriva nelle nostre sale il 19 ottobre distribuito da Warner Bros. Se vedete in giro un palloncino rosso che galleggia a mezz’aria, non raccoglietelo, è il suo spaventoso biglietto da visita! Noto ai più come una creatura demoniaca che tormenta i ragazzini, IT ha terrorizzato intere generazioni, la nostra compresa.

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IT questa volta è diretto da Andy Muschietti e si incentra sulla prima parte del racconto di King. Un prodotto datato 2017 perfettamente confezionato ma con le atmosfere degli anni ‘80 che portano lo spettatore nel mondo letterario del romanzo, mantenendo intatta la storia del pagliaccio e della cittadini di Derry, non dimenticando, però, l’ambientazione originale utilizzando piccoli richiami agli anni ‘50.

Il Clan dei Perdenti e l’empatia

La vera forza del film sono proprio loro, i perdenti. Il classico gruppo di amici, di ragazzini che, alle porte dell’estate, vuole vivere qualche avventura e divertirsi. Non a Derry però, dove i bambini scompaiono senza motivo e non ritornano più.

I ragazzi protagonisti, che sono perseguitati dai bulli della cittadina per diverse ragioni, si uniscono con il nome di Club dei Perdenti per indagare sul mistero della morte di George – l’ultima vittima del pagliaccio – e degli altri giovani scomparsi.

Presenza costante e inquietante è proprio lui, Pennywise, il clown ballerino. Palloncino rosso e bava alla bocca, così si presenta il giovane e bravo Bill Skarsgård, perfettamente e spaventosamente calato nella parte, riesce a creare il suo clown, distante dal Pennywise di Tommy Lee Wallace della mini serie del 1990, dove era il grandissimo Tim Curry a vestirne i panni. I tempi sono diversi e anche il pagliaccio lo deve essere: un personaggio che si nutre delle paure dei bambini. Punto di forza del film è il suo renewal: Pennywise andava rivisto, modernizzato e portato a un livello superiore. In questo il regista centra il bersaglio.

it recensione

Certo, il romanzo di King è un’opera immensa fatta di innumerevoli pagine, dove le parole scorrono tra paura, orrore, violenza, pensieri pericolosi e odio, tanto odio. Tutto questo negli anni ‘50 e non negli anni ‘80, periodo che il regista, Andy Muschietti, ha scelto per il suo IT. Operazione abile e furba perché mai come oggi gli “Eighties” sono protagonisti. Forse, però, gli addict del genere horror e i fan più accaniti dell’opera madre potrebbero non apprezzarne il cambio generazionale.

La suspense del film si alterna con momenti di leggerezza, ironia che sono quella “quiete prima della tempesta”, ovvero prima dell’arrivo (perché lui arriva sempre) di Pennywise. I caratteri e le battute dei ragazzi, altro punto a favore di questa versione, sono originali e arrivano direttamente dalle pagine del libro, senza cambiamenti troppo radicali e funzionali alla narrazione.

Due forze lottano e si scontrano: da una parte i perdenti con i loro sogni, le loro paure, la loro vita in una tipica cittadina di un qualsiasi paese americano e dall’altra lui, quella “COSA”, l’incarnazione del terrore e della paura.

Così Bill, Richie (interpretato da Finn Wolfhard, attore già di Stranger Things), Beverly e tutti gli altri giovani protagonisti diventano la forza del film e si preparano, come ci prepariamo noi, e come si preparerà Pennywise, al secondo capitolo, in arrivo sul grande schermo probabilmente nel 2019. Io già non vedo l’ora.

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Photo Credits: Warner Bros.