Promossa dal Comune di Milano e dalla sua direzione dei Musei Storici, e prodotta e organizzata da Arthemisia Group con la collaborazione del grande artista Manolo Blahník, a Palazzo Morando di Milano dal 29 gennaio fino al 9 aprile 2017 sarà visitale la mostra del più famoso e geniale ideatore di scarpe del nostro secolo, Manolo Blahník, appunto.
L’architettuta incontra l’arte e l’eleganza, passando per la storia e un fascino senza tempo.

L’ARTISTA

Manolo Blahník nasce nel 1942 nelle Isole Canarie da mamma spagnola e padre ceco. Studia diritto internazionale a Ginevra, dove ben presto si scopre molto interessato all’arte e per questa ragione decide di trasferirsi a Parigi dove ne incomincia gli studi, successivamente si reca a Londra dove lavora presso una Famosa boutique e inizia a scrivere per “l’uomo Vogue”, affacciandosi al mondo della moda.
La sua passione lo porterà successivamente ad incontrare la direttrice di “Vogue US” a New York che lo indirizzerà verso il disegno delle calzature. Inizierà così la sua brillante carriera come illustre designer.
Nel 1973 aprirà la sua prima boutique a Chelsea, nel 1974 apparirà sulla copertina “VOGUE UK”; successivamente nel 1979, dato il suo successo, decide di aprire la sua boutique anche a Manhattan (NY).
Nel 2007 verrà decorato dalla regina Elisabetta all’ordine dell’Impero Britannico come designer influente e uomo di maggior successo.
La sua carriera di spicco lo porterà ad essere chiamato da Sofia Coppola per la creazione delle calzature per il film Marie Antoinette e ad ideare e a collaborare con molti stilisti famosi. Le scarpe di Manolo Blahník sono diventate anche famoso in tutto il mondo grazie alla serie tv HBO “Sex and the city“: la sua protagonista, la meravigliosa Carrie Bradshaw interpretata da Sarah Jessica Parker, era pronta a vendere l’anima al diavolo per un paio di “Manolo”.
Nel 2016, dopo 44 di carriera, apre la sua terza boutique a Mayfair.

Dopo qualche cenno storico, che vi aiuterà a comprendere le origini di questo artista, occorre parlare della passione e dell’arte che lo contraddistinguono.
Manolo Blahník disegna tutto quello che gli viene in mente e senza usare mai il computer perché “si fida solo della collaborazione tra occhi e mani…”; ed è, in effetti, quello che emerge dagli 80 bozzetti esposti, una perfetta sincronia tra mente e mano: delle vere e proprie opere d’arte ispirate alla scultura e all’architettura greco-romana, all’Italia dell’epoca Barocca, di cui ama le geometrie, e del Gattopardo di Luchino Visconti, alla Natura di cui ama la perfezione, e anche alle sue muse, una fra tante Paolina Bonaparte.
Il design deve rispecchiare la personalità di chiunque lo ispiri: da Paloma Picasso a Brigitte Bardot, da Alessandro Magno ai grandi romanzi come Anna Karenina; il suo è un estro creativo di grande immensità.

“MANOLO BLAHNÍK. The Art of Shoes” – LA MOSTRA

Il percorso museale, sapientemente organizzato all’interno del Palazzo Morando, la sede deputata alla conservazione e alla valorizzazione del ricchissimo patrimonio di abiti e accessori antichi e moderni del Comune di Milano, si divide in sei sezioni, ogni sezione esamina i temi ricorrenti della carriera di Manolo Blahník.

La prima sezione, la più vasta, è intitolata Core. In essa sono esposte le calzature dedicate a personaggi storici e contemporanei che hanno ispirato o avuto un ruolo dominante nella vita di Blahník (Alessandro Magno e Brigitte Bardot, per citarne alcuni).

La seconda, intitolata Materiali, comprende una selezione di scarpe che sottolineano l’attenzione per il dettaglio elaborato e ricercato, nonchè l’utilizzo di materiali e colori usati con maestria, come un vero scultore/pittore.

L’arte e l’architettura predono vita nella terza sezione: qui le sue creazioni sono ispirate a vere e proprie “costruzioni”.

La quarta sezione, Gala, mostra una selezione delle scarpe più fantasiose dello stilista mettendo in evidenza la sua ironia e creatività: in questa sezione sono presenti le scarpe Marie Antoinette, film del 2006 diretto da Sofia Coppola con Kirsten Dust e Jamie Dornan. La pellicola rilegge in chiave pop la vita di corte di Maria Antonietta, sposa di Luigi XVI, re di Francia. I modelli sono circondati dall’immenso lusso che caratterizzava la corte francese dell’epoca.

Nella quinta sezione, invece, esplode il mondo botanico. Blahník è un amante della natura e lo dimostra sin dalle sue primissime collezioni.

Il percorso termina con l’ultima sezione nella quale vengono esaminate le varie influenze geografiche: Spagna, Italia, Africa, Russia, Inghilterra e Giappone.

Un tuffo nell’eleganza e nel glamour in cui si può notare che Manolo Blahník è sempre alla ricerca della perfezione e della particolarità dei materiali che utilizza per le sue calzature. Degne di nota sono le stoffe e le pelli molto pregiate che utilizza: tra i suoi preferiti ci sono il satin, il taffetà, il lino e il cashmere.
Durante il percorso, di grande rilevanza sono i video che mostrano l’attività del suo laboratorio.
Osservando ogni singolo modello, si ha la sensazione di non trovarsi davanti ad un singolo paio di scarpe, bensì di fronte ad una vera e propria opera d’arte unica nel suo genere.

“La scarpa di Manolo porta in sé le sue emozioni, le sue passioni per il cinema, l’arte e la letteratura: il suo amore per la vita.” Cristina Carrillo de Albornoz, curatrice della mostra.

 

A cura di Lucrezia Ferroglio
Photo Credits: Ferroglio Foto Torino