I SUPEREROI DC COMICS UNITI PER LA JUSTICE LEAGUE, DAL 16 NOVEMBRE AL CINEMA.
LA NOSTRA RECENSIONE

Caro Fan,

se stai leggendo questa recensione è perchè, come me, sei fan dei cinecomic. Non importa che ne producano due o tre all’anno, noi li guarderemo sempre.

Non c’è un vero e giustificato motivo, si potrebbe dire che apprezziamo il fantasy, e l’azione, ma non sarebbe sufficiente. Si potrebbe ancora aggiungere che siamo dei nerd amanti dei fumetti, un po’ come Sheldon, Leonard, Howard e Raj di The Big Bang Theory, ma nemmeno in questo caso ottengo una risposta che mi soddisfa. La verità, caro lettore, è che a noi i cinecomic piacciono perchè sono un grande momento cinematografico “ignorante”. Lasciami passare questo termine che, in questo caso, non ha nessuna accezione negativa, anzi, classifica il genere, secondo il mio punto di vista, in quella categoria di pellicole che ti accompagnano in un’esperienza colorata, visivamente esplosiva, aggregante e che aiuta a “spegnere il cervello.”

Fatta questa premessa, ti scrivo, carissimo fan, per darti la mia opinione sull’ultimo cinecomic uscito in ordine cronologico: Justice League. Dopo i trionfi di Wonder Woman, il 16 novembre è uscito nelle nostre sale questo nuovo film targato DC Comics – Warner Bros.

Chi fa parte della Justice League? Facciamo un piccolo passo indietro, la “Justice League of America“, in versione fumetto, è stata creata dalla DC Comics nel 1960, tre anni prima degli Avengers della Marvel. Ti faccio una confidenza, infatti. Dopo aver letto decine di recensioni fotocopia dei critici di casa nostra, pare che lo spettro che si aggirava sul set di Justice League – inutile negarlo – fosse proprio quello di The Avengers, Marvel. Sarà quindi riuscita la Warner a realizzare un film degno della sua storia e della storia dei supereroi che ha portato sullo schermo? La risposta è (finalmente) sì.

Diciamolo, Justice League ha i suoi difetti, ha dei buchi di sceneggiatura, soprattutto nella caratterizzazione del personaggio di Aquaman, ma ho deciso di perdonare i difetti e di apprezzarne i pregi.

I componenti di questo gruppi di eroi sono diversi e speciali: parto dalla sorpresa, il velocissimo e frizzante Flash interpretato da Ezra Miller. Flash è ironia, incertezza, gioventù ed è sempre pronto alla goliardia. La sua energia è impossibile da contenere ed è un elemento necessario che finalmente arriva nell’universo DC, dopo tanti patimenti e ambientazioni dark (vedi Batman V Superman) che poco si sposavano con il genere di cui stiamo parlando.

Terza volta come Bruce Wayne alias Batman ritroviamo uno spessissimo Ben Affleck. Il suo superpotere? La ricchezza, ma aggiungo anche la simpatia e l’umanità di un protagonista che, nonostante l’età, dimostra ancora di saperle dare di santa ragione. Durante il tour promozionale le indiscrezioni lo davano come il principale contendente di Wonder Woman, ma a me sembra che il caro Bruce sia stato “friendzonato“.

Uno dei volti più attesi di questa Justice League era sicuramente Jason Momoa, chiamato da Zack Snyder ad interpretare il sirenotto Aquaman/Arthur Curry. Delizia per gli occhi di milioni di donne, il personaggio però non spicca particolarmente e della sua storia si conosce poco. Questo probabilmente perchè il 21 dicembre 2018 Jason tornerà a vestire i panni (o le pinne) di Aquaman in uno stand-alone. Rimandato.

Sappiamo che ha partecipato alle riprese anche Henry Cavill. Ma Clark Kent non era morto? Superman rivive tra ricordi e flashback… L’inizio di Justice League è da collocarsi proprio alla fine di Dawn of Justice: il mondo e i suoi abitanti sono in preda allo sconforto e alla disperazione più totale. Saremo mai al sicuro senza il kryptoniano a difenderci dalle minacce?

Ray Fisher è Victor Stone alias Cyborg, personaggio cupo che vive un’evoluzione nel fisico e nell’anima. Altra sorpresa di questa Lega della Giustizia, le sue abilità meccaniche non modificano totalmente la sua natura, rendendolo a volte “più umano degli umani”.

WONDER-SUPER-IPER WOMAN

Mi ritaglio un paragrafo a parte, da brava femminista, per la donna del gruppo. E che donna. Gal Gadot, dopo il planetario successo di Wonder Woman, torna come Diana Prince. E intanto prepara Wonder Woman 2, previsto per il 13 dicembre del 2019. Gal Gadot si conferma una delle rivelazioni degli ultimi anni: non solo domina la scena per la sua incredibile bellezza, ma veste il suo personaggio con potenza e grazia. Wonder Woman non è la dea del fulmine, ma tutti ne saranno folgorati. Diana, tanto forte quanto bella, mostra la sua maestosità, aggiungendo dolcezza al miglior personaggio DC/Warner del grande schermo.

Non manca, ovviamente, il villain: questa volta è il turno del malvagio Steppenwolf che attacca la Terra coi suoi Parademoni alla ricerca di tre Scatole Madri, matrici di energia perpetua, che gli permetteranno di dominare il pianeta. Forte sì, ma non abbastanza.

Dopo aver introdotto e descritto brevemente i protagonisti, mi sembra doveroso parlare di un altro aspetto positivo della pellicola: la colonna sonora. Alla soundtrack hanno lavorato due compositori: prima Junkie XL e, dopo l’arrivo di Joss Whedon, subentrato a seguito dell’abbandono di Zack Snyder, Danny Elfman. Canzoni adrenaliniche, rock e rock/punk blues: un’energia formidabile.

Ma non è tutto oro quello che luccica: Justice League, come anticipato sopra, ha dei difetti. È noto ai più che il regista Zack Snyder, per gravi motivi personali, ha abbandonato il progetto in fase di post-produzione ed è stato sostituito da Joss Whedon. Il risultato finale, purtroppo, è una narrazione filmica priva di passaggi fondamentali che indebolisce la drammatizzazione e la struttura del racconto. Sembra, infatti, che Whedon abbia completamente stravolto il film di Snyder – che a quanto pare non ha ancora visto la pellicola – aggiungendo l’elemento goliardico, a discapito della metafora mitologica di Batman V Superman. Whedon, detto tra noi, ha buttato tutto in caciara. Non che sia un male, ma è evidente che il prodotto finale sia l’unione di due distinte e inconciliabili letture dell’opera. Justice League è anche privo di grandi combattimenti, colpa di coreografie poco ordinate, poco credibili e dell’abuso di scene a rallentatore.

Nonostante questo, Justice League è un film piacevole e soprattutto veloce: se c’è una cosa che apprezzerai, caro lettore, è che i 120 minuti della pellicola passeranno in un Flash. 😉

 

Photo e Video Credits: Warner Bros. – DC