Nel 2015 siamo tornati nella galassia lontana lontana per conoscere la nuova generazione di guerre stellari. Il Risveglio della Forza, diretto dal talentuoso J.J. Abrams, con i suoi incassi stellari ha dimostrato che il pubblico prova ancora grande interesse per la saga ideata da George Lucas. Nonostante le critiche positive, i fan hanno riscontrato  un’eccessiva somiglianza tra Episodio VII e Una Nuova Speranza. L’effetto nostalgia non è riuscito a nascondere le lacune di una struttura narrativa veramente poco ispirata e la mancanza di coraggio nel proporre qualcosa di veramente nuovo e inedito per la saga. Spetta quindi a Gli Ultimi Jedi portare in scena gli avvenimenti centrali e decisivi di questa attesissima nuova trilogia.

La saga di Star Wars ha acquisito con il tempo un’aura sacra: vedere la celebre scritta “tanto tempo fa in una galassia lontana lontana” genera già dei brividi nello spettatore. Gli Ultimi Jedi si apre nel più classico dei modi: siamo nello spazio, nel bel mezzo di una battaglia adrenalinica ed imponente. Il Primo Ordine sta per distruggere la base della Resistenza. Poe Dameron guida una disperata missione d’attacco, nonostante gli ordini contrari del generale Organa. La Resistenza sotto continuo attacco è ormai spacciata. La loro unica speranza è Luke Skywalker. Alla ricerca di risposte, la giovane Rey si reca dal leggendario cavaliere Jedi.

Il solenne incontro tra Luke e Rey l’avevamo già (intra)visto nel finale de Il Risveglio della Forza. Rian Johnson, regista e sceneggiatore di questo ottavo episodio, dimostra di saper prendere decisioni importanti già nei primi minuti della pellicola: l’attesissimo incontro avrà un esito inaspettato. In tale scena si può riscontrare un approccio che il regista ha adottato più volte nell’arco della sua pellicola: intensità con un’aggiunta d’umorismo. Ma non fraintendete, Gli Ultimi Jedi è il film più disperato e forsennato dell’intera saga di Star Wars. La sceneggiatura contiene dei momenti che toccano vette di tensione mai nemmeno sfiorate dal capitolo precedente. L’intera opera è divisibile in 3 atti: un inizio veloce che getta le basi per i vari filoni narrativi che si svilupperanno nel secondo atto, più riflessivo e preparatorio. Ma l’atto finale, composto da 60 minuti mozzafiato, è semplicemente micidiale: evitando di far spoiler si può dire che abbiamo un degno erede dell’intramontabile epilogo de L’Impero Colpisce Ancora. All’interno della rocambolesca avventura, le musiche di John Williams colpiscono nel segno come 40 anni fa.

I nuovi personaggi erano stati presentati largamente all’interno dell’episodio VII. Ne Gli Ultimi Jedi ogni singola pedina, che sia del Primo Ordine o della Resistenza, viene approfondita ed espansa, dandogli fiducia e grande libertà d’azione. Così abbiamo una Rey potente e sempre cosciente delle proprie capacità, un insubordinato ed eroico Poe ed un riflessivo Finn. Dal lato oscuro troviamo Kylo Ren: grazie all’ottima performance di Adam Driver, il villain del film riesce a scrollarsi di dosso l’aria da (diciamolo) sfigato, mettendo in mostra un dissidio interiore imprevedibile e mai scontato. Il suo torbido rapporto con il Leader Supremo Snoke (un sempre eccellente Andy Skerkis) sarà determinante.

In aggiunta al cast troviamo: la carismatica Laura Dern con un personaggio che soffre di un’iniziale bidimensionalità, ma la talentuosa attrice sa come atteggiarsi al meglio; il tenebroso Benicio Del Toro ricopre invece un ruolo un po’ sottotono, colpevole anche il filone narrativo in cui è inserito (il più debole per quanto riguarda struttura e plausibilità); infine la semisconosciuta Kelly Marie Tran è una rivelazione: l’attrice vietnamita porta in scena il personaggio più umano e sincero del film.

Arriviamo ad un grosso tassello de Gli Ultimi Jedi: il lato emotivo/nostalgico della storia. Grande protagonista (suggeritaci anche dai poster) è sicuramente il generale Leia Organa (ultima apparizione della compianta Carrie Fisher), alcune suo scene mettono a dura prova i fan della saga, quasi come se ogni battuta di dialogo rappresentasse un ipotetico testamento e lascito dell’attrice. Ancora una volta è “la nostra unica speranza.
Ma cosa dire di Luke Skywalker? Il personaggio di Mark Hamill è sicuramente quello su cui i fan hanno concentrato le loro attenzioni in questi ultimi mesi. Per comprendere il ruolo del cavaliere Jedi in questo nuovo episodio, lo si può paragonare al film stesso: Gli Ultimi Jedi cita e omaggia la vecchia trilogia nei modi giusti, si prende pure il tempo per rifletterci sopra (una battuta del generale Organa in particolare è da applauso), ma allo stesso tempo il film di Johnson è audace, inaspettato e si sottrae a qualsiasi tipo di fan service.

Se J.J. Abrams aveva maneggiato con eccessiva cura la saga stellare, ritardando il vero lancio verso il futuro della saga, Johnson dimostra di aver nuove idee e molto coraggio, andando a colpire più volte il cuore degli spettatori e proiettandoli verso l’epilogo di questo trilogia.