“Esigete sempre e solo videocassette originali Walt Disney Home Video.”
Siamo quelli cresciuti a pane e Disney. Siamo quelli degli anni ’80/’90, quelli che conoscono a menadito le parole di ogni cartoon che si rispetti. Siamo quelli che davanti ai remake, reboot, sequel, prequel, e ogni declinazione di genere, storcono il naso. Siamo quelli che hanno vissuto gli albori dell’epoca targata Disney, la sua consacrazione a colosso dell’animazione e la sua influenza sulle generazioni future.
Premesse a parte, io che appartengo a questa gioventù che tanto ha visto e che, forse, più di altri, può restituire ai giovani lettori un giudizio affettuoso, appassionato e collaudato sull’esperienza, cercherò di mantenere un atteggiamento equanime descrivendovi ciò che di bello e meno bello questo live-action de “La Bella e La Bestia” mi ha donato.

La Bella e La Bestia

LA STORIA
Per chi fosse rimasto congelato come Captain America e si fosse perso i dettagli della storica fiaba che abbiamo di fronte, vi fornisco un piccolo recap. La storia prende spunto da un racconto francese del XVIII secolo di Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve, originariamente intitolato “La Belle et la Bête”. Il protagonista, un principe viziato, avido, superficiale e anaffettivo, amante degli sfarzi e della mondanità, rifiuta di dare asilo ad una mendicante che in cambio dell’ospitalità gli offre “solo” una misera rosa rossa. La vecchia, in realtà, è una bellissima fata che, per punire il ragazzo, getta su tutto il castello e sui suoi abitanti una maledizione: il principe viene trasformato in una spaventosa bestia e la servitù in suppellettili. L’incantesimo potrà essere spezzato se lui imparerà ad amare e sarà amato a sua volta, tutto ciò prima che l’ultimo petalo della rosa incantata cada. Al di là della morale, sapientemente costruita sul concetto di non lasciarsi mai ingannare dalle apparenze, La Bella e La Bestia ha sempre espresso i concetti di libertà, ribellione ed emancipazione attraverso l’attitudine di Belle, colei che potrebbe spezzare il maleficio.
Il lungometraggio di animazione del 1991 fu un enorme successo: sceneggiatura, regia, colonna sonora e creazione dei personaggi; cosa aspettarsi da un live-action interamente realizzato con le moderne tecniche della computer graphics?

Lumière – Il carismatico candelabro

 

 

La rivisitazione de La Bella e La Bestia è stata affidata a Bill Condon, noto regista statunitense già autore degli ultimi capitoli della saga Twilight, che aveva già sperimentato ambientazioni gotiche nelle sue precedenti opere. Il film è interpretato da un cast stellare che comprende Emma Watson, Dan Stevens, Luke Evans, Kevin Kline, Josh Gad, Ewan McGregor, Stanley Tucci e con Ian McKellen ed Emma Thompson, rispettivamente l’orologio Tockins e la teiera Mrs. Bric. Le premesse per poter arrivare a grandi risultati c’erano tutte, eppure il risultato sembra un po’ distante dai sogni che la Disney ci ha abituati a vivere. Nota dolente per la versione italiana è la traduzione delle canzoni che appartengono al nostro bagaglio culturale e che, sebbene abbiano le stesse identiche note, hanno subito un’incomprensibile variazione di testo, quasi a voler parafrasare concetti che sono pressoché identici rispetto all’originale. Fatta eccezione per il tema principale (quello del famoso ballo in cui Belle indossa l’iconico abito giallo), per la canzone “Stia Con Noi” cantata da Lumière (la scena più bella di tutto il film) e per “Gaston”, gli altri brani perplimono alquanto. Un pasticcio che non sembra nemmeno firmato da Alan Menken, vincitore di otto premi Oscar® due dei quali ricevuti per il classico d’animazione del 1991. Torneremo ad occuparci della colonna sonora una volta confrontati i brani inglesi con quelli italiani nei prossimi giorni.

Emma Watson è Belle, la protagonista del film La Bella e La Bestia e Kevin Kline è Maurice, il padre di Belle.

 

I PROTAGONISTI: BELLE e LA BESTIA
Emma Watson e Dan Stevens interpretano rispettivamente Belle e la Bestia/il Principe. I risultati delle loro performance, spiace ammetterlo, sono poco convincenti.

