Un gradito ospite del nostro portale vi parlerà della pellicola Dickens – L’Uomo che inventò il Natale. Abbiamo chiesto a Laura Bartoli, che ha tradotto diverse opere di Dickens, di recensire per noi il film che vede protagonista Dan Stevens: chi meglio di lei potrebbe parlarci di Charles Dickens, suo punto di riferimento nel mondo della comunicazione, del passato e del presente? Seguitela sul suo blog: Laura Bartoli – Storie di Marketing.

Ostinato, fiero, lunatico, geniale: un Charles Dickens più autentico che mai approda sul grande schermo con Dickens – L’uomo che inventò il Natale , al cinema dal 21 dicembre distribuito in Italia da Notorious Pictures.

Nell’immaginario collettivo Charles Dickens era un tipo austero, seduto alla scrivania con aria pensosa e la barba lunga. Ma la realtà è che il volto dietro a molte delle sue opere più famose come Oliver Twist e Un canto di Natale era quello di un giovane Charles, un ragazzo affascinante, ironico e pieno di energia che Dan Stevens interpreta con freschezza e personalità. Giusto per puntualizzare, Dickens era affascinante ma forse non così affascinante. Non aveva gli occhi azzurri né i denti così bianchi (un marchio americano di dentifricio sbiancante millantò più o meno ironicamente in una delle sue pubblicità che probabilmente “il Sig. Dickens non faceva uso dei suoi prodotti”). Ma non importa, l’essenza di Dickens c’è.

Nella sua testa, Dickens vive sull’orlo di un precipizio: la sua vita si erge sul precario equilibrio tra il successo e il terrore del fallimento. E il film è costruito in bilico tra passato e futuro. L’incubo della Warren’s Blacking Factory, la fabbrica di lucido da scarpe in cui fu costretto a lavorare da bambino per contribuire a salvare il padre dai debiti, lo perseguitò fino alla morte. Un posto terribile, putrido e infestato dai ratti che inflisse il colpo finale alle sue ambizioni offrendogli una postazione proprio accanto alla finestra, per renderlo vittima non solo di un destino beffardo ma anche dello sguardo inquisitorio di tutti i passanti. Di questa tragedia il film decide di fornire un’interpretazione diversa, per certi versi più drammatica e per altri meno, che raffigura un Dickens fin troppo ancorato al passato per essere in grado – almeno fino al climax finale – di slanciarsi verso il futuro.

Occorre ammettere che Dickens – L’uomo che inventò il Natale è un film che divide. Per quelli che, per pigrizia o semplicemente per inclinazione personale, preferiscono fermarsi a un livello più superficiale, il biopic di Bharat Nalluri è un prodotto che ricerca invano un onesto compromesso tra intrattenimento per grandi e piccini. A chi invece vuole leggere tra le righe della storia si apre l’orizzonte dell’ imponente lavoro di ricerca che la sceneggiatura porta con sé. Centoquattro minuti traboccanti di riferimenti a tutto ciò che è l’universo dickensiano nelle sue sfumature più variopinte: il complesso rapporto di Dickens con gli americani, la maledizione di un padre scialacquatore, l’ossessione per il denaro, le camminate notturne, l’amicizia con John Forster, l’ombra di un’infanzia celata, i debiti, gli abiti eccentrici, la determinazione, la follia. C’è tutto.

 

È un film che non parla del Natale, ma dell’essenza del Natale. E in fondo è proprio questo che Dickens è riuscito a fare. Perchè, badate bene, Dickens non inventò il Natale. Scambiarsi regali e addobbare la casa con piante e fiori erano tradizioni già ricorrenti nei decenni precedenti all’esordio di Dickens, come pure la strategia commerciale di pubblicare nuovi romanzi sotto le feste. Dickens inventò un nuovo codice del Natale, quello che ancora oggi ci spinge ad essere un po’ più buoni nella speranza di trovare un bel regalo sotto l’albero (che, fra l’altro, divenne in voga in Inghilterra giusto qualche anno prima della pubblicazione di Un canto di Natale), invece di un pezzetto di carbone, come quello che la Bleeker Street ha inviato a tutti i critici che hanno deciso di massacrare il film con recensioni del genere che sarebbe tanto piaciuto a Thackeray.

Proprio come nella novella di Dickens, in una parabola in cui l’immaginario si intreccia col reale, Dickens – L’uomo che inventò il Natale ci regala un viaggio nel tempo e nello spazio che ci lascia con una riflessione: e se in fondo in tutti noi ci fosse un po’ del vecchio Scrooge?

 

Photo Credits: Notorious Pictures