Steven Spielberg è di quegli amici lì che hai la sensazione che ci siano da sempre. Quello che va bene per farsi due risate ma anche per parlare di cose serie. Quello che, a un certo punto, quasi dai per scontato.

Perché se leggi la sfilza di cose su cui ha messo mano, ti sorge quasi il pensiero che abbia almeno 100 anni e che abbia girato solo film epocali, capolavori che sono diventati classici dal momento in cui sono usciti nelle sale.

Steven Spielberg è così, un po’ incantastorie con il pallino per la fantascienza (E.T. l’extraterrestre, A.I. Intelligenza artificiale, Minority Report), un po’ introspettivo e pronto a prendere a colpi di vanga e poesia temi come il razzismo (Il colore viola), il nazismo (Schindler’s List), la guerra (Salvate il soldato Ryan). E poi è soprattutto Lo squalo, Indiana Jones, Jurassic Park Hook – Capitan Uncino.

Tu pensi un film che ti è rimasto nel cuore, e quello, per una cosa o per l’altra, c’entra con Steven Spielberg.

Ritorno al futuro? Spielberg lo ha finanziato.

I Goonies? Steven ha fatto parte della squadra dei soggettisti.

Blues Brothers? Spielberg ci ha recitato, facendo l’impiegato dell’ufficio delle tasse.

Il tenente Colombo? Ne ha girato un episodio!

Interessante anche il rapporto tra la letteratura e il suo cinema: Spielberg ha scelto spesso di trasporre in pellicola romanzi e racconti che lo avevano particolarmente ispirato.

L’impero del sole, l’autobiografia dello scrittore di fantascienza Ballard interpretato da Christian Bale, il film storico Lincoln (tratto dal bestseller Team of Rivals). I già citati Hook – Capitan Uncino del 1991 e A.I. Intelligenza artificiale (racconto breve di Brian Aldiss) e le storie per ragazzi, sua grande passione, omaggiate con Le avventure di Tintin (fumetto di Hergé), e GGG – Il grande gigante gentile di Roaald Dahl.

Per essere uno che non ha mai studiato cinema, e che pare esserci finito per caso girando film e cortometraggi con amici e parenti, Steven Spielberg rischia di diventare un genio faro nella notte anche per i prossimi decenni.

Soprattutto oggi, che esce allo scoperto con The Post e con il tema scottante e controverso del rapporto tra gli USA e il quarto potere, la stampa. Un’altra novità cinematografica pronta a diventare pietra miliare.