Il web è invaso da settimane da diversi articoli sulla notte più attesa dell’anno (per noi cinefili): cosa accadrà durante la cerimonia di consegna degli Oscar®? Chi vincerà?

Siccome di previsioni ne avrete lette ad nauseam, ho pensato fosse giusto indottrinarvi a dovere partendo dall’alfabeto. Ecco tutto ciò che occorre sapere sulla ormai imminente notte degli Academy Awards, dalla A alla Z.

A come Academy Awards

L’Academy Award, meglio conosciuto come Premio Oscar®, è il premio cinematografico per antonomasia, il più prestigioso e antico del mondo. Il primo venne assegnato nel lontano 1929, addirittura tre anni prima che il Festival di Venezia venisse creato e cominciasse ad assegnare il propri premi. Chi li consegna? Come saprete (o forse no), l’Oscar® viene conferito dall’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, un’organizzazione professionale costituita da personalità che hanno fatto parte o fanno parte del mondo del cinema (attori, registi, produttori e tanti altri) e che ad oggi conta più di 6000 membri votanti.

 

B come Black

Ho scelto di rendere omaggio al colore nero per descrivere alcune delle polemiche che si aggirano come satelliti intorno all’orbita degli Oscar®. Se gli anni scorsi, come si ricorderà, ci furono accuse più o meno velate a causa dell’eccessiva presenza di nomination e vittorie per attori/attrici di pelle bianca, tanto da creare l’hashtag #OscarSoBlack, quest’anno il black di cui sopra sarà velatamente protagonista negli abiti. Come già accaduto durante i Golden Globes, è molto probabile che molti attori, registi e produttori sfileranno sul red carpet in TOTAL BLACK in segno di protesta nei confronti di Harvey Weinstein e contro ogni forma di molestia sessuale o sessismo nel cinema e sul posto di lavoro.

C come Chiamami col tuo nome (Call me by your name

L’Italia torna ad essere tra i protagonisti della kermesse statunitense grazie al poetico capolavoro di Luca Guadagnino. Il film racconta con delicatezza infinita la nascita di un amore tra due ragazzi (Elio e Oliver), un amore in cui i sentimenti sono sublimati, i cuori sono puri e tutto è contraddistinto da una significativa apertura mentale, con un appello velato (ma non troppo) a togliersi i paraocchi ed imparare a comprendersi e comprendere continuamente.       

Insomma, un film che sembra un abbraccio caloroso, come quel sole estivo che avvolge i protagonisti. Chiamami col tuo nome non solo è candidato come Miglior Film, ma può sperare di aggiudicarsi la statuetta per la sceneggiatura adattata, per la canzone originale e per il protagonista maschile. In bocca al lupo Luca!

D come Dunkirk

Sarà anche la D di Dunkirk, ma è anche la D di “Dio grazie per averci dato Nolan!” Regista poliedrico e profondamente innamorato del (suo) cinema, Christopher Nolan quest’anno ci ha confezionato un’opera d’arte. Dunkirk è un film dove tutto è possibile, dove i confini della vita vengono abbattuti, dove il senso di appartenenza la fa da padrone e dove il regista, in maniera ambiziosa, raggiunge la perfezione stilistica aggiudicandosi i consensi della critica mondiale.

Non sono necessari grandi dialoghi e non è utile paragonarlo ad altri film bellici: Dunkirk è un capolavoro, una pietra miliare del cinema da tramandare ai posteri. Nolan esalta, estremizza, turba ed emoziona.

E come Envelope, che in italiano significa busta. Sperando che quest’anno sia quella giusta. 😉 

F come Frances McDormand

Lei è l’antidiva, caratterizzata da uno spiccato sense of humour che ritroviamo anche nell’ultima pellicola Tre manifesti a Ebbing, Missouri, con la quale ha ricevuto la nomination come Migliore Attrice Protagonista. Antidiva perché rilascia le interviste con il contagocce e antidiva perchè è stata capace di presentarsi sul palco degli Independent Spirit Awards in pigiama e ciabatte, mandando letteralmente “a fanculo” il sistema. You go, girl!

