Si è tenuta oggi a Roma la conferenza stampa di Dove non ho mai abitato di Paolo Franchi, distribuito da Lucky Red. Oggi in sala presenti il regista e gli attori Fabrizio Gifuni, Isabella Briganti e Fausto Cabra. Ecco le dichiarazioni.

Francesca (Emmanuelle Devos) ha cinquant’anni ed è l’unica figlia di Manfredi (Giulio Brogi), un famoso architetto che, dopo la morte della moglie, si è trasferito a Torino e che lei va a trovare solo in rare occasioni. Francesca vive a Parigi con suo marito Benoit (Hippolyte Girardot), un ricco finanziere e con la figlia ormai adolescente. Un giorno il padre è vittima di un infortunio domestico e chiede alla figlia, anche lei laureata in architettura, di fare le sue veci nel progetto di una villa insieme al suo collaboratore di fiducia, Massimo (Fabrizio Gifuni), uomo che ha dedicato tutta la sua vita alla carriera. Dopo un iniziale astio tra i due, nascerà grande sintonia sul piano professionale e non solo… forse, per la prima volta, Francesca e Massimo faranno i conti con se stessi e con la propria vita.

In sala sono presenti il regista Paolo Franchi, gli attori Fabrizio Gifuni, Isabella Briganti e Fausto Cabra e non manca nemmeno il produttore, Agostino Saccà. E’ vero che qualche volta le conferenze stampa possono risultare noiose, ma non è certo il caso di quella avvenuta oggi alla Casa del cinema, grazie al carattere “da rompiscatole”di Franchi,  parole sue. Franchi è schietto, sincero, non risparmia niente e nessuno. Racconta di avere avuto un pessimo rapporto col suo precedente produttore, Valerio De Paolis, di non sopportare gli attori intellettuali e di essere molto, ma molto esigente sul set. Dove non ho mai abitato è ricco di ispirazioni letterarie e cinematografiche, che spaziano da Cechov, al cinema americano degli anni ’60 e quello francese degli anni ’80; lo definisce “un film in costume ambientato nel contemporaneo.”

Con questa pellicola Franchi ha voluto scostarsi nettamente dai precedenti “Nessuna qualità agli eroi” e soprattutto da “E la chiamano estate”. Dove non ho mai abitato è un’opera sentimentale che scava nell’intelligenza e racconta in maniera straordinaria la solitudine dell’uomo contemporaneo e l’impotenza della borghesia, motivi che hanno convinto Agostino Saccà a produrre il film e Gifuni ad accettare subito il ruolo, nonostante il difficile lavoro di sottrazione che ha dovuto affrontare. “Qui mi sono concentrato su un lavoro tutto interno, come si dice, in sottrazione, all’insegna del togliere, togliere. Eravamo costretti a restare fermi, una cosa che Emmanuelle ha sofferto all’inizio; diceva che eravamo ‘farfalle inchiodate’ decontestualizzati dallo spazio circostante.”

E a proposito di attori, Franchi spiega che all’inizio aveva pensato a una coppia di quarantenni ma poi ha capito che i conti con se stessi si fanno intorno ai 50 e, dopo aver fatto casting a tutti gli uomini del cinema italiano, ha scelto Gifuni, mentre per le donne ha optato per la francese Emmanuelle Devos, scelta che ha fatto sudare freddo il produttore perché “Franchi e Emmanuelle Devos all’inizio non si erano presi in simpatia”, “ma solo all’inizio”, ribatte il regista. Il film è dedicato al padre ma non c’è alcuna corrispondenza, “mio padre è morto alcuni anni fa e volevo dedicargli il mio film, ma avevamo un rapporto sereno”, dice Franchi.

Si sofferma poi a parlare del mestiere dell’architetto, un elemento simbolico e metaforico, utile a raccontare questa storia su chi costruisce le case per gli altri, ma durante questo processo demolisce la propria. Insomma, in un clima un po’ goliardico ma anche serio si è discusso di “Dove non ho mai abitato”, un film che racconta l’amore, la fragilità, se stessi.

Photo credits: Lucky Red