Elegante, misterioso e bello come non mai, Jake Gyllenhaal è l’eroe protagonista di questa edizione della Festa del Cinema di Roma.

Giunto nella capitale per presentare il lungometraggio Stronger che lo vede protagonista, Jake Gyllenhaal ha sfilato per ben due giorni sul red carpet della Festa del Cinema di Roma. Pubblico adorante e applausi scroscianti, questo è ciò che si merita un attore per molto tempo forse un po’ dimenticato ma che noi crediamo abbia un talento vero e Stronger ve lo dimostrerà. A proposito del film, il regista David Gordon Green rievoca il difficile ritorno alla vita di Jeff Bauman, il giovane che perse entrambe le gambe nell’attentato alla maratona di Boston del 2013.

Jake Gyllenhaal racconta la storia di Jeff Bauman e giunge a Roma proprio con il vero protagonista. Il film descrive con drammaticità il lungo e doloroso percorso di guarigione affrontato dalla vittima, che non solo ha dovuto affrontare psicologicamente la sfida ma ha dovuto imparare a camminare su protesi tecnologiche. La performance di Jake Gyllenhaal, inutile dirvelo, lo pone in cima alla lista dei prossimi candidati al premio Oscar come miglior attore protagonista.

Durante l’incontro avvenuto oggi, 29 ottobre, con il pubblico del Roma Film Festival, Jake Gyllenhaal ha raccolto diversi applausi. Protagonisti i film della sua carriera: l’applauso più caloroso, infatti, lo ha guadagnato quando sul grande schermo alle sue spalle iniziano a scorrere le immagini de I segreti di Brokeback Mountain. Il film di Ang Lee del 2005 lo ha reso più famoso e ha colpito i cuori di milioni di cinefili grazie alla sua grande performance e a quella del compianto Heath Ledger. Una pellicola a quei tempi rivoluzionaria, perché, con estrema naturalezza, «mostrava» per la prima volta al pubblico il tema dell’omosessualità, raccontando l’amore incredibile tra due cowboy del Wyoming.

“Ogni attore sogna lavorare con Ang Lee e quando io ho sentito che c’era in lavorazione un suo nuovo film ho subito voluto entrare a far parte del progetto. Ricordo che quando ho letto per la prima volta la sceneggiature ho pianto, perché era così toccante ed emozionante. C’erano molti colleghi che aspiravano a ottenere la parte, ma Lee sapeva che tutto si giocava nel trovare la giusta combinazione di attori: lui voleva che la combinazione potesse funzionare, ed evidentemente con me e Heath funzionava.”

A chi gli chiede se accettare quel ruolo potesse in qualche modo comportare un rischio, lui risponde: A me Brokeback Mountain è sembrata sin da subito “solo” una storia d’amore. E così l’ho valutata, senza giudicare… Certo, a quel tempo le storie che parlavano di omosessualità non erano tante, almeno nella cultura pop. Oggi molto è cambiato, anche se negli Stati Uniti non è chiaro cosa stia succedendo, è in atto un decadimento culturale. Questo mi fa paura ma allo stesso tempo mi fortifica nei miei valori e in ciò in cui credo, e mi spinge a raccontare sempre più storie. Oggi siamo pronti ad accettare ciò che sappiamo essere giusto. E con “giusto” intendo semplicemente l’amore tra due persone.”

In un periodo di grande crisi di valori e di Hollywood, discorsi che possiedono una grande forza emotiva non possono che farci emozionare. Grazie Jake.

Photo Credits: Fondazione Cinema per Roma – 01 Distribution
Cover: Vittorio Zunino Celotto/Getty Images