Professor Marston and the Wonder Woman è il secondo film incentrato sul personaggio di Wonder Woman del 2017! Ma il film di Angela Robinson ha un obiettivo ben diverso dalla pellicola DC. Come protagonisti troviamo un trio di interpreti eccezionali e dell’ottima sintonia: Luke Evans (Prof. Marston), Rebecca Hall (Elizabeth Martson) e Bella Heathcote (Olive Byrne). Presentato al  Toronto International Film Festival, Professor Marston and the Wonder Woman giunge in Italia grazie alle proiezioni del Torino Film Festival.

Anni Cinquanta. William Moulton Marston insegna psicologia ad Harvard. Appassionato d’illustrazione, all’insaputa di studenti e colleghi ha creato Wonder Woman, eroina dei fumetti protofemminista che incontra la censura del tempo. Un personaggio controverso, sexy e dotato di acume, la cui genesi va fatta risalire alle due donne amate da Marston: la moglie Elizabeth e Olive, sua allieva e terzo elemento di un ménage à trois da tenere nascosto. Ma è possibile amare e vivere liberamente la propria sessualità quando intorno infuriano odio e oscurantismo?

Professor Marston and the Wonder Women è ambientato su due linee temporali: la prima prende inizio nel 1928, mostrandoci l’incontro e successivo rapporto amoroso tra Olive e i coniugi Marston ed i fatti che ispireranno il professore a scrivere un fumetto con protagonista una donna supereroe diversa dalle precedenti; l’altra – ambientata nel 1947 – ci mostra le battaglie che Marston dovrà compiere per difendere l’eroina dalla censura e dai movimenti conservatori dell’epoca.

Professor Marston porta avanti una serie di temi che ai tempi delle vicende erano considerati disdicevoli per la morale comune: rapporti poligami e saffici, femminismo e girl power (due cose ben differenti). Nonostante il “peso” che questi temi si portano dietro, essi vengono trattati nel modo più accessibile possibile. Specialmente nella prima mezz’ora ambientata all’università di Radcliffe, i dibattiti di carattere sociale e psicologico sono molti, ma sono sempre ben esposti e bilanciati da non risultare mai pesanti. Complici di questo risultato sono sicuramente gli attori protagonisti: Luke Evans è brillante ed ironico, Rebecca Hall è magnifica nell’interpretare la vivace e acuta Elizabeth, mentre Bella Heathcote è perfetta nel ruolo dell’innocente – ma decisa e risoluta – studentessa Olive. Da segnalare anche un’ottima Connie Britton nel ruolo dell’ottusa conservatrice Josette Frank. Gli splendidi scenari del Massachusetts sono fotografati con una splendida (a tratti fumettosa) fotografia che esalta il lato vintage della pellicola.

Professor Marston dimostra anche le contraddizioni e i limiti che l’attivismo di quegli anni si portava dietro (gli scambi di battute sulle attiviste Ethel Byrne e Margaret Sanger nascondono grandi verità). Inoltre tratta con gran rispetto pratiche sessuali quali bondage s&m, effettivamente inserite all’interno dei fumetti di Wonder Woman in maniera sottile.

Il racconto dei rapporti amorosi del trio di protagonisti è romanzato in maniera più vispa che erotica, ma è giustamente adatto agli esiti scaturito da quel ménage à trois: Wonder Woman. Marston vuole portare avanti i suoi messaggi femministi ed emancipatori tramite il fenomeno dei fumetti, che al tempo degli eventi era nel pieno del suo successo. La supereroina è una donna moderna ed indipendente: essa rappresenta nient’altro che i due amori di Marston. Ma come il loro rapporto verrà ostacolato dai pregiudizi dell’epoca, anche Wonder Woman verrà messa alle strette dai movimenti conservatori, che le faranno perdere addirittura i suoi superpoteri negli anni successivi, per poi essere ripristinati dopo le battaglie della femminista Gloria Steinem nel 1973.

Professor Marston and the Wonder Woman pecca nell’accuratezza storica, che viene romanzata il più possibile. Ma il risultato finale è positivo e rivelatorio: il racconto di un‘insolita storia d’amore che portò alla nascita della supereroina più famosa della storia.

Photo credits: Entertainment Weekly