I volti più amati della musica mondiale si sono stretti attorno alla città di Manchester per dire
no al terrorismo e per ricordare le 22 vittime dell’attacco che lo scorso 22 maggio,
al concerto di Ariana Grande presso l’Arena della città inglese, hanno perso la vita. 

Luogo: Old Trafford Cricket Ground. Uno show di beneficienza voluto proprio dalla popstar americana, un’unica nota, quella dell’amore, un unico messaggio, quello di gioia, un unico obiettivo, abbandonare la paura.

Forse nell’aria c’è ancora un po’ di timore, quel timore vestito d’ansia che si porta dietro l’attentato che ieri ha colpito Londra, nel cuore della sua regale bellezza, proprio sul London Bridge.
La musica come antidoto contro chi vuole spegnere le nostre voci, con la sua potenza spazza via per qualche ora il terrore.

Parte Marcus Mumford e segue la boyband più amata degli anni ’90, i Take That, vestiti di rosa, un po’ attempati, qualche ruga, ma sempre tanta grinta.

Segue un ex Take That, il gigante del pop che negli ultimi anni si è concesso anche qualche nota swing. E’ Robbie Williams a farci scendere la prima lacrima della serata. La sua canzone, Strong, riadattata per Manchester. Il pubblico risponde all’unisono: “We’re strong…” Robbie, visibilmente commosso come non lo si era mai visto, canta la sua canzone forse più conosciuta: guida il coro sulle note di Angels, guardando il cielo. Impossibile trattenere l’emozione.

La regia ci regala i volti degli spettatori: sono teenager, il volto disegnato, le orecchie da coniglio in testa, qualcuno ha l’apparecchio, altri hanno un brufolo in viso. Sono giovani, sono il ritratto di chi si appassiona, ama, canta, balla e non merita di soffrire, merita di godersi un concerto. Non merita la paura di una folle guerra.

Altri artisti si susseguono sul palco: c’è Pharrel Williams, che canta Get Lucky, e una bellissima Miley Cirus, la cui metafomorsi ci piace tantissimo. Anche lei, commossa, abbraccia virtualmente il pubblico e canta le sue hit. Canta anche Niall Horan, ex One Direction, idolo delle folle.

E finalmente c’è spazio per la freschezza ritrovata della protagonista, lei, Ariana Grande. Bella come non mai, accerchiata dal suo corpo di ballo, domina il palcoscenico muovendo i suoi capelli e cercando di padroneggiare la sua voce, anche se l’emozione prende il sopravvento.

È solo un altro assaggio di Ariana, che a sorpresa duetta con i Black Eyed Peas per sostituire la voce della storica componente Fergie, canta Where Is The Love, più significativa che mai.

C’è spazio anche per grandi icone inglesi come David Beckham che invia un videomessaggio al pubblico.
È poi il tempo di una leonessa, Katy Perry, capelli biondo platino e look rinnovato: “L’amore batte l’odio e batte la paura. Toccate la persona che è accanto a voi, entrate in contatto l’uno con l’altro. E ditevi: ti voglio bene”. Canta Part Of Me e Roar.

 

 

È il turno di Justin Bieber che canta Love Yourself e Cold Water gridando con il pubblico “Love! Love! Love! Love!”

Mentre sul maxischermo passano tantissimi videomessaggi, arrivano i Coldplay a riscaldare gli animi, regalando una performance da urlo, piena di ritmo e coriandoli dal cielo.

Ariana torna sul palco, ringrazia i suoi colleghi e conclude con un grande classico. Cantando Somewhere, over the rainbow riesce a stento a trattenere le lacrime e francamente anche noi.

Senza troppa retorica, ci uniamo a questo abbraccio collettivo che ha unito il pubblico di Manchester, del Regno Unito e del mondo intero. Non è certo il clima di una festa, piuttosto quello di una prova da superare. Ma insieme forse è meglio.

#ONELOVEMANCHESTER

A cura di Panetta Roberta
Photo Credits: BBC Music