Si è tenuta questa mattina la conferenza stampa di Sconnessi, alla presenza del regista Christian Marazziti e di Fabrizio Bentivoglio, Ricky Memphis e Antonia Liskova.

La conferenza di Sconnessi si è svolta allo showroom Boffetti, in zona San Babila, che esporrà la “Collezione Sconnessi” creata appositamente per il film, da parte dello Studio Micheli (Simone Micheli è il creatore degli arredamenti) che per la prima volta si cimenta a costruire una scenografia per un film.

Ettore (Fabrizio Bentivoglio), noto scrittore, guru dell’analogico e nemico pubblico di internet, in occasione del suo compleanno porta tutta la famiglia nel suo chalet in montagna, e cerca di creare finalmente un legame tra i suoi due figli, Claudio (Eugenio Franceschini), giocatore di poker on line, e Giulio (Lorenzo Zurzolo), liceale nerd e introverso, con la sua seconda moglie, la bella, giovane e un po’ ‘naif’ Margherita (Carolina Crescentini), incinta al settimo mese. Al gruppo si uniscono anche Achille (Ricky Memphis), fratellastro di Margherita appena cacciato di casa dalla moglie, e Tea (Giulia Elettra Gorietti), giovane fidanzata di Claudio e devota fan di Ettore. Arrivati allo chalet, trovano Olga (Antonia Liskova), l’affidabilissima tata ucraina, con la figlia Stella (Benedetta Porcaroli), adolescente dipendente dai social network. A sorpresa arriva anche Palmiro (Stefano Fresi), il fratello bipolare di Margherita e Achille, fuggito dalla casa di riposo. Quando il gruppo rimane improvvisamente senza connessione internet, tutti entrano nel panico. I segreti e le convinzioni dei protagonisti verranno presto ribaltate.


Alla domanda rivolta al regista ed ai membri del cast, se essi siano come i protagonisti del film, e quindi come sia il loro approccio al mondo di internet e dei social, Liskova risponde

Faccio un uso moderato del telefono, di recente ho aperto un account Instagram per lavoro, ma credo che si possa fare tutto. È un arma a doppio taglio ma si può usare il tutto in maniera corretta.

Alla stessa domanda risponde Marazziti con un intervento importante:

Il messaggio del film è di viversi il momento: torniamo a parlarci, cerchiamo un giusto equilibrio per tornare vis-à-vis e ad emozionarci. I ragazzi di oggi (soprattutto loro) hanno difficoltà a conversare, ad avere un confronto al di fuori del mondo virtuale”.

In sintesi bisognerebbe fare come i personaggi del film: mettersi a nudo e, così facendo, ci si riscopre.

Anche Fabrizio Bentivoglio interviene nella questione social, quando gli viene chiesto se è la vecchia generazione in quanto tale a scostarsi da essi. Secondo Bentivoglio, che si sente somigliante al suo personaggio, “Questa è un’occasione per riflettere su quanto e come usiamo questo potente mezzo di comunicazione, spronandoci ad avere una misura a riguardo”.

Sconnessi nasce anche da un aneddoto raccontato dal regista stesso: nel giorno del suo ultimo compleanno stava cercando di rispondere a tutti quelli che gli avevano mandato gli auguri e, proprio in quel frangente, gli si è bloccato internet. Si è sentito sconnesso, appunto, alle prese con un vero attacco di nomofobia (la paura di rimanere senza connessione).

Il regista descrive la situazione attuale senza mezzi termini: secondo lui a casa non si parla più, “Finirà che i genitori chatteranno con i figli dentro casa”.
A favore della tecnologia per il giusto equilibrio, secondo Marazziti è necessario che i genitori ed educatori si prendano della responsabilità nei confronti delle giovani generazioni.

 

Alla nostra domanda, se c’è una dimensione privata, al di là della dimensione sociale e generalista, che lo ha portato alla stesura di questo soggetto, il regista dice

Ho una grande fede, e ho scoperto il sentimento della gratitudine. Diciamo che poi ho un grande affetto e rispetto dei miei rapporti famigliari, adoro i miei genitori, per cui mi piaceva raccontare una storia di varie generazioni a confronto, cioè vedere cosa succedesse all’interno di una casa, di una famiglia, come avrebbero reagito le varie generazioni senza l’uso della rete. Io racconto due adolescenti, racconto due venticinquenni, racconto i quarantenni e racconto questo rapporto soprattutto tra Fabrizio Bentivoglio e Carolina Crescentini, un rapporto che è quello forse più difficile da raccontare , un rapporto tra un uomo di sessant’anni che è acerrimo nemico della rete, odia tutto ciò che è selfie e quant’altro e, stanco della vita della sua ex moglie, che è una giornalista d’assalto, stanco della sua vita quotidiana, decide di stare con una ragazza trent’anni più giovane, totalmente diversa da lui, soprattutto anche a livello sociale: è una ragazza un po’ naif, un po’ coatta, dipendente da shopping compulsivo. Mi interessava molto questa sfida, raccontare questi due mondi diversi, paralleli. Per cui ho tante generazioni nel racconto ed è partito molto anche dal rapporto, dal bellissimo rapporto con la mia famiglia. Volevo vedere le varie generazioni come reagivano tra di loro. Anche perché da una parte sono tutti radical chic e dall’altra sono i coatti: come reagiscono attraverso la rete?

Come Marazziti ha avuto modo di affermare, la rivouzione è un incontro tra passato e futuro, come quello che avviene tra i componenti della famiglia Ranieri e della famiglia Catenacci. Si torna al discorso dell’incontro-scontro tra queste generazioni. Il regista prosegue

Lo trovo interessante perché, comunque sia, come reagisce un radical chic senza l’uso della rete? Come reagisce un meccanico senza l’uso della rete? È interessante vedere le generazioni , le età a confronto. Però nel momento in cui tutti rimangono senza rete, alla fine, tutti sono costretti a mettersi a nudo, al di là della veste sociale, sono tutti costretti a mettersi a nudo e tutti lo fanno mettendo a rischio le proprie insicurezze, le proprie fragilità, le proprie debolezze. Siamo tutti uguali: cioè, lascia il tempo che trova se io ho trent’anni e tu sessanta , se io sono radical della Milano bene e tu sei della Roma del quartiere popolare. Quando si è senza rete: là è l’interessante, interessante vedere proprio lo scontro, in cui si cade in situazioni rocambolesche, nel panico e poi a un certo punto si è costretti a resettare e a ripartire.

Sconnessi uscirà nei nostri cinema il 22 febbraio: per lo stesso giorno è previsto lo Sconnessi Day, la prima giornata mondiale contro la dipendenza da connessione, per la quale si è invitati a vivere no signal per 24 ore.