Partecipare al Salone Internazionale del Libro di Torino è ogni anno un’esperienza nuova, indimenticabile. Aggirarsi tra stand e padiglioni, circondata da chi i libri li scrive, li pubblica, li legge, ha qualcosa di trascendentale, oserei dire.

Quest’edizione, che ho vissuto molto più rispetto alla precedente, ha riservato sorprese piacevoli (ma non solo). La vastità della location, in grado di ospitare centinaia di editori, permette – almeno una volta all’anno – di accantonare le solite letture mainstream in favore di titoli di nicchia, perle rare nel mercato editoriale contemporaneo.

Il programma, fittissimo, ha ospitato molteplici personalità del mondo culturale italiano e internazionale: Daniel Pennac, Stefano Benni, Roberto Saviano, Miriam Toews e molti altri.

Tra gli eventi che più hanno fatto breccia, sicuramente va menzionato quello dedicato al più grande scrittore americano contemporaneo: Philip Roth a confronto con David Forster Wallace. I due autori, stimati oramai dal grande pubblico in maniera quasi incondizionata, hanno avuto dei “cavalieri” d’eccezione: Francesco Piccolo da una parte, Sandro Veronesi dall’altra. Due volti italiani che non avevo mai incontrato, se non nelle pagine dei loro libri, che hanno regalato al pubblico momenti di estrema piacevolezza, all’insegna dell’aneddoto dotto e della passione per la letteratura.

Gli editori, piccoli e grandi, si sono rivelati più che disponibili a dare informazioni sul proprio catalogo, a informare il pubblico sugli eventi coi propri autori, mostrando uno staff competente e cordiale. Meno cordiali sono stati i prezzi, però, poiché in pochi stand è stato possibile. Molti editori hanno preferito mantenere invariati i prezzi di copertina, alcuni però hanno permesso ai lettori più compulsivi – come la sottoscritta – di comprare più libri ad un costo ridotto.

Come tutti i grandi eventi, è chiaro che anche il Salone ha presentato delle problematiche, dalle file interminabili per un firma copie al sopracitato sovraffollamento delle sale congresso adibite agli incontri con gli ospiti. Resta comunque una realtà importantissima del nostro Paese, che dimostra quanto duramente il mercato editoriale non si pieghi alle statistiche spesso desolanti.

COMPLIMENTI TORINO!

Esiste un posto che mi piace, si chiama mondo! #SalTo 30

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A cura di Giovanna Nappi
Photo Credits: Salone del Libro Torino