L’incredibile Vita di Norman uscirà nelle nostre sale il 28 settembre, distribuito da Lucky Red. Abbiamo incontrato il protagonista Richard Gere a Roma.  

 

 

Udite, udite, Richard Gere è a Roma e… no, non è venuto perché si è preso una cotta per una redattrice di My Red Carpet, ma per presentare il suo ultimo film, “L’incredibile vita di Norman” di Joseph Cedar, distribuito da Lucky Red e in uscita nelle sale italiane il 28 settembre.

La storia racconta di Norman Oppenheimer e alla domanda “qual è il suo mestiere?”, il protagonista dell’ironico dramma risponde sempre con la stessa frase “se ha bisogno di qualcosa, ci penso io!”. Richard Gere è Norman, un affarista di New York alla continua ricerca di contatti e amicizie che possano cambiargli la vita. Un giorno incontra un Primo Ministro a cui tanti anni prima aveva fatto un favore e, finalmente, sembrano aprirsi per Norman le porte del successo. Sarà davvero così?

Per il momento non vi sveliamo nulla, ma se volete sapere che cosa ha detto il caro Richard Gere in conferenza stampa, continuate a leggere l’articolo. Innanzitutto l’attore ha tenuto a precisare che si sentiva molto fragile per il Jet lag e si è scusato in anticipo. Noi abbiamo deciso di perdonarlo…  della serie “anche le star si stancano”. Dopo questo simpatico appunto, ha iniziato a parlare con ironia ma con profonda umanità del suo percorso come attore, dei valori che contraddistinguono il mondo di oggi e naturalmente dell’ultimo suo lavoro.

Richard Gere ha spiegato che è sempre stato interessato a quei film che oggi sono etichettati come “indipendenti”, con la differenza che 30 anni fa erano prodotti dagli Studios, mentre ora sono sostenuti proprio dalle case di produzione indipendenti. Ha parlato delle sue difficoltà nel girare a Hollywood a cause di discordie in politica e di come le difficoltà economiche nel cinema obblighino un intero cast tecnico e artistico a girare un film con pochi soldi e in poco tempo, addirittura “L’incredibile vita di Norman” è stato realizzato in soli 30 giorni. E a proposito del suo ultimo film, Richard Gere ha affermato di aver amato vestire i panni di Norman, perché “è un personaggio fastidioso, è uno che fa tante promesse, ma non ne mantiene neanche una, in fondo, però, è un buono, lui vorrebbe davvero rispondere alle richieste di tutti”. Per quanto riguarda la preparazione fisica, ha spiegato di non avere avuto alcuna difficoltà. “E’ un tipico newyorkese, veste come loro, cammina e si atteggia come loro. Io ho vissuto tanti anni a New York, quindi, per me è stato facile calarmi in Norman”. L’aspetto curioso è che, nel film, Richard Gere ha le orecchie a sventola e questa scelta è stata dettata dal desiderio del regista di distinguere ulteriormente Norman da tutti gli altri personaggi interpretati dall’attore. Richard ha poi fatto un’interessante riflessione sulla vita al giorno d’oggi, sul fatto che tutti almeno in un momento della loro esistenza sono stati dei Norman. In qualsiasi ambiente, nella politica, nel giornalismo e nell’intrattenimento, ci sono persone che contano davvero e persone che cercano di avere accesso a questa ristretta cerchia di “potenti”. Alle persone interessano i soldi non per il valore che hanno in sé ma per quello che significano.

Ha poi spiegato che cos’è per lui la felicità, e cioè l’accettazione di un continuo altalenarsi di momenti alti e momenti bassi, l’accettazione dell’instabilità della vita, la capacità del saper andare oltre alla staticità e all’apparenza.

Oltre che essere intelligente e bravo, ammettiamolo, Richard Gere, che ha ben 68 anni, è ancora bello e affascinante. E chissà che Norman non gli porti un meritato Oscar, come gli augura la critica americana e come speriamo anche noi. D’altronde lo spera anche lui. Il motivo? Poter produrre e recitare in film indipendenti. 

Photo Credits: Lucky Red