Attenzione cinefili di tutta Italia: tra poche ore sapremo chi riuscirà a portare a casa il premio più ambito di Hollywood, ovvero l‘Oscar.

Probabilmente la giuria dell’Academy – che adora scompigliare le carte in tavola – ci riserverà qualche sorpresa, ma ci sentiamo comunque in dovere di fare un po’ d’ordine. Ecco, quindi, il nostro consueto alfabeto per ripassare insieme tutto ciò che c’è da sapere sulla 91a edizione degli Oscar.

A come Academy Awards

L’Academy Award, meglio conosciuto come Premio Oscar®, è il premio cinematografico per antonomasia, il più prestigioso e antico del mondo. Il primo venne assegnato nel lontano 1929. Chi li consegna? Come saprete (o forse no), l’Oscar® viene conferito dall’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, un’organizzazione professionale costituita da personalità che hanno fatto parte o fanno parte del mondo del cinema (attori, registi, produttori e tanti altri) e che ad oggi conta più di 6000 membri votanti.

B come Bohemian Rhapsody

Uscito nelle nostre sale il 29 novembre, Bohemian Rhapsody, il biopic sui primi 15 anni di carriera dei Queen, è ad oggi in vetta alle classifiche di tutto il mondo. In poco più di un mese il film su Freddie Mercury, con un formidabile Rami Malek, ha letteralmente superato ogni aspettativa. Dopo il grande successo ottenuto ai Golden Globe, il film diretto da Bryan Singer ha ricevuto 5 nomination alla 91^ edizione degli Academy Awards.

C come Cuarón

Il regista messicano, già vincitore del Leone d’Oro a Venezia e, fra gli altri, del Golden Globe al miglior film straniero, potrebbe trionfare in molte delle 10 candidature agli Oscar 2019 con il ROMA. Che, in questo modo, lancerebbero un chiaro messaggio all’amministrazione Trump…

D come Dolby Theatre

Il Dolby Theatre è il teatro situato a Hollywood che dal 2002 ospita la cerimonia di consegna degli Oscar. Situato all’interno del complesso commerciale Hollywood and Highland di Los Angeles, è stato progettato dall’architetto David Rockwell e può ospitare fino a 3400 persone.

E come Emma Stone

Dopo aver vinto l’Oscar per La La Land, la rossa Emma Stone non si è mai fermata. Questa sera, celebrerà la sua terza candidatura, questo volta nella categoria miglio attrice non protagonista per La Favorita. Riuscirà a battere Amy Adams, Rachel Weisz, Regina King e Marina de Tavira.

F come Fotografia  

Categoria forse troppo sottovalutata, è stata sotto i riflettori per una discutibile scelta della Academy: il premio sarebbe stato consegnato durante uno spot pubblicitario. Dopo una petizione firmata dai più importanti registi del mondo, tra i quali Guillermo del Toro e Quentin Tarantino, l’associazione ha fatto marcia indietro. L’Oscar alla miglior fotografia sarà consegnato durante la diretta.

G come Glenn Close

Con 7 nomination all’Oscar, Glenn Close non ha mai vinto. Probabilmente e meritatamente trionferà per il suo toccante ruolo di moglie segregata (ma geniale) in The Wife di Björn L Runge. E noi glielo auguriamo.

H come Hollywood

La fabbrica dei sogni la chiamano, e di sogni hollywoodiani ne abbiamo vissuti tanti. Il nome Hollywood (che significa letteralmente “bosco di agrifogli”) sarebbe stato coniato nel 1886 dall’imprenditore Hobart Johnstone Whitley, definito il “padre di Hollywood” per le grandi opere che realizzò proprio nel quartiere della città di Los Angeles. Nonostante una storia fatta di salite e discese, Hollywood resta, comunque, il sogno di centinaia tra coloro che desiderano far carriera sul grande schermo, ed è il più grande centro di produzione filmica del passato e del presente.

I come Isle of Dogs (L’isola dei cani)

Nella rosa dei candidati a miglior lungometraggio d’animazione, Isle of Dogs segna il ritorno alla stop motion del grande cineasta Wes Anderson. L’isola dei cani è la ripetizione degli stili Andersoniani all’interno di una favola è intimista. Una grande riflessione sul rapporto uomo-animale.

J come Jenkins Barry

Reduce dal trionfo agli Independent Spirit Awards, il “rubaOscar” Barry Jenkins ha qualche possibilità di trionfare agli Oscar? Nonostante il suo Se la strada potesse parlare sia un’opera di tutto rispetto, l’Oscar alla sceneggiatura non originale potrebbe andare a BlacKkKlansman di Spike Lee.

K come le 3 K di BlacKkKlansman

Ed è proprio del film di Spike Lee che parliamo. Il regista di Fa’ la cosa giusta torna in auge grazie ad un’opera sulle evidenze. Evidenze di razzismo. Evidenze dell’era Trump e della replica, in scala maggiore, di ciò che è accaduto circa cinquant’anni fa. Evidenze dell’America odierna.

