Dopo aver inaugurato la 67esima edizione del Festival di Cannes nel 2014 con “Grace di Monaco“, Nicole Kidman ritorna sulla Croisette presentando alla critica e al pubblico ben quattro lavori: la commedia punk di John Cameron Mitchell “How to talk with girls at parties“, il film del regista greco Yorgos Lanthimos “The Killing of a Sacreed Deern“, in concorso, il film di Sofia Coppola “L’inganno” e la seconda stagione della serie “Top of the lake – China girl.

E’ una coincidenza” ha dichiarato la Kidman, “Certamente non immaginavo potesse accadere ma a questo punto della mia vita cerco di essere audace e aperta, amo le sfide e voglio sostenere i registi in cui credo come Jane Campion, che conosco da quando avevo 14 anni”.

I primi due episodi della seconda stagione della serie tv “Top of the lake – China girl” sono stati presentati due giorni fa. Nella serie l’attrice, che tra meno di un mese compirà 50 anni, rinuncia alla sua fluente chioma bionda a favore di ricci capelli grigi senza che questo però riduca il fascino dell’attrice, sempre più magnetica e incantatrice.
Nella nuova stagione di questo noir a puntate, ambientato in Nuova Zelanda, Nicole Kidman recita accanto alla star della serie Elizabeth Moss (ex “Mad men”) e all’altra new entry Gwendoline Christie, reduce de “Il Trono di Spade”.
Non è la prima volta che la Kidman e la regista Jane Campion collaborano. Infatti già negli anni ’90 le due avevano lavorato assieme in “Ritratto di signora”, pellicola che mise in luce le grandi doti interpretative dell’attrice: doti che la portarono negli anni a vincere un Oscar, tre Golden Globes e svariati altri premi.

La seconda stagione di “Top of the Lake” verrà trasmessa solo a settembre sulla BBC Two in Gran Bretagna, BBC UKTV in Australia e Nuova Zelanda e su Sundance Channel negli Stati Uniti. In Italia non è ancora noto il nome del network che la manderà in onda, ma crediamo di poterla vedere su La Effe o su Sky Atlantic, come peraltro già accaduto per la prima serie.

Di tutt’altro tipo è il film “The Killing of a Sacreed Deern” del greco Lanthimos il quale sceglie un racconto di sottile violenza psicologica accompagnato da immagini dure fin dalla prima inquadratura: il film inizia infatti con un intervento a cuore aperto dove lo spettatore è aggredito da un muscolo cardiaco pulsante.

“Era una sceneggiatura ipnotica – spiega Nicole Kidman – sei completamente rapito dalla visione personale e unica di questo regista. In altri tempi forse ne avrei avuto paura: quando valuti una proposta scegli sostanzialmente il regista e ti assumi dei rischi, perché per quanto potere contrattuale tu possa avere e per quanto cerchi di avere il controllo della situazione sei nelle mani del regista, e per un attore la scelta di farlo è sempre molto difficile. Io mi sono lasciata andare, volevo provare altre cose e ho fatto come voleva lui. Mi sono messa al servizio di questa storia che scava ed esplora la condizione umana quando ha a che fare con la colpa e il sacrificio”

Circa le sue scelte lavorative, spesso molto diverse tra loro, la Kidman risponde: “Penso sempre di avere ancora 21 anni e di essere all’inizio della mia carriera. Mi piace l’idea di continuare a esplorare il mondo e la condizione umana. Nutro una forte passione per ciò che faccio e non ho bisogno di lavorare ma lo faccio perché mi piace”.
Interrogata su quali sono i film che lei ha interpretato e che i suoi figli hanno visto, Nicole (che di figli ne ha quattro, due ormai grandi adottati con l’ex marito Tom Cruise e due bambine avute con il musicista Keith Urban, che oggi hanno 8 e 6 anni) ha detto: “Sicuramente questo film i miei figli non lo vedranno. I miei figli non vedono molto di quello che faccio.”

Nicole: la “fashion icon” di ogni red carpet

Che Nicole Kidman sia una delle regine incontrastate di questa 70ima edizione del Festival di Cannes è fuori discussione, sia per la presenza massiccia dell’attrice sul grande schermo che per quella sul red carpet sul quale si è concessa con grazia e generosità a tutti i fotografi del festival e al pubblico presente.

L’attrice ha sfoderato diversi outfit che hanno reso omaggio alla sua bellezza e alla sua eleganza, dal vestito da ballerina con corpetto nero e gonna vaporosa firmato Calvin Klein, indossato per la presentazione di The Killing of a Sacred Deer, a quello di Rodarte, indossato per la presentazione di How to Talk to Girls At Parties dall’aria fiabesca ricoperto di pailettes argentate e bordato di rouches e balze.
Insomma il festival non è ancora terminato ma l’attrice ha lasciato un segno indelebile su questa edizione che difficilmente potrà essere superato da qualcun’altro.

A cura di Valentina Fiorino
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