La Settima Onda, il film d’esordio alla regia di Massimo Bonetti con Francesco Montanari, Valeria Solarino e Alessandro Haber, arriverà in sala il prossimo 24 maggio grazie a Alberto De Venezia per Ipnotica Produzioni e ai produttori Luigi De Rosa e Daniele Orefice.

Di seguito vi proponiamo il resoconto della conferenza stampa che si è tenuta a Roma alla presenza del regista, dei produttori e di alcuni membri del cast (Alessandro Haber, Imma Piro e Donatella Pompadour).

Ci raccontate qualcosa di più sul film?

Massimo Bonetti: L’idea è nata attraverso l’incontro con un giovane pescatore di Gaeta che mi colpii particolarmente. Presi un appunto su quanto ci raccontammo notando particolarmente la sua cultura cinematografica (aveva visto La Camera Verde di François Truffaut, per esempio). Fu lo “spermatozoo” del film. Partendo da questo incontro scrissi la sceneggiatura aggiungendo amori, precarietà, amicizie e lutti. L’unica accortezza è stata di evitare l’uso della tecnologia avanzata, come cellulari o computer, inserendo al contrario elementi come una lettera e una buca per spedirle. Mi sarebbe piaciuto girarlo negli anni ‘50 ma costava troppo, quindi ho trovato questa escamotage. Tutto è stato immaginato seguendo le atmosfere pirandelliane, amando Luigi come autore e avendolo più volte recitato. L’amore per il cinema, la passione e il sacrificio mi hanno portato a tutto questo.

Alessandro Haber: Il film lo vidi un paio d’anni fa, è un’opera prima, c’è qualche difetto, qualche errore ma mi piacque tantissimo! E non perché sono molto amico di Massimo… ormai da 40 anni!

Imma Piro: Nel film sono una madre è una suocera cattivissima. Ma sono felicissima di aver partecipato a questa esperienza. Sia perché Massimo è un amico sia perché ci ha diretto benissimo. L’ho visto per la prima volta in questi giorni e mi son dovuto mettere in un angoletto a piangere, mi sono commossa.

Donatella Pompadour: È un bellissimo lavoro quello di Massimo (che non conoscevo prima del film) e sono felice di aver condiviso il set con questo cast. Il messaggio che apprezzo di più è che con l’amore si possono superare gli ostacoli.

È sempre difficile esordire, anche nel cinema italiano. È stato un po’ più facile per te, Massimo, visto che eri già nel settore e avevi lavorato con tanti altri registi? A chi hai “rubato” di più?

Massimo Bonetti: Le difficoltà sono sempre tante in questo settore, è vero. Io ho tanti anni di esperienza sul set ed ero sempre attento alle soluzioni registiche che i vari autori prendevano. Ho lavorato con tanti maestri e questo sicuramente mi ha facilitato. Poi l’ottimo cast ha sancito il tutto. Gli ho lasciato molto spazio, come bisognerebbe sempre fare se questi dimostrano di conoscere il personaggio nei minimi particolari. So com’è lasciarsi andare se ci si trova a proprio agio, se si entra nella parte. Certo… se si esagera o si va contro l’idea del regista vanno fermati. Ti direi, quindi, che ho rubato un po’ a tutti.

Come mai la scelta di Francesco Montanari come protagonista?
È conosciuto più per altri ruoli rispetto a questo di Tannino…

Massimo Bonetti: L’ho semplicemente ritenuto un attore bravissimo. Ti dà tanto. E poi… per l’aderenza con il ruolo. Stavo guardando Romanzo Criminale e lo vidi dando finalmente un volto al personaggio che avevo in mente, che fino a quel momento non ne aveva.

E la scelta del titolo?

Massimo Bonetti: È stato scelto dal produttore, presumo essendo ambientato vicino al mare.

Come mai ci sono pochi riferimento al luogo dov’è stato girato?

Massimo Bonetti: Non ho voluto dare di proposito dei riferimenti temporali o spaziali. Siamo in Italia. Basta. Non volevo dare un’identità precisa. Anche nei dialetti dei personaggi. Ormai c’è una promiscuità in questo nel nostro paese e volevo riportare la realtà nel film. A Roma o a Milano non si parla solo romano, milanese o italiano.

Come mai la presenza costante della Luna?

Massimo Bonetti: Quando la inquadro è per ricordare che c’è sempre un destino che ci lega, misterioso come lei. Ferma, che osserva. Per questo è presente nel film, con molte inquadrature.

Com’è stato girare con un cane?

Alessandro Habber: È difficilissimo. Come girare con i bambini. Ma oggi è sempre più comune veder girare persone sole con loro, parlarci, farsi compagnia. Spesso sono superiori a loro. Quindi mi ha fatto molto piacere farlo. Anch’io ne ho avuto uno.

Al momento su cosa state lavorando?

Massimo Bonetti: A Ottobre inizio a girare il mio secondo film “Viber/Viper” con Sebastiano Somma. Tratterà la storia di un padre e una figlia diciottenne e sarà sempre prodotto da Luigi De Rosa e Daniele Orefice.