Intrighi, amori, giochi di potere: alla corte de’ Medici tutto può accadere.
Ecco la nostra recensione sui primi episodi della nuova serie di Rai Uno.

L’intento è nobile: cercare di cambiare il volto della televisione italiana, svecchiandola e spogliandola di quella mediocrità e buonismo che da sempre la contraddistinguono per competere con produzioni colossali d’oltreoceano. Grande attesa, quindi, per questa nuova serie tv Medici – Masters of Florence targata Rai Uno. I requisiti per rendere l’impresa una “mission possible” c’erano tutti: un cast d’eccezione, una trama romanzata, una città d’arte e un periodo storico di tutto rispetto, il Rinascimento. Ma una volta terminata la sigla d’apertura, l’esperimento avrà funzionato?
 
L’inizio non è dei migliori: come una tragedia greca che si rispetti, il ricco banchiere Giovanni de’ Medici muore improvvisamente dopo aver mangiato dell’uva avvelenata. E’ un falso storico, utile ai fini della narrazione per giustificare gli intrighi, i colpi di scena e i misteri che ne seguiranno. Già visto.
La storia viaggia, allora, su due binari paralleli: da un lato, grazie all’uso di frequenti flashback, scopriamo come l’anziano capofamiglia, interpretato da Dustin Hoffman, sia riuscito a raggiungere un alto livello di autorità politica nel panorama italiano, stringendo una preziosa alleanza con il Papa. Dall’altro, invece, seguiamo le vicende di suo figlio Cosimo (Richard Madden), chiamato a succedergli al comando della Signoria. Insieme al fratello Lorenzo, Cosimo si metterà alla ricerca dell’assassino del padre e dovrà fare i conti con l’astio dei nobili della città, capitanati da Rinaldi degli Abizzi, oltre che con le truppe milanesi che hanno invaso la vicina Lucca. Cosimo de’ Medici è un grande appassionato d’arte: costretto a rinunciare al proprio sogno di diventare un pittore per dedicarsi al commercio, decide di affidare a Brunelleschi la costruzione della cupola della Cattedrale di Santa Maria del Fiore. Il resto è storia. 
 
Frank Spotniz, showrunner della nuova serie, a tal proposito: “Ci siamo ispirati a Il Padrino e Amadeus, ci siamo presi libertà, licenze, che ci servono a capire meglio i Medici. La storia non è un registro perfetto” ha spiegato. I richiami al capolavoro di Coppola, in effetti, sono molti, come dimostra la scelta di raccontare parallelamente le vicende di padre e figlio, espediente che reggeva anche il secondo episodio della saga tratta da Mario Puzo. I punti di riferimento principali, comunque, restano le grandi serie americane, in primis House of Cards, con la quale Medici: Masters of Florence condivide l’ingrediente “political thriller”.
 
All’altezza della produzione è anche il cast: Richard Madden risulta essere un protagonista imponente, da quanto visto nei primi due episodi e, complici anche i suoi algidi occhi celesti, riesce a reggere sulle proprie spalle il peso dell’intera serie e a rendere credibile sullo schermo il passaggio da giovane sognatore a uomo astuto e ambizioso (anche ferito). Se la cavano molto bene anche i coprotagonisti Stuart Martin, Annabel Scholey e gli italiani Alessandro Preziosi e Miriam Leone. Ci soffermiamo proprio su Alessandro Preziosi che, vista la sua grande esperienza in teatro, regala al suo personaggio, il Maestro Brunelleschi, un ampio respiro artistico. 
 
Una buona regia e un’ottima fotografia riempiono il quadro che finora abbiamo cercato di restituirvi. Qualche lacuna, invece, si denota sia nella sceneggiatura che nella trama. Il regista, Sergio Mimica Gezzan, e ideatore, Frank Spotnitz, però, utilizzano con destrezza citazioni ed elementi del periodo rinascimentale ed è a quel punto che lo spettatore, in particolar modo l’italiano amante del patrimonio artistico di “casa sua”, viene incantato dalla riproduzione della Pietà di Michelangelo resa dalla fusione dei corpi di Cosimo (Richard Madden) e Bianca (Miriam Leone) in una magnifica scena d’amore. Non solo, sono molti i motti di machiavellica memoria pronunciati da Cosimo e Lorenzo de’ Medici durante queste prime due puntate.
 
IL RINASCIMENTO IN TV 
 
Medici: Master of Florence è un manifesto d’amore, una profonda venerazione del nostro patrimonio culturale. Il regista, Sergio Mimica Gezzan, consapevole del fatto che poter girare delle scene all’interno del Palazzo Vecchio o del Duomo di Firenze sia un evento più unico che raro, regala al pubblico delle inquadrature che sono delle vere e proprie dichiarazioni d’amore all’Italia del Rinascimento. 
 
Ci aspettiamo molto da questa serie e siamo in attesa delle prossime puntate per capire se la trama riuscirà a decollare definitivamente. Ad oggi, comunque, il nostro riscontro è positivo. Riconosciamo, infatti, grandi meriti: l’esser riusciti a scardinare il tabù dell’omosessualità in prima serata nella sempre censuratissima Mamma Rai, l’aver reso, almeno per una sera, la “cupola autoportante” principale argomento di discussione sul web e l’aver superato gli ascolti di una partita di Champions League in chiaro, queste si possono considerare già delle grandi vittorie.  
“La porti un bacione a Firenze”… 

Photo Credits: Rai Uno – Medici: Masters of Florence