Questa sera su Sky Atlantic la nuova, attesissima serie tv con Jude Law, The Young Pope,
diretta dal Premio Oscar® Paolo Sorrentino.

The Young Pope è stata accolta con 7 minuti di applausi scroscianti alla 73. Edizione della Mostra Cinematografica di Venezia. My Red Carpet era lì per assistere all’anteprima in cui sono stati proiettati i primi due episodi. Perchè questa grande accoglienza?
La sua maestosa prepotenza. Questo é l’aggettivo che mi balenava nella mente uscendo dalla Sala Grande del Lido di Venezia. Prepotentemente perfetta: protagonista, regia, sceneggiatura, fotografia e soggetto. Si potrebbe dire che un cinefilo ne godrebbe tanto quanto un tifoso di calcio al goal al 90º in un derby fuori casa. Una sindrome di Stendhal provocata dall’arte cinematografica del Sig. Sorrentino che non solo dirige, bensì dipinge le storie che ci racconta.
Ma chi è il personaggio protagonista della serie tv tanto attesa? Un uomo divenuto Papa a 47 anni, dal passato misterioso e con un nome, Lenny Belardo, che farebbe più pensare ad un malavitoso di Little Italy piuttosto che al capo della sede cristiana. Lenny Belardo, Papa Pio XIII, è una contraddizione, un pontefice per niente delicato. Parole forti, ciniscmo accentuato e gesti rivoluzionari: fa colazione con una Diet Coke Cherry, fuma e pretende caffè americano servito dal Segretario di Stato, Cardinal Voiello (Silvio Orlando). “Cosa ci siamo dimenticati?” Urla con veemenza durante la prima omelia. “Ci siamo dimenticati Dio”. The Young Pope è una “House of Cards” versione Vaticano e Lenny Belardo non sembra essere così distante dallo spietato Frank Underwood interpretato dal Premio Oscar Kevin Spacey.
Molti lo hanno definito un gesto coraggioso, quello del regista napoletano Premio Oscar® che, a tal proposito, in conferenza stampa ha dichiarato: ”Le reazioni? Non sono un problema mio ma del Vaticano, il mio lavoro affronta con onestà e curiosità, sin dove si può arrivare e senza voglia di provocazioni, le contraddizioni e le difficoltà di quel mondo e anche cose affascinati del clero, delle suore e di un prete speciale che è il Papa.”

JUDE LAW DA KILLER A PAPA

La critica si è concentrata anche sulla performance del carismatico Jude Law, occhi blu che possono essere a volte piuma e a volte ferro. Bravo ragazzo ma capace di interpretare anche un gelido killer che fotografa le sue vittime, come in una delle sue ultime apparizioni a Venezia, quella del sicario di “Era mio padre”. La sorpresa (o forse no) è la sua preponderante interpretazione ed è proprio il caso di dire che “Habemus Jude” a 360º. Enigmatico, supponente, arrogante, ironico, subdolo, conservatore, cinico: una sorta di “Punisher” arrivato in Vaticano a ripulire il popolo cristiano dai peccati e intenzionato a riportare i fedeli sulla retta via. Ma cosa ha in comune un “sicario” con un Papa? Ecco cosa risponde l’attore britannico: ” Anche Lenny Belardo ha un lato cinico, ma oltre a questo c’è dell’altro, come se con le sue reazioni eccessive volesse provocare la platea dei fedeli per metterli alla prova e consentire loro di conoscerlo meglio. In questo modo egli testa anche la propria fede. Mi ha impressionato la bellezza totalizzante dei palazzi in cui giravamo ma soprattutto le chiese. Credo che esse siano stati i primi teatri al mondo. La chiesa ha inventato il teatro, avevano i costumi migliori, le scenografie migliori e dialoghi molto incisivi” commenta sorridendo. A nostro parere Jude Law è così convincente da farti dimenticare che in questo momento la chiesa sia governato da un Papa diametralmente opposto a quello da lui interpretato. Il suo Papa è ambiguo e siamo sicuri che una sola serie non basterà per comprendere i motivi delle sue accentuate contraddizioni.

UN CAST INTERNAZIONALE

The Young Pope vanta un cast stellare di tutto rispetto, stelle di Hollywood e talenti italiani. Diane Keaton interpreta “Sister Mary”, la suora a cui è affidata l’educazione del giovane Lenny nei primi anni di vita che avrà un ruolo fondamentale nella vita del nuovo pontefice. Fra gli altri attori spicca, anche per il prestigio del suo ruolo, un grande attore italiano, Silvio Orlando, chiamato da Mr. Sorrentino a vestire i panni del Cardinal Voiello, un Segretario di Stato che al posto del breviario legge il Corriere dello Sport e ha uno smartphone con una cover che ritrae Higuain con la maglia del Napoli.
Silvio Orlando nella sua carriera ci ha abituati a personaggi goffi e timidi. In questa occasione interpreta un uomo di chiesa dedito al potere, ambizioso e misterioso. Lo stesso attore a riguardo ha richiarato: “Voiello credo rappresenti le contraddizioni della chiesa in questi 2000 anni tra la gestione del potere e la parola di Dio. Tenere insieme questi due aspetti è un mistero profondo che io ho cercato di incarnare.” Come è stato lavorare con Sorrentino? ” Paolo è un regista impegnativo, la sua tecnica crea tensione e sembra che debba esplodere da un momento all’altro”.
Ci sembra doveroso segnalare come Paolo Sorrentino sia riuscito a portare il suo cinema in una serie tv, cosa difficilissima per chi, come lui, odia i cliché e predilige il suo gusto personale di vedere le cose. Nemico del già fatto e già visto, si contrappone a quell’Italia tutta bei vestiti e sacra famiglia e che poi è squallida, mostruosa, grottesca affrontando un tema da sempre assai delicato: la religione cristiana.

Photo e Video Credits: Sky Cinema – Sky Atlantic