In un turbinio di canzoni, tradimenti e trasgressione Malick ci racconta l’amore. 
Song to Song è al cinema. Ecco la nostra recensione. 

Il meglio di Hollywood si dà appuntamento sul set del nuovo film di Terrence Malick. La pellicola, dal titolo Song to Song, è un’indagine concreta sull’amore e tratta uno dei temi cui il regista è più affezionato: un triangolo amoroso si incrocia con le storie di quattro persone provocando una serie di imprevedibili e drammatiche conseguenze.

Il cinema di Malick è istintivo e poco programmatico e Song to Song ne è la palese dimostrazione. Il suo stile ha preso una direzione ben precisa: ha ridotto al minimo la sceneggiatura, lasciando che la macchina da presa catturi istanti di vita imprevisti, dettagli frammentati e collegati alla natura che circonda i personaggi.

I protagonisti di Song to Song sono quattro giganti del cinema moderno: Ryan Gosling, Michael Fassbender, Rooney Mara e Natalie Portman. Quattro attori che si dividono la scena interpretando personaggi ben distinti: Rooney Mara è Faye, una cantautrice in cerca di successo che cede alla lussuria da un lato e all’amore dall’altro, Ryan Gosling è BV, l’anima gemella di Faye, un uomo tormentato dal successo e dai drammi personali, Michael Fassbender interpreta Cook, un produttore musicale potente, ricco e logorato dagli eccessi e, in ultimo, Natalie Portman presta il volto a Rhonda, un’anima fragile che cede alle lusinghe di Cook.  

Rooney, che definirei la “MARAvigliosa”, è una ragazza dalla dubbia moralità: Faye, una giovane cantante e musicista in cerca di fama, si ritrova in bilico tra superficialità e il tormento profondo.
Rooney Mara dimostra ancora una volta il suo grande ed immenso talento. Sono pochi i dialoghi che caratterizzano Song to Song: il regista vi preferisce spesso le voci off, una su tutte quella di Faye. La voce narrante che accompagna le gesta dei personaggi è proprio una narrazione fuori campo del protagonista che indaga e critica se stesso, raccontando i patimenti dell’animo e i fatti realmente accaduti. Faye vive un acuto disagio spirituale e materiale a causa del tradimento ai danni di BV e a causa della sua disordinata ricerca di affermazione.

Ancora tra le note e con le dita sulla tastiera di un pianoforte, come in La La Land, Ryan Gosling ci incanta con un’altra interpretazione, sicuramente più drammatica e più rock della precedente. Il musicista interpretato da Gosling si ritrova a combattere con l’improvviso e meritato successo, con l’amore e poi il tradimento di Faye, con le responsabilità personali (collegati a drammi familiari) e contro la corruzione e disonestà di Cook (Michael Fassbender). Un personaggio ben caratterizzato grazie alla capacità dell’attore di esprimere un’emozione con un solo gesto o con un semplice sguardo.
È su Michael Fassbender, però, che la macchina da presa indaga il peccato, la corruzione e gli eccessi di una vita fatta di agi. Il suo Cook è talmente nocivo per se stesso e per coloro che gli stanno accanto che genera autodistruzione e immensa fragilità, in particolar modo nel personaggio di Natalie Portman, Rhonda. Fassbender è il “villain” di Song to Song: l’attore restituisce un personaggio perfettamente inquietante e angosciante allo stesso tempo.

Pur essendo due “prime donne” sul grande schermo, Ryan Gosling e Michael Fassbender riescono a dividersi lo scena in maniera equa e mai esagerata: nessuno prevale sull’altro. La grandezza del regista sta proprio in questo, saper descrivere personaggi agli antipodi esprimendosi con un montaggio fratturato, restituendo allo spettatore frammenti di storia che hanno una chiave di lettura soggettiva e poco universale.

La poesia di Song to Song si legge nella capacità di Terrence Malick di far prevalere i corpi e le anime: difficile trovare delle sfumature, c’è solo il bianco e il nero, c’è solo il bene o il male. Lo Yin e lo Yang sono due concetti opposti, ma allo stesso tempo sono complementari e imprescindibili per l’esistenza di ognuno di essi. La cosa più importante da ricordare è che ogni fenomeno contiene entrambi gli aspetti di questa dualità, così come il bene contiene il male e il male contiene il bene. In questa prospettiva, ad incarnare il bene è Ryan Gosling, vittima, suo malgrado, del male che porta con sé il personaggio di Michael Fassbender, tossico e venefico.

Song to Song è un viaggio poetico che si colloca a metà fra sentimenti e vita, è un percorso in cui Malick descrive con delicatezza e coraggio l’amore e i suoi ostacoli. Una descrizione incorniciata dalla luce e dalla fotografia di Emmanuel Lubezki,  il quale ci regala una Austin, la città texana dove si muovono BV, Faye, Cooke e Rhonda, agitata e seducente, fatta di musica e sfarzi, di natura e tentazioni.

Come dice la stessa Rooney Mara in un frammento della pellicola, “Il mondo ti costruisce intorno uno steccato. Come lo superi? Come ti connetti?” – Come superare gli ostacoli è un mistero, ma la certezza è che siamo fatti di debolezze, sensazioni ed intuizioni.

A cura di Roberta Panetta
Photo Credits: Lucky Red