Piccoli Brividi 2: La Notte di Halloween, il classico Teen-Movie per la festa più spaventosa dell’anno

Dopo il primo film uscito nel 2015, Sony Pictures ha deciso di portare ancora una volta al cinema il franchise dedicato ai libri di R. L. Stine: Piccoli Brividi.

Questa la sinossi del film in sala dal 18 ottobre:

Durante la notte di Halloween, due ragazzi trovano un manoscritto in una casa abbandonata della cittadina di Wardenclyffe, un tempo appartenuto a Robert Lawrence Stine, intitolato “Haunted Halloween”.Appena aperto viene nuovamente liberato dalla prigionia del volume il malefico pupazzo parlante Slappy, che insieme a una serie di alleati mostruosi comincia a “organizzarsi” per trasformare la Notte delle Streghe nell’Apocalisse. Ad aiutare i due giovani amici sarà la sorella di uno di loro.

Piccoli Brividi 2: La Notte di Halloween è il classico Teen-Movie che ti aspetteresti di vedere in televisione, probabilmente tra ottobre e novembre visto la presenza predominante della festività di origine celtica.

Ricco di elementi classici tratti direttamente dall’iconografia americana anni ‘80/’90, dai bambini in cerca di lavoretti pomeridiani per guadagnare qualche dollaro al fidanzato in fuga dalla finestra, dall’ansia da iscrizione al collage all’impossibilità di sottrarsi dai doveri nei confronti del fratello più piccolo (e dei suoi amici), il film è dichiaratamente lontano dai nostri anni. Tuttavia, per questo e altri motivi, sembra anche esser lontano dal primo capitolo.

Dai protagonisti poco accattivanti e noti alla quasi totale assenza di Jack Black (il cui ruolo sembra relegato a un cameo più duraturo del solito), questo “nuovo capitolo” sembra esser più uno spin-off che un seguito.

Leggermente “creepy” tra ambientazioni, musica ed effetti speciali, la presenza di Slappy, la bambola maledetta che aveva un ruolo primario anche nel l’avventura uscita 3 anni fa, risulta esser un’ottima ancora di salvezza, funzionando grazie alla presenza di altri giocattoli diabolici come Chucky o Annabelle ben situati nell’immaginario collettivo.

Le vicende si svolgono senza troppi intoppi, in modo prevedibile e adatto per intrattenere il pubblico che va principalmente cercando, i bambini, senza tener più tener conto dei genitori o delle generazioni cresciute venti anni fa con i libri tanto citati dal film e dalla storia stessa che potrebbero esser state attratte. (E non sono un paio di “easter egg” dedicati a Ghostbusters e Spider-Man, per quanto simpatici, a farlo.)

Per questo, forse, la regia del film è passata dalle mani di Rob Letterman a quelle di Ari Sendel, al timone di altri due film indirizzati a pubblico simile a quello che Piccoli Brividi 2: La Notte di Halloween sembra voler intercettare.

Per quanto parlare di famiglia sia sempre piacevole, ricordare quanto sia brutto lo scontro tra bulli e vittime e posizionar come grande eroe una giovane ragazza sembri esser in linea con le tendenze dei movimenti recentemente nati a Hollywood, nulla potrà salvare questo film dallo scivolare con velocità nel dimenticatoio, probabilmente tagliando le gambe alla possibilità di vedere un terzo capitolo nonostante il finale dichiaratamente aperto.