L come Lady Gaga

Stefani Joanne Angelina Germanotta non è di certo la semplice ragazza della porta accanto. Eppure, grazie al film di Bradley Cooper A Star is Born, abbiamo scoperto una versione nuova della trasformista che fino a qualche anno fa camminava sui red carpet vestita con bistecche di carne. Che fosse una performer e un’artista di tutto rispetto, lo sapevamo già. Ma nel 2018 Lady Gaga ha vissuto una nuova era della sua sfavillante carriera, quella d’attrice. Sarà davvero nata una stella?

M come Mahershala Ali

Per il coprotagonista di Green Book potrebbe essere una seconda grande possibilità. Vincitore del premio oscar come miglior attore non protagonista per Moonlight, Ali potrebbe fare il bis anche nei panni di Don Shirley? Staremo a vedere.

N come Nomination

Avete mai contato le nomination totali di una cerimonia oscariana? Sono suddivise in 23 categorie, tra premi tecnici e cinematografici. Di queste, 21 hanno 5 candidati (per un totale di 105). La categoria Make-Up e Hairstyling, però ha 3 candidati, mentre quella per il Miglior film ne ha 9. In totale quindi le nomination della 91esima edizione degli Oscar sono 117.

O come Olivia Colman

Per la sua interpretazione della regina Anna di Gran Bretagna nel film La Favorita ha già ottenuto numerosi riconoscimenti. In pole position nei pronostici pre-Oscar 2019, è alla sua prima nomination per aver interpretato una sovrana apparentemente dispotica, ma fragile e facilmente influenzabile. Una performance di tutto rispetto che potrebbe dare del filo da torcere alla veterana Glenn Close.

P come Paweł Pawlikowski

Cold War – o l’amore ai tempi della guerra fredda, è uno di quei film che parla di storie biografiche, intime, sullo sfondo di un contesto storico ben definito che inevitabilmente ne determina le vicende. Paweł Pawlikowski ne è il regista. Dopo Roma, decretiamo ufficialmente la vittoria del bianco e del nero. 

Q come Queen

Qui si fa la storia. I Queen, insieme al cantante Adam Lambert, canteranno sul palco del Dolby Theatre, e possiamo ufficialmente dire che: They will rock the Oscars!

R come Ready Player One

A Hollywood il ricorso alla computer grafica è la norma, soprattutto nei film d’azione. Nella categoria migliori effetti visivi, il film più nerd della storia lo ha firmato Steven Spielberg. Ready Player One è un trionfo per l’era digitali. Attenzione, però. A un passo dalla vittoria pare esserci Avengers: Infinity War. 

S come Shallow

La vera protagonista della 91ª edizione degli Academy Awards potrebbe non essere un’attrice. Sarà, probabilmente, la performance canora più attesa di sempre: Lady Gaga e Bradley Cooper canteranno dal vivo il brano principale di A Star is Born. They’re far from the shallow now.

T come The Wife

Vivere nell’ombra e poi arrivare fino agli Oscar? Potrebbe succedere a Glenn Close, protagonista assoluta del film Bjorn Runge. 

U come Un’edizione senza presentatore

1989-2019: la storia si ripete. Gli Oscar, dopo 30 anni, non avranno un conduttore. La serata del 24 febbraio sarà gestita da diversi ospiti che saliranno sul palco di volta in volta per annunciare i vincitori. La notizia è stata data e ufficializzata da Abc Entertainment, la rete televisiva che puntualmente trasmette l’evento.

V come Viggo Mortensen

A sessant’anni appena compiuti, Viggo Mortensen è il protagonista di uno dei film più belli dell’anno, ovvero Green Book.  In questa pellicola, il suo Tony Villalonga attraversa il profondo Sud degli Usa razzista con un pianista nero molto più acculturato e sofisticato di lui… Un personaggio edificante, che muta e vive una trasformazione. Promosso a pieni voti. 

W come Willem Dafoe

Stampato nella storia del cinema con un inchiostro vivo, Willem Dafoe sogna l’Oscar grazie alla sua magistrale interpretazione in Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità. Un film che ha spaccato la critica, non particolarmente ammaliata dalle interpretazioni visionarie del regista. Ci sono poche probabilità che l’attore alzi la statuetta, ma la sua performance rimane indelebile. 

X come l’incognita

Quale sarà il momento X della notte degli Oscar?

Y come Yorgos Lanthimos

Il regista greco de La Favorita sfida Hollywood portando sul grande schermo una storia di giochi di potere a palazzo. Un film al femminile, grottesco, originale e sfacciato. Il nostro favorito.

Z come Zero Oscar a Amy Adams?

Alla sua sesta candidatura, riuscirà la splendida splendente Amy Adams a vincere la statuetta per Vice – L’uomo nell’ombra