Concedetevi 110 minuti di leggerezza, cantando canzoni pop con i protagonisti di Sing.

Nella lotta al box office e nella corsa ai premi della Award Season, come di consueto, anche questo Natale vedremo la Illumination Entertainment sfidare il colosso Disney.
Dopo il successo di Cattivissimo Me e dei Minions e dopo l’uscita di Pets – Vita da Animali, la Illumination presenta Sing, lungometraggio d’ animazione che uscirà nelle nostre sale il 4 gennaio 2017 e che è stato proiettato in anteprima lo scorso 14 dicembre in occasione del #Cinema2Day in alcuni cinema selezionati.
Ecco la nostra recensione.

 

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Matthew McConaughey è Buster Moon, il proprietario del Moon Theatre.

LA STORIA:

Ambientato in un mondo come il nostro, ma interamente abitato da animali, Sing vanta un cast stellare e pluripremiato tra i doppiatori. Nella versione originale, infatti, a dar vita agli animali protagonisti di Sing ritroviamo Matthew McConaughey, che presta la sua voce a Buster Moon, un koala impresario, padrone di un teatro un tempo glorioso ma adesso caduto in disgrazia. Buster si potrebbe definire un delirante ottimista che ama il suo teatro più di ogni altra cosa e quindi farà di tutto per tenerlo in vita. Ora, dovendo affrontare l’infrangersi del sogno della sua vita, decide di fare un ultimo tentativo per riportare il suo gioiello agli antichi splendori, organizzando la più straordinaria gara di canto che si possa immaginare.
A caratterizzare la gara, però, un malinteso che qui abbiamo deciso di non svelare.

Cinque concorrenti superano le selezioni: Mike (Seth MacFarlane), un topo che canta bene ma è un imbroglione; Meena (Tori Kelly), una timida elefantina adolescente con l’ansia da palcoscenico; Rosita (Reese Witherspoon), una maialiana casalinga disperata costretta a prendersi cura dei suoi 25 maialini e con un marito totalmente assente che farà coppia con il maialino ballerino e tutto pepe Gunter; Johnny (Taron Egerton), un giovane gorilla gangster che cerca di prendere le distanze dai crimini della sua famiglia; e Ash (Scarlett Johansson), una porcospina punk-rock che lotta per liberarsi del sua fidanzato arrogante e poter finalmente intraprendere una carriera da solista.
Ciascuno di loro arriva nel teatro di Buster convinto che quella potrebbe essere la grande occasione per cambiare vita. E mentre Buster lavora sempre più alacremente con ciascuno dei suoi concorrenti mentre si avvicina il gran finale, comincia a rendersi conto che forse il teatro non è l’unica cosa che ha bisogno di essere salvata.

 

I PERSONAGGI, L’AMBIENTAZIONE  e LA MUSICA

Impossibile non trovare in Sing una connessione con il capolavoro Zootropolis.
“Zootopia” (titolo originale), uscito in Italia il 18 febbraio di quest’anno, è un film d’animazione interamente realizzato con la tecnica della computer graphics, diretto da Byron Howard e Rich Moore, prodotto da Walt Disney Animation Studios e distribuito da Walt Disney Pictures.
I protagonisti di Sing, come quelli di Zootropolis, sono animali antropomorfi che vivono in una città esattamente come se fossero persone in carne ed ossa.
L’obiettivo dei creatori di Sing è quello di far sì che il pubblico si dimentichi dell’animale e si identifichi con la parte umana del personaggio. Per l’animazione, l’utilizzo di tecnologie digitali sofisticate per creare il pelo degli animali restituisce un buon prodotto e piacevole da godere.

Sebbene l’intento della Illumination sia nobile, il messaggio chiave del film si ferma al semplice raggiungimento di un desiderio, la capacità di sognare in grande e di farcela con le proprie forze e con il proprio talento. Un messaggio sicuramente positivo, ma superficiale, già visto e troppo teatralizzato.
Sing regala emozioni e c’è un fortissimo spirito di squadra tra i personaggi, ma questo tipo di animazione potrebbe non riuscire a creare idoli che continuino a vivere nei cuori e nelle menti degli spettatori anche dopo la fine del film.
La recitazione, ad ogni modo, è in perfetta sincronia con l’animazione e i movimenti dei personaggi sono credibili.
Una trovata geniale è l’elemento della gara canora, visto il successo che in questi anni riscuotono i talent e, nonostante compaiano nella pellicola più di 60 brani famosi, non si tratta di un musical, bensì di un film con una forza e una potenza musicale d’alti livelli.
Le cover realizzate dai doppiatori citati in calce abbracciano diversi stili ed epoche: da Rosita che canta “Firework” della Perry, a Gunter, il maialino che balla e canta al grido di piggy power “Bad Romance” di Lady Gaga, alla cover di Johnny di “All of Me” di John Legend e “Stay With Me” di Sam Smith, mentre Mike si lancia nella sua versione di “My Way” di Sinatra.

Sing presenta al pubblico una serie di concorrenti con personalità diverse, l’insieme delle musiche è di importanza fondamentale. Parlando dei vari sound associati ai vari personaggi, il compositore del film spiega: “Adoro il mondo musicale di Buster fatto di marimba jazz, con i bongos, il contrabbasso e i sassofoni. Ma il mio tema preferito è quello di Rosita, soprattutto quando lo sentiamo provenire dal carillon, quando tornando a casa trova tutti addormentati e capisce che il suo piano ha funzionato “.
Per concludere, riteniamo che Sing sia una storia moderna, una favola che riesce a catturare l’attenzione dello spettatore con un sottile umorismo e che utilizza stereotipi per creare speranza in coloro che nella vita quotidiana coltivano sogni e speranze.
D’altronde, come afferma l’impresario Moon, “La paura non deve impedirti di fare ciò che ami. La cosa più bella quando tocchi il fondo è che resta solo una via d’uscita: ed è in alto!”

Photo & Video Credits: Illumination Entertainment – Universal Pictures
Sinossi: Universal Pictures