I FRATELLI SPIERIG, REDUCI DALL’INNEGABILE SUCCESSO DI SAW LEGACY,
PORTANO IN SALA 
LA VEDOVA WINCHESTER,
UNA “GHOST STORY” COL PREMIO OSCAR® HELEN MIRREN

Sarah Winchester, dopo la morte di suo marito e di sua figlia, si convince di essere perseguitata dalle anime uccise dai fucili dell’azienda di famiglia. Inizia così a costruire giorno e notte una enorme magione per tenere sotto controllo gli spiriti maligni. Lo psichiatra Eric Price (Jason Clarke) viene così inviato nella tenuta per valutare il suo stato mentale e scopre che la sua ossessione non è pura follia.

La vedova Winchester, basato su fatti realmente accaduti, aveva tutti i presupposti per far urlare al capolavoro, a partire dal fatto che è basato proprio su una fascinosa storia vera: Sarah Winchester, così come la sua casa, che si trova nel mezzo della strada principale di San Jose, sono realmente esistite ma il film risulta, nonostante ciò, poco attraente.

Sul talento di  “Queen” Mirren non si discute, a 72 anni l’attrice britannica decide di mettersi in gioco ancora e di sperimentare un genere a lei nuovo con una recitazione essenziale ma utile per far immergere lo spettatore nell’atmosfera del film.

E Jason Clarke, che abbiamo apprezzato in Apes Revolution – Il pianeta delle scimmie e in Terminator – Genisys, non è da meno. Convince la sua interpretazione diffidente all’inizio e sempre più morbido man mano che si rende conto che la donna che deve esaminare non è completamente pazza; molto intuitiva anche l’idea dei registi di far coincidere il  punto di vista di Clarke con quello degli spettatori: l’identificazione tra protagonista e pubblico funziona sempre.

Il problema, però, è che La vedova Winchester non solo non aggiunge nulla di nuovo al genere, ma ripete l’usato sicuro senza neanche rimescolare le carte: l’orrore è rappresentato dalle solite porte cigolanti, dal buio e dagli effetti sonori rimbombanti. L’abuso delle strategie narrative e degli effetti speciali appiattiscono la tensione, censurano la novità e banalizzano la paura.

Ne La vedova Winchester si parla di tematiche importanti: la critica alle società basate sulle armi è un argomento estremamente attuale, ogni giorno ne sentiamo parlare, basti pensare alla cronaca più recente, la sparatoria di un ex studente in un liceo della Florida, avvenuta solo pochi giorni fa, così come il sovrannaturale, che da sempre affascina la massa e di cui sempre più si sente parlare sia in tv che sui giornali, ma i registi ne fanno un breve accenno, lasciandoli sospesi a metà senza saziare l’intelletto dello spettatore.

Non si può comunque negare l’eleganza della messinscena e  la versatilità degli attori, La vedova Winchester è un film che tutto sommato  funziona, ma nell’epoca del digitale, dove su Netflix e su Amazon si trovano geniali novità low cost o addirittura gratuitamente, dal cinema ci si aspetta uno sforzo in più.

Photo Credits: Eagle Pictures