Arriva il 7 giugno nelle sale La terra dell’abbastanza, opera prima dei Fratelli D’Innocenzo, presentato con enorme successo della critica nella sezione Panorama della 68^ edizione del Festival del cinema di Berlino e in anteprima il 30 maggio a Roma con protagonisti Andrea Carpenzano, già visto in Tutto quello che vuoi di Francesco Bruni e Matteo Olivetti. Nel cast anche Milena Mancini, Max Tortora e Luca Zingaretti.

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Mirko e Manolo sono due bravi ragazzi della periferia di Roma ma una notte qualcosa stravolge la loro vita: investono un uomo e scappano. Scoprono in seguito che l’uomo che hanno ucciso è in realtà un pentito di un clan criminale di zona e la tragedia si trasforma così in (s)fortuna, perché i due ragazzi, togliendogli la vita, riescono a guadagnarsi il rispetto e il denaro che fino ad allora non avevano mai avuto.

A rivolgersi alla platea di giornalisti è Fabio che inizia con lo spiegare, controvoglia, il perché del titolo: È un titolo a cui ogni spettatore deve poter dare un significato diverso, una lettura personale di questo “abbastanza”. In ogni caso, immagino che io debba spiegare le nostre motivazioni. Per noi questa terra dell’abbastanza è un luogo grigio, una parentesi limbale, un posto in cui non si ha così poco da rimboccarsi le maniche e costruire qualcosa, sia individualmente che collettivamente, ma al contempo si possiede solo ciò che è abbastanza per accontentarsi e vivere in mezzo, in un limbo appunto.”

La terra dell’abbastanza è sì un racconto della periferia romana, ma è una storia più universale, sarebbe potuta essere ambientata a Roma come nelle periferie di Los Angeles. “Abbiamo girato a Ponte di Nona, a Roma Est”, dice  Damiano, “perché è una periferia che si sposa con la nostra storia. È una periferia che ha qualcosa di magico, qualcosa come un incrocio fra Pasolini e Tim Burton, con le casine colorate ma anche un po’ fatiscenti”.

Nel cast si alternano nomi noti ad attori (bravissimi) emergenti: il mio primo provino è durato 17 minuti e ho fatto tutto quello che Fabio e Damiano mi hanno chiesto, dice Matteo Olivetti, poi Mirko l’ho caratterizzato piano piano, è cresciuto dentro di me, e le scene a cui ho lavorato di più sono quelle più importanti con gli adulti”.

E gli adulti del film sono Max Tortora, un nome che può suonare strano in un film drammatico ma che invece è assolutamente credibile nel ruolo drammatico che gli è stato affidato: Io ovviamente quando scelgo un personaggio parto dalla scrittura, racconta Max Tortora, e il personaggio di Danilo l’ho sentito vibrare subito dentro, e quindi l’ho restituito come lo sentivo, in un modo compassionevole, perché è uno che non ha colpe, sta lì e se gli fosse data la possibilità rifarebbe tutto nell’esatto modo in cui già l’ha fatto.

Milena Mancini, invece, che nel film interpreta la madre di Mirko, racconta di aver lavorato fin dal primo provino con Matteo, cercando di creare tra di loro feeling ed empatia.

La Terra dell’abbastanza è un’opera prima ma può vantare un cast tecnico importante,Paolo Bonfini alla scenografiaPaolo Carnera alla fotografiaMaricetta Lombardo al suono. Spesso c’è questa diceria che in un’opera prima bisogna circondarsi di persone con cui crescere assieme, afferma Damiano, diceria data dall’equivoco che un maestro possa prendere il film e farlo suo. Ma se tu hai le idee chiare questo non può accadere. Noi abbiamo scelto i nostri maestri perché volevamo rubare dai più bravi. Volevamo rubare con gli occhi, con le mani, con gli abbracci. Se hai una visione molto chiara di quello che vuoi raccontare circondati dei più bravi e andrai solo più avanti. Non perdi l’idea se ce l’hai chiara dentro di te.

E l’idea dei Fratelli D’Innocenzo è molto chiara e l’hanno raccontata con originalità, profondità ed enorme forza. Dal 7 giugno La Terra dell’abbastanza è al cinema.

Photo Credits: Adler Entertainment