Ieri, al Festival di Berlino, Claudio Giovannesi e Roberto Saviano hanno presentato La paranza dei bambini. Ecco cosa è stato detto

Ieri, in quel di Berlino, Claudio Giovannesi, Roberto Saviano, insieme al cast, hanno partecipato alla presentazione de La paranza dei bambini.
Il film, in concorso alla Berlinale, è stato accolto positivamente e, durante la conferenza stampa, sono emerse diverse curiosità riguardo la realizzazione del film e rispetto a quale sia il suo messaggio.
Ambientato nel centro storico di Napoli, La paranza dei bambini (tratto dall’omonimo libro di Saviano e dai lui co-sceneggiato), ricerca un’identità popolare raccontando il veloce passaggio dall’adolescenza all’età adulta, di quella perdita dell’innocenza repentina, di giovani uomini e donne che hanno un corpo da adolescente ma vivono con la mentalità degli adulti, senza credere in nessun sogno.

Per lo scrittore napoletano, Napoli contiene tutte le facce e le contraddizioni possibili e, in qualche modo, “il film non racconta Napoli attraverso il mondo, ma il mondo attraverso Napoli”, dove la strada è la scorciatoia per potersi sentire arrivati, per raggiungere la realizzazione personale nel breve periodo, un periodo in cui sembra di aver vissuto già tutta la vita a disposizione.
Un film, quello di Claudio Giovannesi (già regista di Fiore) che si muove sul binomio della scrittura tra gioco e guerra, dove il gioco muta e diventa guerra nel corso del film.

Una storia, quella de La paranza dei bambini, che si ispira a dei fatti veri e Saviano ci tiene a sottolineare il termine paranza: “le paranze sono gruppi che occupano un vuoto di potere, con ragazzini ai vertici di importanti gruppi criminali. Nel mondo criminale i bambini sono sempre presenti, ma quello della paranza è un caso unico in quanto arrivano ad essere dei capi”. La storia che viene raccontata – grazie alla sceneggiatura scritta da Saviano, Giovannesi e Maurizio Braucci – è vista sotto una certa prospettiva, con la consapevolezza che tutto si sta svolgendo in un periodo che sta tornando a quello di una volta: sempre secondo Saviano “si sta tornando a morire come in epoca medioevale, la gente muore giovanissima, pensando di aver vissuto molto, di aver vissuto già tutta la vita”.

Se secondo il regista il film più che puntare sull’educazione – che spetta alla scuola e alle famiglie – cerca di mostrare l’umanità attraverso i bambini, di poter sviluppare un rapporto empatico di realtà che sono rimosse, cercando di esprimere la perdita dell’innocenza in totale assenza di giudizio, per gli attori la speranza è che questo film possa aiutare a capire che esiste sempre un’alternativa. Se i protagonisti cercano di fare del bene pur attraverso il male, la verità è che l’alterantiva da poter scegliere c’è sempre: tuttavia, molti ragazzi, che provengono da realtà disagiate, si sentono valorizzati dal mondo criminale.

Per Francesco Di Napoli, il protagonista principale del film, “Ci vorrebbero alternative: io ho avuto questa possibilità – di lavorare – e l’ho sfruttata. Altri ce l’hanno e la prendono. Ogni persona ha una mentalità diversa. Ad esempio, nel mio quartiere, chi va a lavorare è considerato uno stupido. Per me, invece, chi prende quella strada non lo è.”.
La stessa cosa vale anche per gli altri giovani attori che hanno lavorato al film. Credere in qualcosa è necessario, bisogna imparare ad appassionarsi e a saper uscire da questa realtà.

Saviano, cogliendo ciò che è stato detto dai ragazzi, sottolinea che “I ragazzi hanno risposto facendo riferimento all’individualità, senza riferimenti alla politica. Dobbiamo difenderci noi… la politica non se ne occupa più. La carenza di nascite, l’aumento di persone che vanno via dall’Italia, sono sintomi che segnalano la fine della speranza. Chi entra nelle paranze non può pensare di essere felice.”.

La paranza dei bambini esce oggi, 13 febbraio, nelle sale italiane, con 300 copie distribuite da Vision Distribution.
Tratto dall’omonimo libro di Roberto Saviano, La paranza dei bambini è un film di Claudio Giovannesi, già regista di “Fiore”. Il film, scritto da Maurizio BraucciRoberto Saviano e Claudio Giovannesi vede nel cast principale giovani ragazzi dei quartieri di Napoli che non hanno mai recitato prima: Francesco Di Napoli (Nicola), Ar Tem (Tyson), Alfredo Turitto (Biscottino), Ciro Vecchione (O’Russ), Ciro Pellecchia (Lollipop), Mattia Piano Del Balzo (Briatò). 
Il film è prodotto da Palomar con Vision Distribution, in collaborazione con Sky Cinema e TIMVISION.