Emma Watson, nonostante un curriculum di tutto rispetto che l’ha vista protagonista della saga di Harry Potter per dieci anni, non sembra essere per niente a suo agio quando si tratta di realizzare scene di ambientazione fantastica (con la tecnica green screen): che si trovi sulla collina di Villeneuve o all’interno del castello, l’attrice non riesce a restituire quelle sfumature che un film di tale entità richiede. La sua voce e il canto, divisi equamente nella versione nostrana tra Letizia Ciampa e Ilaria De Rosa, però, rispettano la qualità della voce di Emma Watson, cui estratti originali sono stati pubblicati dalla Disney già da diverse settimane. (Leggi anche: Emma Watson canta “Belle” nella prima clip de La Bella e La Bestia)

A Den Stevens, invece, è toccato il ruolo forse più difficile, quello della Bestia. Una performance da doppiatore più che altro, i pochi istanti in cui vediamo l’attore in versione umana durante la pellicola non bastano per dare una valutazione oggettiva: che sia durante il ballo iniziale a palazzo o alla fine dopo la trasformazione, gli occhi di Stevens sono sì espressivi, ma ciò non basta a connetterlo con quello che lo circonda e inevitabilmente a farla da padrone sono più i suoi denti aguzzi (in CGI) che le sue qualità recitative.

Belle (Emma Watson) e la Bestia (Dan Stevens) in una scena del film.

“10 PUNTI A GASTON!”
Meglio gli antagonisti dei protagonisti. A sorprenderci positivamente (o forse lo si era già intuito dai trailer diffusi in questi mesi) è un Luke Evans in grande spolvero. Divertente e divertito nei panni di un perfetto Gaston, l’insolente bellimbusto, noto antagonista de La Bella e La Bestia, conosciuto più per le sue doti fisiche che per quelle intellettive, è incredibilmente fedele all’originale. Luke Evans riesce a farci apprezzare uno dei personaggi che nell’iconografia dei cartoni animati è sempre stato tra i più odiati; non che ne migliori le caratteristiche, ma la sua costruzione è così reale che è impossibile non rimanerne affascinati. Complice anche una simpatica performance del suo piagnucoloso tirapiedi LeTont, interpretato da Josh Gad, Gaston è la vera star di questo live-action. Ritornando per un istante a parlare di Josh Gad e del suo personaggio, dopo le rivelazioni di qualche giorno fa circa il primo personaggio gay della storia dei film Disney e dopo l’inutile rumore che queste dichiarazioni hanno suscitato, vi possiamo dire che non solo Josh Gad dipinge in maniera delicata le preferenze sessuali di LeTont (una volta flirtando con Gaston e un’altra ammirandosi allo specchio), ma le scene che sono state inutilmente denunciate dai bigotti di periferia delineano tiepidamente le sue peculiarità e non sfociano mai nella volgarità. Riconosciamo, inoltre, un grande merito alla Disney: l’esser riusciti a scardinare il tabù dell’omosessualità in una cinematografia che ha sempre visto trionfare l’amore eterosessuale e la famiglia del Mulino Bianco.

Luke Evans è Gaston e Josh Gad è Le Tont.

La servitù trasformata in oggetti animati è stata aggiornata seguendo i costumi sociali moderni: multietnica e poliedrica. Lumière conserva le sue caratteristiche da maître carismatico, Plumette/Spolverina (sorvoliamo sulla traduzione) è un’attraente domestica francese dalla pelle ambrata, Tockins è l’intelligente maggiordomo ligio al dovere, Madame de Garderobe è una cantante lirica di colore, Maestro Cadenza è un grande compositore, marito della cantante, qui trasformato in clavicembalo. A comporre il quadro di questi stravaganti suppellettili ritroviamo Mrs. Bric che è una teiera, figura saggia e materna del film, e Chicco, un bimbo vivace che è diventato una tazzina da té scheggiata.
Tutti i personaggi incantati sono inevitabilmente legati alla rosa ed ai suoi petali, rosa che si trova nella misteriosa ala ovest e che è stata realizzata esattamente come nel cartone animato, si trova sospesa nell’aria e risplende di luce propria.
Effetti speciali, grafica, fotografia e montaggio sonoro sono comunque in perfetta sintonia con i precedenti live-action. La sceneggiatura è piuttosto fedele all’originale, tranne due o più scene “inedite” che potevano essere evitate.

Lumière e Tockins in La Bella e La Bestia

 

Se La Bella e La Bestia fosse un film nuovo o fosse stato realizzato sulla stregua mitologica di Maleficent, lo avremmo apprezzato un po’ di più, ma il confronto con la sua versione originale è inevitabile. Vi emozionerete vedendo danzare Belle e la sua Bestia nella sala da ballo, ma forse non sarà come nel 1991.

Non vi resta che correre al cinema per darci la vostra opinione. In attesa dell’arrivo del film nelle sale, sono ufficialmente aperte le prevendite dei biglietti sul sito ufficiale www.StiaConNoi.it. La Bella e La Bestia uscirà il 16 marzo. 
E voi, starete con noi?

A cura di Roberta Panetta
Photo e Video Credits: Disney Italia