Come anticipatovi abbiamo avuto la possibilità di partecipare alla mostra dedicata a Marilyn Monroe. “La donna oltre il mito e ringraziamo la Fondazione Torino Musei che ci ha permesso di accedere alla Press Area.

La location è di tutto rispetto: il Palazzo Madama, situato in Piazza Castello, nel pieno cuore di Torino, vanta una storia secolare e gloriosa, ed è uno degli edifici più rappresentativi del Piemonte, se non di tutta l’Italia. Il sito architettonico è oggi patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, ed è sede del Museo civico di arte antica.
Ma veniamo alla mostra che, come già da noi descritto il 1 giugno, documenta la vita della celebre attrice attraverso l’esposizione di 150 oggetti personali, molti dei quali provenienti dalla sua casa di 5th Helena Drive in Brentwood, California, lasciati al suo maestro di recitazione e mentore Lee Strasberg. Potrete vedere vestiti, accessori, oggetti personali, articoli di bellezza, documenti, lettere, appunti su quaderni, contratti cinematografici, oggetti di scena e spezzoni di film.La mostra è stata allestita con eleganza e risulta armoniosa in tutte le sue parti. Abbiamo notato con piacere che all’ingresso è possibile acquistare dei gadgets tra i quali il libro dedicato alla mostra stessa ad un prezzo piuttosto accessibile.
Una volta entrati il primo oggetto esposto, luminoso ed incantevole, è il paio di scarpe rosse, le famosissime “Pumps rosse” di Salvatore Ferragamo. Le abbiamo fotografate per voi:

Proseguendo si ha l’emozionante possibilità di esaminare oggetti che potremmo descrivere “della vita quotidiana”, di una donna/diva, ma dietro lo specchio. Ne abbiamo fotografati per voi alcuni:

Toccante anche la musica in sottofondo, soft e delicata, che riprende alcune delle principali canzoni (Diamonds are a girl best friends – Happy Birthday Mr President). Come già detto all’inizio, a rendere magica la mostra è la location storica, tra le rovine del Palazzo Madama, e ciò conferisce all’esposizione una solennità ed un’imponenza degne del personaggio. Rispetto all’ingresso, sulla sinistra, è stato allestito anche un proiettore che trasmette le scene dei film cult della carriera di Marilyn.

La Morte di Marilyn Monroe

 

Marilyn Monroe è stata trovata morta nella camera da letto della sua casa di Brentwood, a Los Angeles, il 5 agosto 1962, all’età di trentasei anni. Il cadavere di Marilyn, che era privo di vestiti e con in mano la cornetta del telefono, fu scoperto da Ralph Greenson, che era stato urgentemente chiamato alle 3.30 dalla governante dell’attrice, Eunice Murray, che si era preoccupata perché non riusciva a entrare nella camera di Marilyn. La porta era chiusa da dentro e, nonostante vedesse la luce accesa, non sentiva alcun rumore e nessuno rispondeva alle sue domande. La chiamata alla polizia per denunciare il fatto è pervenuta alle 4:25 ora locale, come da successivi accertamenti telefonici. Alcuni biografi ritengono però che siano trascorse cinque ore dal momento del decesso a quando vennero avvisate le autorità; in questo lasso di tempo, Marilyn sarebbe stata portata al Saint John’s Health Center di Santa Monica, ma l’ospedale rifiutò di accettare il caso per l’eccessiva notorietà della vittima. Un’indagine formale nel 1982 del procuratore generale della contea di Los Angeles si concluse senza nessuna credibile evidenza di un complotto. Secondo il dottor Thomas Noguchi, che eseguì l’autopsia, la morte di Marilyn era con “alta probabilità” un suicidio, dovuta a un’overdose di barbiturici. Nel corpo dell’attrice trovò 8 milligrammi di idrato di cloralio e 4,5 milligrammi di Pentobarbital per 100 millilitri di sangue. L’incerta ricostruzione degli eventi di quella notte, la presenza non confermata di Bob Kennedy nella casa dell’attrice la sera prima della sua morte e alcune incongruenze nelle dichiarazioni dei testimoni e nel referto autoptico hanno dato adito a molteplici interpretazioni sugli eventi di quella notte e sulle cause della scomparsa dell’attrice. Tra le varie versioni formulate, venne ipotizzata la complicità dei Kennedy, che vedevano in Monroe, che si era detta pronta a confessare le loro relazioni con lei, una minaccia per la loro carriera politica oppure una vendetta della mafia americana nei confronti della famiglia Kennedy per alcune promesse fatte in campagna elettorale e non mantenute.

Il loculo di Marilyn Monroe si trova presso il Westwood Village Memorial Park Cemetery. Joe DiMaggio organizzò, insieme a Inez Melson, amministratrice dei beni di Marilyn e tutrice della madre dell’attrice, il funerale, occupandosi delle spese; la cerimonia si tenne al Westwood Memorial Park l’8 agosto 1962. Tra le 31 persone tra parenti e amici che presenziarono al funerale, vi furono Robert Slatzer (a cui non fu concesso vederne la salma), Greenson con la famiglia, Murray e Newcomb, che però stavano in disparte; non furono presenti invece Dougherty e Miller, gli altri ex-mariti. La madre Gladys, già colpita dalla schizofrenia, malattia che la rese incapace di ricordare la figlia, non prese parte al funerale. La cerimonia venne celebrata da A.J. Soldancon, con le note di Over the Rainbow. Joe Di Maggio, nei primi tempi dopo la morte di Marilyn, portò personalmente una volta a settimana un mazzo di rose rosse sulla tomba dell’attrice; in seguito, sino al 1982 li fece recapitare da un fioraio, ma solo in ricorrenza del compleanno. Diversamente farà Slatzer che deporrà per tutta la vita delle rose bianche sulla tomba. Molti anni dopo, nel 1999, vennero recuperati dagli archivi della Fox gli oltre 500 minuti di girato per quella che avrebbe dovuto essere la versione originale del lungometraggio, ovverosia l’ultimo film con Marilyn Monroe, anche se incompiuto. Le bobine originali vennero opportunamente visionate e restaurate, per poi confluire in un inedito montaggio di 37 minuti, uscito su VHS: uno straordinario documento che raccoglie quelle che restano in assoluto tra le più belle immagini di Marilyn.

Concludiamo senza fornire ulteriori informazioni perchè dal nostro punto di vista è opportuno visitarla ed apprezzarla dal vivo. Marilyn rimane un mito assoluto, avvolto dal mistero e dalla vulnerabilità.