G come Gary Oldman

Dopo aver vinto un meritatissimo Golden Globe® per la sua gigantesca interpretazione ne L’ora più buia, l’istrionico Gary Oldman sembra aver prepotentemente messo le mani sull’Oscar®. Ora, io non voglio portare sfortuna al fantastico attore inglese, ma mi auguro che, dopo una strabiliante carriera, l’Academy riesca finalmente a riconoscere il suo camaleontico e carismatico talento. 

H come Hollywood 

La fabbrica dei sogni la chiamano, e di sogni hollywoodiani ne abbiamo vissuti tanti. Il nome Hollywood (che significa letteralmente “bosco di agrifogli”) sarebbe stato coniato nel 1886 dall’imprenditore Hobart Johnstone Whitley, definito il “padre di Hollywood” per le grandi opere che realizzò proprio nel quartiere della città di Los Angeles. Nonostante una storia fatta di salite e discese, Hollywood resta, comunque, il sogno di centinaia tra coloro che desiderano far carriera “sul grande schermo”, ed è il più grande centro di produzione filmica del passato e del presente. Chiedetelo a Damien Chazelle.

I come I, Tonya

Realizzare al giorno d’oggi un biopic sembra essere un’impresa complicata perchè spesso ci si dimentica di dover portare sul grande schermo uno spettacolo puramente cinematografico e non documentaristico. Per Craig Gillespie e il suo I, Tonya sembra non essere così. Il tono equilibrato e una sceneggiatura pungente di Steven Rogers, portano a classificare questo suo ultimo lavoro come uno dei film biografici migliori degli ultimi anni. Un plauso, però, va soprattutto all’attrice protagonista (Margot Robbie) e alla non protagonista (Allison Janney), entrambe candidate nelle rispettive categorie.

J come Jimmy Kimmel

Il mattatore e one man show già presentatore della scorsa edizione torna sul palco del Dolby Theatre per la 90esima cerimonia degli Oscar. Ce la farà a far arrivare la busta giusta ai presentatori? 

K come Kaluuya

Chi è? Per molti sarà uno sconosciuto, ma Daniel Kaluuya è il protagonista/rivelazione di uno dei film più discussi dell’anno: l’horror Scappa – Get Out. Da molti definito come un film capolavoro, da altri invece considerato non meritevole di un Oscar, Scappa – Get Out parla evidentemente di razzismo ma lo fa con una sceneggiatura originale, raccontando scomode verità contemporanee che funzionano a più livelli di narrazione. Si aggiudicherà qualche statuetta?

L come La forma dell’acqua

Di questo film si è detto tutto. Il capolavoro di Guillermo Del Toro ha vinto molti dei premi per cui è stato candidato ed è certamente tra i frontrunner per la vittoria finale. Ma perchè La forma dell’acqua – The Shape of Water è un film che merita? Meriterebbe di vincere ogni premio per la sua potenza narrativa, per la sua fotografia strabiliante, per le performance attoriali e per il messaggio potentissimo che cerca di veicolare: se curate a dovere quelle che per voi rappresentano un’imperfezione fisica, una mancanza, un difetto o una debolezza, essi si possono trasformare in opportunità meravigliose per stare bene. Siate tutti come Elisa Esposito. 

 

M di #MeToo

Avrete sentito da parlare negli ultimi mesi della campagna #MeToo, diventata virale sul web perché simbolo del movimento contro le molestie sessuali. Lanciata dall’attrice Alyssa Milano su Twitter, in poche ore è stata condivisa da quasi mezzo milione di utenti. Un invito alle donne a non tacere sugli abusi subiti. Sarà protagonista insieme all’altro movimento #TimesUp di questa cerimonia degli Oscar? Staremo a vedere.

N come Nomination

Avete mai contato le nomination totali di una cerimonia oscariana? Esse sono suddivise in 23 categorie tra premi tecnici e cinematografici. Di queste, 21 hanno 5 candidati (per un totale di 105). La categoria Make-Up e Hairstyling, però ha 3 candidati, mentre quella per il Miglior film ne ha 9. In totale quindi le nomination della 90esima edizione degli Oscar sono 117.


La seconda parte dell’alfabeto arriverà prima della cerimonia di questa notte. Hype ne abbiamo?