Questa sera su Italia Uno alle 21.25 il penultimo appuntamento della maratona potteriana: HARRY POTTER E I DONI DELLA MORTE – Parte 1

Il tono dei film è cambiato drasticamente da La Pietra Filosofale e, finalmente, tutti i tasselli seminati da J.K. Rowling stanno trovando il loro giusto posto, che condurrà alla battaglia finale tra Harry e Voldemort.

Se il grande problema del primo anno era la Coppa delle Case, i protagonisti si trovano ora nel difficile compito di entrare nella mente del Signore Oscuro, scovare i suoi Horcrux e scoprire il suo piano per vincere su tutti i suoi oppositori.

Per rendere più affascinante questo intrigo lungo sette anni, nel corso della storia compaiono dei simboli scelti appositamente, con un significato ben preciso e protagonisti indiscussi di questo articolo di approfondimento.

Il ragazzo ordinario con la cicatrice e gli occhiali

Uno dei motivi per cui Harry Potter piace così tanto, è perché comincia con un ragazzo apparentemente uguale a tutti gli altri, che poi scopre di essere un mago ed entra e conosce questo mondo insieme a noi che leggiamo/guardiamo il film, immergendoci a pieno nella storia.

In questa normalità, però, due segni ben precisi rendono Harry diverso: gli occhiali rotondi e la cicatrice a forma di saetta sulla fronte, che lo rendono riconoscibile nel mondo dei maghi prima, e tra noi “babbani” poi, diventando i due simboli di riconoscimento per eccellenza del personaggio. Questo tipo di occhiali è così particolare da venir considerato un segno identificativo anche di John Lennon, oltre che del giovane mago. Ci avevate già pensato?

Le Case di Hogwarts

Un altro forte segno distintivo dentro e fuori il mondo della Rowling sono le Case in cui vengono smistati gli studenti al loro arrivo ad Hogwarts: Tassorosso (diventato Tassofrasso nell’ultima traduzione dei libri in edizione italiana), Corvonero (nato come Pecoranera nei libri tradotti nel 1997 e successivamente cambiato), Grifondoro e Serpeverde.

Ogni Casa è rappresentata da un animale che, a sua volta, simboleggia le caratteristiche principali che ogni studente appartenente deve avere: il tasso per la lealtà e la pazienza dei Tassorosso, l’aquila per la saggezza e l’intelligenza dei Corvonero, il leone per l’audacia e il coraggio dei Grifondoro, e infine il serpente per l’ambizione e l’astuzia dei Serpeverde.

I Potterheads più accaniti fanno ogni test capiti a tiro per capire a quale Casa appartengono, ma a ora il più attendibile pare essere quello ideato da J.K.R. stessa sul sito di Pottermore. Una volta “smistati”, i fan usano la loro Casa di appartenenza per trovare il loro posto nella comunità potteriana e identificarsi tra di loro, meraviglioso!

Gli Horcrux

“Un Horcrux è un oggetto in cui una persona ha nascosto parte della sua anima. Uno divide la sua anima e ne nasconde parte in un oggetto, così facendo sei protetto se venissi aggredito e il tuo corpo distrutto. La parte nascosta della tua anima continua a vivere, in altre parole non puoi morire. Uccidere fa a brandelli l’anima, è una violazione della natura”

Prof. Lumacorno (Harry Potter e il Principe Mezzosangue)

Inizialmente Voldemort avrebbe voluto dividere la sua anima in sette parti, ma quando ha ucciso la madre di Harry si è imbattuto in un tipo di magia antica che non aveva considerato, facendo diventare il maghetto occhialuto l’ottavo e indesiderato Horcrux.

Oltre a una parte dell’anima costituita dal Signore Oscuro stesso, le altre sei sono state messe in oggetti scelti con cura da Voldemort: tre sono gli emblemi dei fondatori della Scuola di Magia e Stregoneria (il Medaglione di Salazar Serpeverde, la Coppa di Tosca Tassorosso e il Diadema di Cosetta Corvonero) scelti per l’attaccamento emotivo che il Signore Oscuro provava per Howgarts, sua unica casa; il primo a essere stato trovato e distrutto è il Diario di Tom Riddle, che metaforicamente simboleggia l’adolescenza e il passato di Voldemort; quello trovato e portato da Silente nel sesto capitolo della saga è l’Anello di Orvoloson Gaunt, il nonno di Tom, scelto per testimoniare la ricchezza e il prestigio della sua famiglia, discendente di Serpeverde; e infine Nagini, il serpente del Signore Oscuro, che tra tutti i significati che ricopre i più evidenti sono il suo essere fatale, la rinascita (grazie alla sua capacità di cambiare la pelle), la tentazione e il peccato.   

Il simbolo dei Doni della Morte

Il simbolo più affascinante di tutta la saga è senza dubbio quello dei Doni della Morte, che rappresenta i tre leggendari oggetti magici che consentono al loro proprietario di diventare il “Padrone della Morte”: la Pietra della Resurrezione (il cerchio), il Mantello dell’Invisibilità (il triangolo) e la Bacchetta di Sambuco (la linea al centro).

Oltre al significato legato a La Storia dei Tre Fratelli nel libro di fiabe di Beda e il Bardo (che rivedremo questa sera) e nonostante il nome minaccioso con cui viene chiamato, la semplicità del disegno di questo simbolo lo rende facilmente memorizzabile e riproducibile da chiunque, ma soprattutto è immediatamente riconoscibile: il fatto che riesca a riunire più messaggi e a trasmetterli con istantaneità lo rende uno strumento di richiamo identitario tra i credenti, che possono così riconoscersi per unirsi insieme alla loro ricerca.

Se l’appartenenza a una delle Case serve ai fan per identificarsi nella comunità potteriana, il simbolo dei Doni della Morte portato su una maglietta, o un ciondolo, o addirittura tatuato addosso, permette ai Potterheads di individuarsi istantaneamente come parte di uno stesso gruppo anche tra estranei, uniti da una stessa passione: Harry Potter e il suo mondo.

Fonte: “La simbologia in Harry Potter e il simbolo dei Doni della Morte” di Francesca Torti