Da un’incredibile storia vera, Resta con me ci racconta la vicenda di due innamorati e di uno degli uragani più catastrofici della storia. Dal 29 agosto al cinema

È una storia che ha dell’incredibile quella di Tami Oldham e Richard Sharp, eppure è tutto vero. Incaricati di portare lo yacht Hazana da Tahiti fino a San Diego, i due ragazzi di poco più di vent’anni si sono trovati nel mezzo di un uragano forza 4, l’uragano Raymond, senza nessuna speranza di aggirarlo. Dopo 41 giorni in mare, la Hazana ha miracolosamente raggiunto le spiagge delle Hawaii, grazie alla forza di volontà e alla determinazione della Oldham, che aveva a disposizione soltanto bussola e sestante per orientarsi in mezzo all’oceano.
La ricostruzione del naufragio e della loro ordalia è minuziosa nel film di Baltasar Kormákur, tanto che alcune scene di sconfinano nel genere del disaster movie. Ma senza dubbio Resta con me (o Adrift, in originale) è prima di tutto una disperata storia d’amore che vuole raccontare la forza di un sentimento messo alla prova da condizioni estreme.

Impeccabile in questo senso la scelta dei due protagonisti: se Sam Claflin, come suo solito, riesce a unire charme, dolcezza e quel senso di serena sicurezza che si addice a un giovane marinaio appassionato di tramonti sull’oceano, la vera star della pellicola è però Shailene Woodley, che dà ancora una volta prova del suo talento in un ruolo davvero non semplice. La sua Tami è una ragazza innamorata della vita, in fuga perenne da un passato di cui ci viene offerto soltanto qualche vago accenno, senza nessun obiettivo particolare se non quello di andare avanti, sempre verso la prossima meta. E se inizialmente una vita del genere sembrava quasi un gioco, queste caratteristiche si trasformeranno nella sua più grande forza nel momento in cui andare avanti non sarà più soltanto un’opzione, ma una questione di vita o di morte. La Woodley si trasforma, a livello emozionale ma anche a livello fisico, restituendo una prova davvero convincente dell’eroismo di questa donna normale catapultata in una situazione straordinaria.

Al netto di due performance individuali di ottimo livello, convince poco invece come viene raccontata la storia d’amore tra Tami e Richard, che soffre di un montaggio non particolarmente azzeccato. Resta con me inizia infatti a naufragio già avvenuto, con il risveglio di Tami e il salvataggio di Richard, che è stato sbalzato fuori dalla nave. La pellicola poi torna indietro di alcuni mesi per mostrarci tramite flashback come si sono conosciuti i due protagonisti. Invece che raccontarci la storia in maniera lineare lasciando evolvere il rapporto tra i due ragazzi e arrivando al climax emotivo al momento del naufragio, da quel momento in poi il montaggio intervalla i ricordi di Tami con gli avvenimenti del presente, con il risultato di frammentare eccessivamente le reazioni emotive dello spettatore. Forse in questo modo non si fa un servizio a chi guarda, ma il materiale di partenza è talmente fuori dall’ordinario che si uscirà dal cinema comunque colpiti.