Quando si sente parlare di “Thank God It’s Thursday”, si sa che il soggetto è Shonda Rhimes. E quando il soggetto del discorso è Shonda Rhimes, allora di sicuro si sta discutendo di drama. Lei è la regina delle serie tv drama, partendo da Grey’s Anatomy fino a Scandal. Non a caso, Rhimes è anche produttrice esecutiva di un’altra legal series molto drammatica e intensa: How to Get Away with Murder (Le Regole del Delitto Perfetto).

Negli Stati Uniti è da qualche settimana cominciata la quarta stagione, che ha spedito in men che non si dica i fan a livelli di isteria elevatissimi fin dalla prima puntata.

SPOILER

Con la fine della scorsa stagione si pensava che non potesse diventare più frustrante ed emozionante di così, con Annalise Keating, la protagonista, interpretata dalla meravigliosa Viola Davis, in prigione, dopo la morte di Wes, il più amato dei suoi studenti, accusata di averlo ucciso, e dopo che Laurel, la fidanzata di Wes, aveva scoperto di aspettare un figlio.

E invece no. Ancora una volta Rhimes e il suo team ci hanno dimostrato che non c’è limite al peggio e alla dipendenza che certe serie possono sviluppare negli spettatori.

Nelle prime 4 puntate succedono fin troppe cose per riuscire ad elencarle. Ovviamente, come in tutte le stagioni precedenti, scopriamo che qualcosa di terribile accadrà e che la prima metà della stagione servirà per unire i pezzi del puzzle e capire di cosa si tratta.

Come in passato, anche questa volta sembra esserci scappato il morto, ma il mistero tocca da vicino anche Laurel, che si sveglia in una specie di ospedale non sapendo dove è finito suo figlio.

Ogni puntata ci dà qualche indizio in più e ci fa capire che anche questa volta tutti sono collegati alla faccenda, persino il nuovo psicanalista di Annalise, la quale, dopo aver licenziato tutta la sua squadra, decide di tornare al lavoro.  

Non solo Annalise deve partire da zero, con ormai troppi scheletri nell’armadio per poterli nascondere tutti, ma anche Connor, Michaela, Asher, Oliver e Laurel hanno nuove sfide da affrontare, non avendo più Annalise pronta a difenderli e a tirarli fuori dai guai. Soprattutto Laurel, che è convinta che sia stato suo padre ad uccidere Wes e, pur di incastrarlo, trascina nella faccenda anche gli altri membri del gruppo.

In queste prime quattro puntate Annalise affronta anche casi particolarmente difficili e decide, addirittura, di attuare una “class-action” contro il tribunale di Philadelphia per aver preso decisioni basandosi su motivazioni ingiuste come razza, genere o orientamento sessuale.

Così facendo, con Le Regole del Delitto Perfetto Rhimes dimostra ancora una volta di essere al passo con i tempi, con l’attualità, con quello che succede nel mondo fuori dallo schermo televisivo. Solo che, nella serie, le situazioni come queste trovano un lieto fine più di quanto non facciano nella realtà.

Anche se Annalise non è più la donna fredda, sicura di sé, feroce che era nella prima stagione, continua a dimostrare di essere tra i migliori nel suo lavoro e sembra che ora più che mai voglia redimersi da tutto ciò che ha combinato (e sappiamo che ha combinato molti guai) aiutando i più bisognosi, gli invisibili.

Vedremo però a breve se è davvero tutto oro quel che luccica, o se c’è altro a cui Annalise sta puntando, oltre la gloria derivata da questa nuova veste di “avvocato del diavolo”.

Photo Credits: ABC