Finalmente è arrivato al cinema l’adattamento Disney del racconto Lo schiaccianoci e il re dei topi di E.T.A. Hoffman e del celebre balletto di Čajkovskij

Le favole sono tornate, così come la magia che Lo schiccianoci e i quattro regni porta con sè.
Favole catapultate nel fantasy, come ai tempi di Alice In wonderland di Tim Burton, mondi irreali che cercano di raccontare il mondo reale, quello a lui opposto. Mondi che si intersecano e danno vita a nuove consapevolezze, a un nuovo livello di conoscenza di se stessi e del mondo circostante.
Lo schiaccianoci e i quattro regni si discosta un po’ dalla classica versione del racconto di E.T.A.  Hoffman e dal balletto di Čajkovskij, concentrandosi maggiormente sul personaggio di Clara.

Tutto quello che Clara (interpretata da Mackenzie Foy) desidera è solo una chiave che è unica nel suo genere e le consetirebbe di aprire e scoprire il dono inestimabile che madre ha pensato di regalarle per Natale prima di morire. La sera della Vigilia, Clara, insieme ai suoi due fratelli e al padre, si reca ad una festa e il suo padrino Drosselmeyer (Morgan Freeman) la conduce, tramite un filo d’oro, verso la chiave. La ragazzina, seguendo il filo, si trova catapultata in un mondo strano e parallelo. In questo mondo incontra un soldato di nome Philip (Jayden Fowora-Knight), una banda di topi e i reggenti che governano i tre regni, ovvero la Terra dei Fiocchi di Neve, la Terra dei Fiori e la Terra dei Dolci. Per recuperare la chiave perduta, Clara e Philip devono avventurarsi nel Quarto Regno, quello in cui vive Madre Cicogna, una terra ormai desolata e misteriosa.

La prima cosa che sicuramente colpisce alla visione di Lo schiaccianoci e i quattro regni è l’imponente scenografia e l’attenzione ai dettagli che riguardano trucco e parrucco dei personaggi. Cura e dedizione nel creare un’atmosfera a metà tra favola e live action fantasy che possa far catapultare davvero in un altro mondo lo spettatore, grande o piccino che sia. Chi fruisce il film si trova inebriato, abbagliato da così tanta magnificenza scenografica da voler esplorare anche lui tutti e quattro i regni, dal voler sostenere Clara nella sua impresa e consolarla. Una chiara denotazione di consapevolezza dell’irrealtà (che, perchè non potrebbe essere reale?) in cui si trova Clara, anche lei, come lo spettatore, per nulla timorata ed affascinata come quando, tredici anni fa, fummo catapultati in quel di Narnia.
La Disney, che sfrutta il film anche per autocelebrarsi e rievocare il celebre Fantasia del 1940, è riuscita a comporre un film live action leggiadro, includendo anche l’esibizione di un balletto che spiega la storia dei Quattro Regni, senza risultare mai pesante e/o fuori contesto. Forse, i 99 minuti sui quali il film è distribuito risultano insufficienti per raccontare con precisione e in maniera approfondita tutte le vicissitudini di Clara, dello Schiaccianoci e i fatti che riguardano la storia dei Quattro Regni: così facendo la narrazione sembra solo correre, invece che danzare, tra un regno e l’altro. A ciò si aggiunge il fatto che, sempre probabilmente per questioni di tempistica, non vi è una caratterizzazione dei personaggi oltre a Clara.
Il film di Lasse Hallström e di Joe Johnston (che ha diretto i 32 giorni di riprese aggiuntive ai quali Hallstrom non poteva essere presente) vola dal un regno all’altro con gran leggerezza, grazie anche (forse, soprattutto) ad una colonna sonora che riprende le musiche del balletto di Čajkovskij, le modifica e le incorpora (grazie al lavoro di James Newton Howard), senza discostarsi troppo dal soggetto originale e senza risultare pesante e fuori contesto.