Si è tenuta a Roma la conferenza stampa di presentazione di
Io Sono Tempesta, film di Daniele Luchetti con Marco Giallini ed Elio Germano.

A commentare la pellicola, erano presenti il regista e il cast

Io sono Tempesta è una farsa sociale, un’opera buffa, una commedia invernale sul  potere del denaro. Lontana – ma solo per essere più libera – dai fatti di cronaca e dal dovere di essere verosimile, vuole raccontare, sorridendo e con un tono di fiaba, una fetta di Italia che il nostro cinema affronta sempre col tono serio del cinema del dolore.
Ecco cosa hanno detto il regista e i protagonisti in conferenza stampa. 

Io sono tempesta, non è un film esclusivamente borghese, quì o si è troppo poveri o troppo ricchi. Una chiave interessante per rappresentare il nostro Paese ai confini tra realtà e irrealtà con un tono inventivo e rivelatore. Cosa vi ha ispirato?

D: Per questo film siamo partiti dall’esperienza di Berlusconi nei centri sociali di Milano e ispirandoci un pò a lui abbiamo costruito il personaggio di Numa, non un cattivo ma un personaggio in cui racchiude tutti i vizi e le caratteristiche di tanti capitalisti devoti al denaro e accumulo. Abbiamo deciso però di aggiungere anche un tocco di simpatia, una qualità che tra l’altro tutti i grandi figli di p*****a hanno!

La parabola che viene fuori è pessimista in quanto nessuno ha un riscatto e tutti hanno un risvolto alla fine negativo. Come mai questa scelta di prospettiva?

D: Il finale ha tanti lieti fine e apparentemente tutti hanno soddisfatto i propri bisogni ottenendo quello che volevano ma a spese di qualcun’altro. Il finale ti lascia un sorriso anche se è profondamente amaro. Qui l’unica morale che troviamo è quella di non avere una morale, si è cercato di fare una rappresentazione realistica e buffa, allo stesso tempo, con personaggi che il pubblico ama senza prendere una posizione e giudicare. Proprio per questo per un personaggio “cattivo” ho scelto un attore buono nel mondo del cinema come Marco Giallini, molto amato umanamente dai propri fan.

Daniele, nella tua carriera hai fatto molti film vasti tra loro. Come sei arrivato a questo film?

D: Cercavo delle idee in giro fino a quando ci siamo ritrovati di fronte al caso di cronaca “Berlusconi e i servizi sociali”. Berlusconi di per sè non ci interessava molto perchè ci sembrava già essere scritto dai giornali. Quello che ha reso interessante però la figura del ricco sono state tutte le nostre esperienze dirette, che abbiamo provato a inserire all’interno di una commedia tradizionale. Diciamo che sono arrivato a Io sono tempesta per stratificazione con l’intento di divertire e riuscire a far capire la transizione di un paese fortemente ideologizzato da uno no.

In una scena del film il riscatto dei poveri viene annunciato come “Noi siamo tempesta”, come a racchiudere ognuno di noi. Nella costruzione dei personaggi, quali di quelli reali sono stati fonti d’ispirazione?

D: Dei personaggi contemporanei abbiamo ripreso atteggiamenti e seduzione però come diceva Truffaut è più importante l’attore del personaggio. Marco e Elio sono più dei personaggi che abbiamo scritto.
M: In genere, anche se uno potrebbe non crederci, non ho mai pensato di interpretare un personaggio ispirandomi a qualcuno in particolare a meno che non mi dovessi ritrovare a riprendere un personaggio storico. Mi sono affidato semplicemente alle direttive di Daniele tenendo a mente una persona che muove il mondo facendo questo lavoro e ritrovandosi alla fine allo stesso livello degli altri.

Io Sono Tempesta sarà al cinema dal 12 aprile distribuito da 01 Distribution