Un commento a caldo sugli accadimenti della cerimonia di consegna degli Oscar 2017.
Avrebbe dovuto triondare La La Land? Un approfondimento della nostra admin.

Lasciandoci per un momento alle spalle lo sfortunato errore che passerà alla storia dell’89esima edizione degli Academy Awards, concentriamoci sull’intrattenimento, fine ultimo di una notte che “dovrebbe” celebrare l’eccellenza dell’arte cinematografica.

A mio modesto parere abbiamo assistito a uno show retorico e un po’ troppo autocelebrativo che ha dedicato eccessivo spazio alla denuncia e alle polemiche “Hollywood vs Trump”. Che il premio Miglior Film ne sia la dimostrazione? Può darsi. Non che Moonlight non lo meritasse, ci mancherebbe. Ma se è la perfezione a dover essere premiata, quella perfezione porta il nome di La La Land.


LA LA LAND NON E’ SOLO UN MUSICAL

Caro lettore, che tu sia un amante del musical o un detrattore del genere, che tu lo abbia amato od odiato, arrenditi all’idea che La La Land sarà ricordato per la sua irresistibile e magica compiutezza. E’ un film tecnicamente ineccepibile, dall’inizio alla fine, dal montaggio alla fotografia, dalla storia alla sua morale, dai costumi all’impeccabile colonna sonora. Il fatto che La La Land non sia stato scelto dall’Academy come Miglior Film dell’anno mi lascia piuttosto perplessa. Il musical di Damien Chazelle celebra Hollywood, i suoi sogni, il suo passato, le sua criticità e i suoi aspetti negativi: quale altro film avrebbe saputo riassumere le peculiarità del mondo del cinema? O meglio, quale altro film del 2016?
E’ ritrovarsi a un bivio: scegliere la strada forse più semplice, celebrare i diritti e una storia vera, complessa e toccante. Moonlight è un buon prodotto, sceneggiato molto bene, fortemente autobiografico e, come cita la nostra recensione, “Jenkins dimostra quanto non sia necessario ostentare per raccontare i sentimenti umani. Moonlight non oltrepassa mai quel limite, rispetta l’insicurezza e la descrive con grazia“, quindi i miei più sentiti complimenti a Mr Jenkins. Ma l’amaro in bocca rimane, come forse rimane allo spettatore di La La Land che attende un lieto fine che arriva solo in parte. E allora mi piace pensare che la favola di Damien Chazelle sia stata celebrata a metà, un po’ come Mia e Sebastian che si ameranno per tutta la vita perchè l’uno ha saputo dar forza all’altro, perchè seppur distanti e lontani, vivranno sempre con la consapevolezza di essere diventati ciò che sono grazie al coraggio dell’altro. Un amore che si innalza e che è un sentimento ancor più forte, anche se vissuto per poco, perchè unito da due anime artistiche che si incontrano nel posto giusto ma nel momento sbagliato. Che vi piaccia o no, tra qualche anno vi ricorderete di La La Land e continueremo a godere delle opere di Chazelle. Il regista rappresenta, senza ombra di dubbio, una nuova e geniale generazione cinematografica.
Grazie Damien per averci regalato un sogno. 

“Here’s to the ones who dream
Foolish as they may seem
Here’s to the hearts that ache
Here’s to the mess we make”
Emma Stone – Audition

A cura di Roberta Panetta
con la collaborazione di Luca Parri
Photo credits: 01 Distribution – Giphy