Da un fatto di cronaca ad una black comedy di ottima fattura.

Metti la nonna in freezer.
Non è un consiglio (non fatelo) ma è il titolo del film che declina un caso di cronaca nera in una black comedy.
“Sì, ma sarà la solita commediola italiana, giusto per farci fare due risate”.
E invece no, perché con Metti una nonna in freezer si ride davvero, lo si apprezza per davvero e si riflette per davvero.

Simone Recchi (Fabio De Luigi) è un finanziere incorruttibile, che vive di solo lavoro, e che, per un caso fortuito, si innamora subito di Claudia (Miriam Leone), una giovane restauratrice che si trova a dover vivere e a mantenere le sue due colleghe (Lucia Ocone e Marina Rocco) con la pensione della nonna e con lo Stato che non le versa quanto le spetta.
Ma, la nonna muore improvvisamente e, per evitare il fallimento, Claudia, con la complicità delle sue due amiche e colleghe, pianifica una truffa per continuare ad incassare la pensione, che si rivelerà più complicata del previsto.

 

Metti la nonna in freezer non parte subito in quinta e necessita di una trentina di minuti per ingranare tutte la marce; eppure, riesce ad essere sempre brillante e vivace.
I registi Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi si affiancano ad uno stile più americano, con una visuale da Blake Edwards e uno humor da fratelli Coen e riescono a tenersi alla larga dal buco nero e generalista della commedia italiana odierna.
Fontana e Stasi sono due giovani registi materani alla loro opera seconda, con un passato nella televisione e nell’ambito dei media non lineari (realizzatori dello spoof trailer satirico Inception_Berlusconi, si sono occupati della realizzazione di una serie di promo per X Factor e hanno collaborato ad Un Due Tre Stella di Sabina Guzzanti).

Il cast è affiatato e complice, i ruoli sono insoliti per gli attori protagonisti e complementari che già conosciamo; ma la vera sorpresa è Miriam Leone, che ben veste un personaggio brillante e sfaccettato per tutto il film.
Persino De Luigi lo si vede diverso: il suo è un ruolo emotivamente tormentato, un personaggio che vorrebbe vivere solo per scovare i disonesti per evitare di fare i conti con il suo io e per non dover mai più scegliere tra la legge e l’amore.
Un film diretto da quattro giovani mani e sceneggiato da due mani con qualche anno in più, quelle di Fabio Bonifacci: il suo lavoro è brillante, il ritmo diventa sempre più serrato e non per questo meno godibile, anzi, contraddistinto da uno humor pungente e con un’amarezza di fondo, perché “è difficile essere onesti da soli”, e con l’aggiunta di un montaggio che consente fluidità tra le scene.

Prodotto dalla Indigo Film, Metti la nonna in freezer è l’esplicita volontà di indagare un altro tipo di cinema, un altro tipo di commedia, con il solo fine di intrattenere lo spettatore fino all’ultimo.
Una sfida di genere che vince il genere stesso, abbattendo i muri dei limiti consuetudinari.