Vincitore del Golden Globe per il Miglior film drammatico e applaudito dalla critica di tutto il mondo, Moonlight racconta l’infanzia, l’adolescenza e l’età adulta di Chiron, un ragazzo di colore cresciuto nei sobborghi difficili di Miami, che cerca faticosamente di trovare il suo posto del mondo. Un film intimo e poetico sull’identità, la famiglia, l’amicizia e l’amore, animato dall’interpretazione corale di un meraviglioso cast di attori. Lo abbiamo visto in anteprima stampa ed ecco cosa ne pensa la nostra Giovanna Nappi.

Nei cinema italiani dal 16 febbraio 2017, Moonlight è l’ultimo capolavoro di Barry Jenkins, che si è aggiudicato ben a 8 nomination ai prossimi premi Oscar®.

Jenkins racconta la storia di Chiron, giovane afroamericano di Miami, che si trova a vivere all’interno di quel comprensorio di case popolari rappresentato dal quartiere di Liberty Square. Il protagonista di Moonlight attraversa le fasi più importanti della sua vita: quella dell’infanzia, quella dell’adolescenza e infine quella dell’età adulta. Per ciascun capitolo, i panni di Chiron sono rivestiti da tre attori diversi, rispettivamente Alex Hibbert nei panni di “Little”, Ashton Sanders nei panni di Chiron, Trevante Rhodes nei panni di “Black”.

Sin da subito, il protagonista viene presentato in tutta la sua fragilità, non solo fisica – il suo soprannome non a caso è Little – ma soprattutto psicologica. La sua vita all’interno di un quartiere difficile lo porta a scoprire i problemi legati alla droga e a confrontarsi con una comunità scontrosa e violenta. Nascono i primi interrogativi sull’identità, sul ruolo che gli altri impongono e sul traumatico percorso che conduce alla consapevolizzazione di sé. È in questo primo capitolo che Chiron si imbatte in Juan, interpretato dal già noto Mahershala Ali, uomo che rappresenterà per quel bambino la figura di un padre, di un mentore, candidato dalla Academy nella categoria miglior attore non protagonista. È lui a raccontargli un vecchio episodio in cui una donna gli disse che, al chiaro di luna – moonlight, appunto – i neri sembrano blu. «Quindi ti chiami Blue?», gli chiede il bambino. «No».

Il tema dell’identità è sempre preponderante, ed emerge con più forza nel secondo capitolo: Chiron è un adolescente e scopre il sesso e l’attrazione per un altro ragazzo, Kevin, suo amico da sempre. Scopre la difficoltà del ritrovarsi ancora e ancora sotto il mirino dei più forti, scopre le armi della ribellione e della vendetta.

Le scelte che si compiono in gioventù influenzeranno inevitabilmente il futuro. Black ne sa qualcosa: è un uomo cresciuto, maturato, ma conserva dentro di sé i turbamenti mai risolti di una vita trascorsa dimenticando i propri istinti e le proprie debolezze. In una scena a dir poco poetica, sul finale Chiron sceglie di affrontare quei fantasmi che tanto lo tormentano. L’intera pellicola racchiude una poesia e una delicatezza meravigliose, e Jenkins dimostra quanto non sia necessario ostentare per raccontare i sentimenti umani. Moonlight non oltrepassa mai quel limite, rispetta l’insicurezza e la descrive con grazia.

Poster Ufficiale di Moonlight - Dal 16 Febbraio al Cinema - Photo: Lucky Red

 

A cura di Giovanna Nappi
Photo e Video Credits: Lucky Red