Termina la saga nata dalla mente di Sydney Sibilia.
Smetto quando voglio – Ad Honorem r
acconta al pubblico
l’ultimo atto della gang di ricercatori capitanati da Edoardo Leo.

“Smetto quando voglio” diceva Edoardo Leo in “Smetto quando voglio” e alla fine di “Smetto quando voglio 2” lui e la sua gang hanno smesso per davvero. La banda del regista salernitano Sidney Sibilia è tornata e, al The Space Cinema Moderno di Roma, ha presentato “Smetto quando voglio – ad honorem”, capitolo finale della trilogia che ha rinnovato il panorama cinematografico italiano e che uscirà nelle sale il 30 novembre.

Alla conferenza stampa il cast è al completo. In prima linea Edoardo Leo, leader dei ricercatori, seguito dallo storico “nemico” Neri Marcorè e Luigi Lo Cascio. Presenti anche i “classicisti” Valerio Aprea, Lorenzo Lavia e Arturo Frantini e le menti scientifiche Libero De Rienzo, Stefano Fresi e Giampaolo Morelli. Non mancano all’appello anche l’ispettore Coletti (Greta Scarano) e l’esasperata Giulia (Valeria Solarino) oltre allo straordinario Beppe Bara.

Edoardo Leo e Sidney Sibilia aprono la conferenza stampa entrambi visibilmente emozionati per la fine dell’avventura, che sembra essere stata più che una “operazione cinematografica ben riuscita”, una grande esperienza di vita.

“Il bello delle saghe è che racchiudono un pezzo di vita e, adesso che è finita, provo un senso di nostalgia, che è la stessa che provavo quando finivo di vedere una saga a cui ero appassionato. E’ bello sapere che c’è stata un’emulazione di quella sensazione lì”, commenta Sibilia. Gli fa eco Stefano Fresi, veterano di “Smetto quando voglio”, che prima di scappare sul set del suo prossimo film, dichiara ai microfoni: “è stato come andare al liceo, quindi spero che continueremo a mangiare la pizza insieme, vedere film insieme, perché mi mancheranno tutti dal primo all’ultimo” e prosegue più serio: “mi ha cambiato la vita, perché ha cambiato la percezione che il pubblico e i produttori avevano di me, ma è stata soprattutto una serie dove ho incontrato amici veri. Devo molto a questo film.”

Ad essere grati a “Smetto quando voglio” non sono solo gli attori che vi hanno recitato, ma anche persone comuni, ricercatori e borsisti del mondo universitario che si sentono rappresentati dalla “saga” di “Smetto quando voglio” e che si sono immedesimati nei protagonisti della storia. “Io sono il contatto diretto dei ricercatori” ironizza Sidney Sibilia, “quando non gli viene rinnovato il contratto, mi scrivono. E da quello che si evince, nonostante siano ormai passati un po’ di anni da quando abbiamo scritto il film, la situazione dei ricercatori è rimasta la stessa, forse certi problemi sono eterni, per questo Smetto quando voglio è sempre attuale”.

Tra ironia e profondità, il cast di “Smetto quando voglio – ad honorem” si racconta e condivide con il pubblico alcuni divertenti aneddoti di vita “vissuta” sul set.

Neri Marcorè racconta infatti di essersi ispirato a Luciano Calboni, l’anemesi di Fantozzi, per interpretare il suo ruolo, mentre Edoardo Leo, per interpretare il suo Pietro Zinni, ha imitato e riproposto l’atteggiamento e lo stile di Sidney Sibilia (pantaloni larghi, camicia sportiva, scarpe da ginnastica).

Non mancano i commenti sugli aspetti tecnici come la colonna sonora: “Io e Braga”, spiega il regista, “lavoriamo tanto di repertorio. Per la prima volta abbiamo creato appositamente dei temi per i singoli personaggi, ad esempio per il cattivo abbiamo usato dei bat elettronici anni ’80.

Relativamente alla possibilità di trasformare “Smetto quando voglio” in una serie televisiva, Sibilia nega tale ipotesi nonostante sia arrivata la proposta da parte di alcuni produttori del piccolo schermo :“credo che la saga di Smetto quando voglio si differenzi molto da uno show televisivo. I tre film sono tre generi un po’ diversi tra di loro e questa cosa è estremamente cinematografica.”

La saga resterà cinematografica quindi, mentre i produttori,  Domenico Procacci e Matteo Rovere, ricordano al pubblico quanto “Smetto quando voglio” sia piaciuto anche fuori dai confini italiani. Il film infatti è uscito in Germania, in Russia e soprattutto ha un’attività molto forte di remake all’estero, in Spagna e negli Stati Uniti così come già successo con altri film italiani degli ultimi anni (vedi Perfetti Sconosciuti).

A conclusione di una splendida conferenza stampa, prende la parola Pietro Sermonti che tiene a dire la sua sui protagonisti di “Smetto quando voglio – ad honorem” e su quello che rappresentano i suoi protagonisti: “Mi piace che “Smetto Quando Voglio” parli di intellettuali, che non è una parola brutta. Elite deriva da eligere e significa scegliere. I protagonisti del film sanno molto bene una sola cosa alla volta ed è importante nella società avere persone del genere”.

Anche noi la pensiamo così e se avete voglia di riflettere e ridere allo stesso tempo, non perdetevi “Smetto quando voglio – ad honorem”, al cinema dal 30 novembre.

 

Photo e Video credits: 01 Distribution