Michelangelo – InfinitoAL CINEMA IN ITALIA DAL 27 SETTEMBRE AL 3 OTTOBRE 

Dopo lo straordinario successo di “Caravaggio – l’Anima e il Sangue” e “Raffaello – Il Principe delle Arti”, sul grande schermo sta per arrivare un’altra grande produzione cinematografica riservata all’arte e ai suoi protagonisti: “Michelangelo – Infinito”, il nuovo film dedicato al genio di Michelangelo Buonarroti e alle sue opere che vi aspetterà al cinema dal 27 settembre al 3 ottobre, per poi arrivare su Skynel corso dei primi mesi del 2019.

Il film, come recita il sito ufficiale, “traccia un ritratto avvincente e di forte impatto emotivo e visivo dell’uomo e dell’artista Michelangelo, da una parte schivo e inquieto, capace di forti contrasti e passioni, ma anche di grande coraggio nel sostenere le proprie convinzioni e ideologie, di pari passo con il racconto cinematografico della sua vasta produzione artistica, tra scultura, pittura e disegni, con spettacolari riprese in ultra definizione (4K HDR) e da punti di vista inediti ed esclusivi, cui si aggiungono ricostruzioni sorprendenti attraverso evoluti e sofisticati effetti digitali”.

La pietra è come la vita. Può assecondarti, può respingerti o può ribellarsi.

Lo diceva lo stesso Michelangelo e il docufilm di Emanuele Imbucci non fa che impossessarsi di questa frase trasmutandola in un personaggio, nell’omonimo protagonista, che tra polvere, acqua e umidità è pronto a parlarci e a narrarci la sua vita.

Il suo volto è quello di Eugenio Lo Verso, che riesce a mutare espressione, tono di voce e muoversi in modo così naturale e sentito che impedisce ogni confusione sulle diverse volte che ci appare sullo schermo, trasformando il suggestivo ambiente che domina in un palcoscenico teatrale. Con i capelli grigi e la barba incolta o con un pelo marrone e più curato nelle scene che lo impegnano nella ricostruzione storica di fatti documentati, l’attore si cala nei panni dell’artista in modo tanto veritiero che ci si stupisce quando durante i titoli di coda ci sarà ricordato il suo vero aspetto. E, nel farlo, si terrà ben lontano dal guardarci se non quando affronterà il tema che più ha consumato la sua vita: l’ambizione.

Opposto a lui, ma solo per empatia e portamento, c’è il Giorgio Vasaridi Ivano Marescotti: una figura serafica, piacevole, che non interrompe per un attimo il contatto visivo con lo spettatore, sfondando la quarta parete tanto temuta dal pubblico, soggiogandolo con profondi occhi e infine conquistandolo leggendo quanto scritto anni e anni or sono, con un italiano pulito e aulico.

Tra loro, gli unici personaggi che interrompono prepotentemente il racconto sono le opere d’arte di Michelangelo: dalle atletiche sculture ai dipinti quasi tridimensionali.

Guardando il film non è ben chiaro se ci sia più ansia nell’aspettarsi di vedere le scene che per la prima volta ci illustrano così accuratamente com’è stata scolpita o dipinta l’opera o il momento in cui essa, sopravvissuta alla storia, ci viene mostrata. Certa, però, è l’ottima selezione compiuta nel ricco listino di Michelangelo: tra lo stupore e la meraviglia che le opere più note dell’artista suscitano c’è anche la curiosità più che soddisfatta di scoprire novità e aneddoti riguardanti il celebre protagonista. Non si è mai visto, così, il mitico David, la strabiliante Cappella Sistina o i dipinti meno noti e i frettolosi disegni dell’artista, fatti sulle pareti di stanze nascoste.

Persino chi non ama il personaggio o, ben peggio, l’arte non potrà che restare colpito da tanta bellezza e dispiacersi quanto si chiuderà il sipario sull’ultima immagine del maestro. Dopotutto, il film non poteva esser infinito come il talento dello stesso Michelangelo o la cura impiegata per realizzare questo suo ritratto cinematografico.