Darren Aronofsky è sempre stato un regista visionario, basti pensare a capolavori come Il cigno nero e Requiem for a Dream. Quando il suo nome è risuonato nell’elenco dei protagonisti della 74^ Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, si è subito diffusa molta curiosità verso il film che avrebbe presentato.
Mother! è stato avvolto nel mistero fin dall’inizio, svelando pochissime informazioni: solo due poster a metà tra il poetico e l’enigmatico e un trailer decisamente inquietante.

Lo scorso martedì abbiamo partecipato all’anteprima stampa con aspettative altissime, come probabilmente molti dei nostri colleghi. Alla fine della proiezione le reazioni sono state inaspettate: molti fischi, pochi applausi e un senso generale di stordimento.

Sì, perché Mother! è uno di quei film che sconvolge nel profondo, che per due ore fa stare incollati allo schermo raccontando una storia traumatica la cui genialità si coglie solo negli ultimi minuti. Della trama non vi vogliamo svelare troppo: un uomo (Javier Bardem) e una donna (Jennifer Lawrence) vivono in una casa immersa nella campagna. Lui, scrittore in cerca dell’ispirazione, lei, moglie che si prende cura del marito e della casa. La loro tranquillità domestica viene sconvolta dall’arrivo di alcuni sconosciuti, che mettono a repentaglio l’equilibrio tra loro.

Se per la prima ora si ha l’impressione di assistere a un banale racconto di dinamiche di coppia malate e soffocanti, dopo la prima metà del film comincia a insinuarsi l’idea che in realtà il regista abbia voluto creare un’enorme metafora incentrata sul rapporto tra uomo e natura. Un film necessario per le attuali condizioni del pianeta, tanto che lo stesso Aronofsky ha dichiarato:

“Sono tempi folli in cui vivere. La popolazione mondiale sta per sfiorare gli 8 miliardi mentre gli ecosistemi collassano e le crisi migratorie fanno traballare i governi. Palesemente schizofrenici, gli Stati Uniti aiutano a negoziare un trattato epocale sulla questione climatica per poi chiamarsi fuori solo alcuni mesi più tardi. Come specie il nostro impatto e diventato pericolosamente insostenibile, ma continuamo a vivere in uno stato di negazione delle prospettive che gravano sul pianeta. Una mattina mi sono svegliato da questo brodo primordiale di angoscia e impotenza e ho visto questo film sgorgare come da un sogno delirante”

Ed è proprio questa la sensazione che si prova una volta giunti alla fine. Sembra di essersi appena svegliati da un incubo violento, in preda all’inquietudine, con la terribile sensazione che ciò a cui si è assistito come in una visione pazza e angosciante sia – ahimè – una realtà con cui dobbiamo convivere.
A riconferma di ciò, il regista ha dichiarato che la prima bozza di Mother! l’ha scritta in cinque giorni, di getto, con una spinta di irrazionalità che rende il film ancora più affascinante.

Le critiche sono state spietate, ma a noi di My Red Carpet questo film è proprio piaciuto. Abbiamo apprezzato il coraggio, l’immediatezza, l’esplorazione degli angoli oscuri dell’essere umano e l’allegoria riuscitissima.
Mother! uscirà nelle sale italiane il 28 settembre. Se vi abbiamo incuriosito con la nostra recensione, andate al cinema con l’attitudine giusta e seguite il consiglio di Aronosky:

“Questo film è un drink che va servito e gustato tutto d’un fiato nel bicchiere giusto”

Photo Credits: Variety – La Biennale