Peter Rabbit, nuovo lavoro di Will Gluck, è arrivato nelle nostre sale il 22 marzo. Peter Rabbit è l’eroe dispettoso e audace che ha affascinato intere generazioni di lettori, nato dal genio della visionaria autrice londinese Beatrix Potter. Conosciuto anche come Peter Il Coniglio, il morbidissimo animaletto è ora il protagonista di una commedia di ambientazione contemporanea.

I voice talent del film nella sua versione originale sono notevoli: James Corden presta la propria voce a Peter con spirito giocoso e fascino indomito, mentre Margot Robbie, Elizabeth Debicki e Daisy Ridley assumono i ruoli vocali delle tre sorelline, Flopsy, Mopsy e Codatonda. In Italia è il simpaticissimo Nicola Savino a doppiare il protagonista.

“Il nostro obiettivo era fare in modo che i conigli e gli altri personaggi animali sembrassero veri, ma con vestiti ed espressioni suggerite dai libri”, queste le parole di Will Gluck per descrivere il meraviglioso lavoro svolto dall’Animal Logic sulle animazioni e i modelli in CGI dei conigli. E la verità è che Peter Rabbit raggiunge un armonioso equilibrio tra realismo ed espressività.

peter rabbit

Il real target del film non era, però, solo l’aspetto estetico: stando alle parole del regista qui si è cercato di mantenere l’integrità di Peter in riferimento alla sua storia editoriale. Beatrix Potter, autrice ma anche illustratrice dei racconti di Peter, aveva realizzato delle opere originali, veloci ed elementari pertanto non si può parlare di una sceneggiatura riadattata o sufficiente per realizzarne un film d’animazione. Per questo motivo screen story e script di Rob Lieber e Will Gluck sono completamente rielaborate per raggiungere un pubblico molto più vasto; un film, quindi, non solo adatto ai più piccoli.

Il perimetro all’interno del quale si muove una trasposizione cinematografica, a prescindere dalla sua fonte, è sempre periglioso. Difficile infatti portare sullo schermo una versione che conservi le caratteristiche originali se si vuole parlare ad un target diverso da quello per cui è nata. Peter Rabbit, però, porta con sé le novità che le ultime stagioni cinematografiche hanno sfruttano fino allo sfinimento: musica pop (a volte anche rap), sarcasmo, humor nero, costruendo un lungometraggio meno britannico rispetto a ciò che ci si poteva immaginare.

La storia di Peter, le cui peripezie fanno da contorno ad una divertente satira, avrebbero probabilmente fatto storcere il naso alla sua autrice. Beatrix Potter, infatti, nel 1936 si rifiutò di cedere i diritti di quest’avventura a Walt Disney. Cosa potrebbe pensarne oggi? E voi, cosa ne pensate? 

Peter Rabbit vi aspetta al cinema!

Photo Credits: Sony Pictures IT