KONG E L’ISOLA SONO PROTAGONISTI DI UN FILM SURREALE CHE POCO HA A CHE
VEDERE CON I “MONSTER MOVIE” D’AUTORE

Kong: Skull Island arriva nelle nostre sale il 9 Marzo, è il quarto film (se teniamo conto soltanto dei capitoli primi e non dei vari sequel) della serie di King Kong, iniziata nel lontano 1933. A differenza dei precedenti film, questo nuovo capitolo ha una storia diversa dalle precedenti, poiché funge da base per il progetto che porterà King Kong a scontrarsi con Godzilla.
La trama è semplice: due scienziati appartenenti al progetto Monarch, formano una squadra composta da militari, reporter e scienziati per una missione che ha lo scopo di trovare una delle ultime zone non ancora esplorate dall’uomo: l’Isola del Teschio. Una volta giunti a destinazione quello che trovano è un’enorme scimmione che attacca gli elicotteri, costringendo i sopravvissuti a muoversi nella giungla, inseguiti dalle altre creature mostruose che popolano l’isola.

Tom Hiddleston è il Capitano James Conrad e Brie Larson è Mason Weave in Kong: Skull Island

 

Kong: Skull Island abbandona il racconto epico che era stato caratteristica fondante dei precedenti capitoli, scegliendo la via del classico monster-movie. La natura sfacciata del film è evidente sin dall’inizio e ci mostra i personaggi bidimensionali, con poche sfumature, impedendo allo spettatore di affezionarsi ad essi. Gli scienziati e i reporter sono anti-militari, i militari invece, anti-pacifisti, questo determina uno scontro (spesso poco convincente nella sua rappresentazione)  tra di loro, che interessa ben poco ad uno spettatore che vuol vedere dei mostri in azione.
Gli elementi caratterizzanti del film si possono rintracciare già nel titolo. Partendo dal sottotitolo, troviamo l’isola: se nei capitoli precedenti mostrava una buona varietà di ambientazioni, qua è uguale in ogni dove e l’ambiente non risulta selvaggio e minaccioso come ci si aspetta da un film del genere, colpa anche della fotografia eccessivamente satura di colori. Arriviamo ora a quello che dovrebbe essere il protagonista: Kong, il più grande di sempre, ci viene mostrato interamente dopo mezz’ora di film. La sua relazione con la bella fanciulla (Brie Larson), che qui non è più indifesa, è appena sfiorata, giusto per non eliminare una delle caratteristiche sulla quale si sosteneva la trama originale. Nonostante il suo nome figuri nel titolo, Kong non sembra il vero e proprio protagonista, per via di una sceneggiatura pasticciata e confusa che porta lo spettatore a perdersi tra dialoghi banali e situazioni che invece di ammaliare lo spettatore, gli strappano un sorriso imbarazzato.
Ovviamente ci sono altri mostri che popolano l’isola oltre a Kong, ma sono scarsamente ispirati nel design e la loro minaccia è poco sentita sia dallo spettatore, che dai personaggi umani del film.
In conclusione, pare che gli intenti del film siano portati velocemente ad una conclusione che ci lascia ben poco a cui pensare. Se non fosse per il cast composto da grandi stelle, Kong: Skull Island potrebbe essere un qualunque B-movie che perde però il suo senso epico e iconico.

LA SINOSSI

Nel film, un gruppo eterogeneo di scienziati, soldati ed esploratori si avventura nelle profondità di una mitica e sperduta isola del Pacifico, tanto pericolosa quanto affascinante. Al di là di ogni loro aspettativa, la squadra procede inconsapevole di entrare nel dominio del potente Kong, innescando la battaglia finale tra uomo e natura. Nel momento in cui la loro missione di scoperta diventa una lotta per la sopravvivenza, dovranno combattere per sfuggire da un Paradiso primordiale dove gli uomini non sono contemplati.

 

A cura di Andrea Bonino
Photo Credits: Warner Bros Italia