IL MIRACOLO: dalla SCRITTURA alla REGIA

Sky ci riprova, dopo il successo di “In Treatment”, ritorna a produrre una serie tv firmata Sky Atlantic in collaborazione con Wildside, Arte e Kwai. Il Miracolo, uscito in prima visione l’8 maggio sul canale Sky Atlantic, si propone di essere un degno erede di quello che fu il successo di “In Treatment”.

Dopo un blitz della polizia all’interno della casa di un mafioso, viene ritrovata una statuetta della Madonna che inspiegabilmente piange litri di sangue. La potenza dell’enigma farà impazzire e deragliare le vite di tutti coloro che vi entreranno in contatto.

Il Miracolo nasce dalla mente di Niccolò Ammaniti, vincitore del premio Strega nel 2007 per “Come Dio comanda”, il quale si trova ora alla regia di un prodotto azzardato che mette moltissima carne sul fuoco. La serie, divisa in otto episodi, narra di come la statua piangente influenzi la vita del primo ministro italiano: Fabrizio Pietromarchi, interpretato dall’affascinante “uomo di ghiaccio” Guido Caprino visto nelle serie tv 1992, 1993 e nel film candidato a dieci David di Donatello: “Fai bei sogni”, al fianco di Valerio Mastandrea. Il premier però, come ogni uomo politico, passa la maggior parte del tempo fuori casa trascurando così la famiglia, in particolare la moglie, Sole, interpretata da Elena Lietti (già vista ne “La pazza gioia” di Virzì), che dovrà occuparsi di una baby-sitter decisamente bigotta. Fabrizio per risolvere il segreto nazionale convoca un prete, Don Marcello, il cui volto è offerto da Tommaso Ragno (visto recentemente nella fiction targata Rai Uno: “Fabrizio de Andrè – Principe Libero”).

Don Marcello è senza dubbio uno dei personaggi meglio strutturati, portatore di una fenomenologia che fa discutere ancora oggi tutta l’Italia, ovvero la condotta immorale dei preti che giocano d’azzardo e si abbandonano alla carnalità sessuale piuttosto che alla spiritualità di Cristo. Ma quando Marcello si troverà davanti al miracolo sarà l’inizio di una redenzione della sua crisi spirituale. Dietro ogni situazione inspiegabile non può non esserci la mano della scienza, in particolare quella della biologa Sandra Roversi, interpretata dalla già conosciutissima e amata Alba Rohrwacher. Dopo numerose analisi, Sandra si convince della natura miracolosa del sangue e lo somministra alla madre paralizzata con la speranza di una “resurrezione”.

Il Miracolo è un prodotto pretenzioso che mette in scena numerose tematiche scabrose tra cui la contrapposizione tra fede e scienza, la reazioni dei credenti e non davanti ai miracoli, il gioco d’azzardo, la pornografia, l’ateismo e la condotta ragguardevole dei preti (argomento che ad oggi in Italia è ancora molto nascosto soprattutto negli ambienti cinematografici vicini alla Chiesa). Ammaniti, che ha presentato la serie al Salone Internazionale del Libro di Torino, dunque, osa e anche tanto offrendo un prodotto che vuole riprendere lo stile dei tableaux vivants nel “The Young Pope” di Sorrentino ma che riesce a trovare una propria cifra stilistica, cadendo poche volte nei cliché. Nota di merito anche alla musica che omaggia i grandi successi italiani, l’esempio più lampante è “Il mondo” di Jimmy Fontana che dà azione alla sigla. Il risultato è quindi un prodotto originale, inquietante ma riflessivo disturbante ma elegante che merita di essere visto, insomma, un vero e proprio “miracolo” di Sky.  

La posta in gioco è alta, riuscirà questa nuova serie ad essere il “miracolo italiano”? Noi crediamo di sì, per ora l’invito è martedì 15 maggio per i prossimi due episodi su Sky Atlantic.