E’ stato colpo di fulmine alla 73ima edizione della Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia e lo abbiamo amato
ad una seconda visione in anteprima stampa la scorsa settimana.
La La Land è il capolavoro che mancava da anni. Damien Chazelle, classe 1985,
ci regala un sogno, una poesia recitata con arte.

Qualcuno una volta ha detto: “E il sogno realtà diverrà”. Anzi, l’ha cantato.

La La Land, film di Daniel Chazelle in uscita nelle sale italiane il 26 gennaio, ha colto a pieno lo spirito di quella citazione. Anzitutto, dalla soluzione del musical, che molto più di altri generi è in grado di portare avanti un sentimento e un’ambizione come quelli di questa pellicola.

L’ambientazione, poi, è quasi atemporale, come se quella storia avrebbe potuto essere raccontata in qualunque tempo. Vediamo una Los Angeles affollata, popolata da persone competitive con cui Mia da una parte e Sebastian dall’altra si confrontano e scontrano continuamente. Lei sogna di recitare, tentando provini che si rivelano fallimentari mentre lavora dietro il bancone di un bar i cui clienti sono per lo più attori. Lui ama il jazz così profondamente che spesso non è capace di piegarsi alle richieste del mercato, che considera quel tipo di musica solo da sottofondo. I due si incontrano accidentalmente, a più riprese, in una serie di scene dal gusto retrò in cui Emma Stone e Ryan Gosling regalano al pubblico la loro vena più ironica. Ma la scintilla tra i due è inevitabile, specie nel momento in cui a entrambi è chiaro che i sogni fanno parte della loro vita e del loro futuro. Se Mia non fosse entrata per caso in quel ristorante mentre Sebastian dava sfogo al suo estro creativo al pianoforte infrangendo le regole, non avrebbe compreso la passione che lo contraddistingue. Se Sebastian non fosse andato in quel bar a prendere un caffè, non avrebbe avuto modo di parlare con Mia e di sentirle raccontare di quella volta in cui scoprì una sezione di libri di cinema, nella biblioteca del suo paesino d’origine, quando si innamorò di quel mondo.

Chazelle sorprende con una pellicola dai contorni malinconici, in cui una storia d’amore non è soltanto una storia d’amore ma un racconto di persone sole, probabilmente destinate a rimanerlo. E la storia d’amore non è solo una storia d’amore tra Mia e Sebastian perchè terza protagonista, e di certo non meno importante, è la City of Stars che genera stelle per poi gettarle nella polvere: Los Angeles.
La La Land è un racconto delicatissimo sulla difficoltà di portare avanti un obiettivo cui si tiene perché tutti siamo, in fondo, attenti solo a noi stessi, incapaci di condividere realmente il sogno di qualcun altro e allo stesso tempo affranti per non essere in grado di farlo.
La delicatezza della pellicola ci viene raccontata con scene d’antologia, con una colonna sonora che rimarrà nella storia e così profondamente funzionale da accompagnare le gesta degli attori con suadente estetismo.

La La Land è un film di gran valore, con un merito particolare all’interpretazione dei due protagonisti, che sono stati spettacolari e sorprendentemente eclettici nel muoversi tra passi di danza e musica.

A cura di Giovanna Nappi

Photo Credits: 01 Distribution